Nutrice l'alba s'accinge a miscelare colori.
Vasta e ridondante va ad allietare i cuori.
Un leggero batter d'ali sul petalo, sul fiore.
Cinguettii d'uccelli s'odono in ogni dove.
S'alza allegro e gaio, con lieta armonia,
il sole su nel celo, raggiante d'allegria.
Putti e cherubini con una penna dorata,
scrivono inni e lodi per la nuova giornata!
Si accendono gli sguardi, all'alzar del sole.
Ciarliere e principianti, nascono le parole...
Vasta e ridondante va ad allietare i cuori.
Un leggero batter d'ali sul petalo, sul fiore.
Cinguettii d'uccelli s'odono in ogni dove.
S'alza allegro e gaio, con lieta armonia,
il sole su nel celo, raggiante d'allegria.
Putti e cherubini con una penna dorata,
scrivono inni e lodi per la nuova giornata!
Si accendono gli sguardi, all'alzar del sole.
Ciarliere e principianti, nascono le parole...
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Volteggiano ricordi, memori d'attesa ad anni,
battito di ali a spolverar visioni.
Oh padre, fumo a destar offuscate immagini,
su quel ponte per Montequarcino.
Triste involucro di dolore,
mosaico di bene, musico dai toni amorevoli,
fiore a profumar d'amore.
Oh Padre m'amasti e amorevolmente t'amai.
Ricordi non vi lasciai morire,
su zolle di terra lasciasti il sudore e,
mazzolini di fragole selvagge,
dal buon sapore a profumar d'amore.
Tempo ad offuscar ricordo,
giorni, anni di lontananza,
assenza ad impartir comando.
Oggi quell'ombra tenue si risveglia,
nell'iride di una donna.
Padre riconosci quella bimba?
Quelle manine che amavi tanto?
Oh! Manchi al cuore, alle parole,
alla vita che avanza, ad ogni evenienza.
Manchi al mio amore...
C’è un pezzo d’inferno
che arde e non mente;
che arde e non mente;
scrive pagine e non passa,
l’equazione resta.
Dentro la stanza è rimasto l’odore
spazio appassito, senza clamori.
Con solitudini alte, nel vuoto migliore
esploro ed imploro
esploro ed imploro
i labirinti e l'errore.
E' suolo doloroso
da brivido inesploso,
eternità dirottata
da un compasso fuori centro;
il cerchio era virtuale
la trama ingrata.
Ora qui ,
la nebbia torna sempre,
Ora qui ,
la nebbia torna sempre,
il cielo mormora
di quella falsa traccia,
di quella falsa traccia,
scheggia spietata che s'innesta
che brucia come 'inferno,
che brucia come 'inferno,
che sa solo d'eterno.
Quando si è soli
e l'unico compagno è il gelo
quando delusi e illusi
lo sguardo cerca altrove,
e lontano, da così lontano
sembra reale uno strano
e diverso amore.
Ti parla piano
e ti accarezza il cuore
diverso eppure uguale
la stessa bocca ed il tuo stesso odore
stesse ferite
giù in fondo al cuore.
L'amore è amore
da chiunque arrivi
stessa tua forma
e due pupille buone
di questo amore
col tuo stesso nome.

Dei giorni bui
non resta che quella luce
filtrata dallo sguardo
che arriva fino al cuore
tamburellante e sordo
come ingenuo primitivo
strumento di dolore
di quei dì colmi di tremore.
L'assedio del dolore
in spire d'onde coglie
e rinchiude nelle segrete
della vita tradita
mentre l'anima nell'assolo del violino
su corde taglienti si dibatte.
Da quelle antiche terre mi raggiunge
la caduta di ogni suo frutto.
Ogni tua parola era un affondo,
un pezzo di bravura
tale da disgregare sicurezze
e annerire lo specchio
dove noi due abbiamo brillato
per un attimo soltanto.
Gira gira
gira la luna
e gira con essa il mio capo asceso.
Gira la giostra e la ruota del carro
quello che lento osserva i cavalli
-di razza e le chiome d'alto lignaggio-
La mano offre ansiosa il mio palmo
che ora da quando chiede quel destro
anche la foglia d'acero alluse
< darò a te carezze di caduchi amanti
serrati nel loro bilingue languore >
Gira gira
e rigira la voglia
quella del rendermi capo a me stessa
del mettere in mano la chiave al mio tempo
gira la luna
e gira con essa il mio capo asceso.
Gira la giostra e la ruota del carro
quello che lento osserva i cavalli
-di razza e le chiome d'alto lignaggio-
La mano offre ansiosa il mio palmo
che ora da quando chiede quel destro
anche la foglia d'acero alluse
< darò a te carezze di caduchi amanti
serrati nel loro bilingue languore >
Gira gira
e rigira la voglia
quella del rendermi capo a me stessa
del mettere in mano la chiave al mio tempo
Son forse un poeta,
per voi che mi leggete,
solo per il fatto che io scrivo su carta ...
momenti d’empatia,
tramutando i sentimenti in poesia.
Eppure sono uno come tanti
che scrive quello che prova,
dicendo alla gente
che la vita è solo un attimo fuggente,
di non sprecarla in falsità e menzogne.
Scrivo pensieri sull’oggi e su l’ieri,
di quando l’anima ha gioito
ed il cuore si è spezzato.
Ma l’ho sempre fatto con coraggio,
perché un poeta trae la forza
nel raccontare l’amore.
Non so se sono un poeta
e per alcuni sarò un raggio di sole.
Umile resterò e a nessuno
vorrò sentirmi superiore,
scrivere è solo una piccola meta
che si concretizza ogni giorno,
nell’uomo che si esprime
con le parole che nascono dentro il cuore.
per voi che mi leggete,
solo per il fatto che io scrivo su carta ...
momenti d’empatia,
tramutando i sentimenti in poesia.
Eppure sono uno come tanti
che scrive quello che prova,
dicendo alla gente
che la vita è solo un attimo fuggente,
di non sprecarla in falsità e menzogne.
Scrivo pensieri sull’oggi e su l’ieri,
di quando l’anima ha gioito
ed il cuore si è spezzato.
Ma l’ho sempre fatto con coraggio,
perché un poeta trae la forza
nel raccontare l’amore.
Non so se sono un poeta
e per alcuni sarò un raggio di sole.
Umile resterò e a nessuno
vorrò sentirmi superiore,
scrivere è solo una piccola meta
che si concretizza ogni giorno,
nell’uomo che si esprime
con le parole che nascono dentro il cuore.
Oggi
mi son portata a casa il sole
Ho rubato al vento
fasci di ginestra prima che li turbinasse
per poi sfinirli e abbandonarli al suolo
Mi son vestita d'euforia
per schermare la tristezza
di quel tempo che ti ha portata via
Ho stipato il dolore
nell'incavo profondo del mio cuore
L'ho ben nascosto dentro ad asfissiare
fino a farmi male
e sul mio viso
ho dipinto il tuo sorriso
Dei tuoi profumi
Mamma
ancora oggi
avverto la carezza
che della fame allenta i morsi
e dall'arsura rinfresca
E tutto sa
delle tue giornate
delle tue notti insonni
dei tuoi risvegli affaticati
dei tuoi abbracci
delle tue gioie mancate
dei tuoi silenzi
La tua presenza è in noi
che respiriamo Te
fasci di ginestra prima che li turbinasse
per poi sfinirli e abbandonarli al suolo
Mi son vestita d'euforia
per schermare la tristezza
di quel tempo che ti ha portata via
Ho stipato il dolore
nell'incavo profondo del mio cuore
L'ho ben nascosto dentro ad asfissiare
fino a farmi male
e sul mio viso
ho dipinto il tuo sorriso
Dei tuoi profumi
Mamma
ancora oggi
avverto la carezza
che della fame allenta i morsi
e dall'arsura rinfresca
E tutto sa
delle tue giornate
delle tue notti insonni
dei tuoi risvegli affaticati
dei tuoi abbracci
delle tue gioie mancate
dei tuoi silenzi
La tua presenza è in noi
che respiriamo Te
Rosso come le carote con la faccia sottoterra
la faccia di quel diavolo che di solito non sgarra
Lo si vede con l'aria di chi si sente un centro di gravità
intorno ci ruotano pianeti disabitati
e qualche luna dritta che presto o tardi morirà
E' l'orfano di turno in ogni situazione
fa il finto omosessuale e tratta la madre col bastone
Non sa dire altro se non che che conosce gente
ma quand'è da solo c'ha gli occhi di chi mente
C'ha gli occhi gialli quando dice di aver bevuto
usa i libri sotto ai gambi come chi non ha studiato
La sua arma più efficace è la diffamazione
allora occhio per occhio e coglione per coglione
Cerca di rubarmi i mattoni con cui cerco di ricostruire
ma stanno sotto chili di cemento e solo la sua casa può crollare
una casa sospesa s'una tettoia di vecchie lamiere
con le scale di metallo e sui muri colonne di macchie nere
Arriva ed è il primo che pensa di portarsi le ragazze a letto
ma nel futuro chi sceglieranno tra un fallito e un architetto?
Tratta chi ha intorno come polvere di straccio
e lo straccio è lui che vive in un mondo fantoccio
Coi soldi che non ha si compra la tv nuova al plasma
pensa di respirare la vita vera grazie al suo carisma
ma poi quando torna a casa la sera prende pillole per l'asma
Dice di avere sempre il culo parato grazie a questo e a quello
ma i suoi amici la sua casa la usano come bordello
è il gioco di tutti quando giocano nel marcio del mare
lo spogliano di tutto per questo anche le chiappe sono scure
Non ha il fiuto per cercare nei suoi anni più felici
un lavoro e le donne è costretto a rubarle agli amici
dice di non avere un pc ma è drogato di piattaforme sociali
si fa i cazzi miei di nascosto e dopo giù con frasi fenomenali
Ha l'aria di chi scommette nelle Snai senza essere mai stanco
senza essersi accorto che tanto vince sempre il banco
è più falso di tutte le partite in questi anni comprate
si è inventato che al fiume gli zingari l'hanno preso a pedate
Sorride coi denti stretti rifatti dalla zia senza dimenticarsi di fare il duro
ma dura è questa vita che non gli darà mai un futuro
parassita senza sbocchi che ti massaggia la schiena
ma non tenerlo mai alle spalle è il fratello illegittimo della fortuna
la faccia di quel diavolo che di solito non sgarra
Lo si vede con l'aria di chi si sente un centro di gravità
intorno ci ruotano pianeti disabitati
e qualche luna dritta che presto o tardi morirà
E' l'orfano di turno in ogni situazione
fa il finto omosessuale e tratta la madre col bastone
Non sa dire altro se non che che conosce gente
ma quand'è da solo c'ha gli occhi di chi mente
C'ha gli occhi gialli quando dice di aver bevuto
usa i libri sotto ai gambi come chi non ha studiato
La sua arma più efficace è la diffamazione
allora occhio per occhio e coglione per coglione
Cerca di rubarmi i mattoni con cui cerco di ricostruire
ma stanno sotto chili di cemento e solo la sua casa può crollare
una casa sospesa s'una tettoia di vecchie lamiere
con le scale di metallo e sui muri colonne di macchie nere
Arriva ed è il primo che pensa di portarsi le ragazze a letto
ma nel futuro chi sceglieranno tra un fallito e un architetto?
Tratta chi ha intorno come polvere di straccio
e lo straccio è lui che vive in un mondo fantoccio
Coi soldi che non ha si compra la tv nuova al plasma
pensa di respirare la vita vera grazie al suo carisma
ma poi quando torna a casa la sera prende pillole per l'asma
Dice di avere sempre il culo parato grazie a questo e a quello
ma i suoi amici la sua casa la usano come bordello
è il gioco di tutti quando giocano nel marcio del mare
lo spogliano di tutto per questo anche le chiappe sono scure
Non ha il fiuto per cercare nei suoi anni più felici
un lavoro e le donne è costretto a rubarle agli amici
dice di non avere un pc ma è drogato di piattaforme sociali
si fa i cazzi miei di nascosto e dopo giù con frasi fenomenali
Ha l'aria di chi scommette nelle Snai senza essere mai stanco
senza essersi accorto che tanto vince sempre il banco
è più falso di tutte le partite in questi anni comprate
si è inventato che al fiume gli zingari l'hanno preso a pedate
Sorride coi denti stretti rifatti dalla zia senza dimenticarsi di fare il duro
ma dura è questa vita che non gli darà mai un futuro
parassita senza sbocchi che ti massaggia la schiena
ma non tenerlo mai alle spalle è il fratello illegittimo della fortuna
Il tempo ha lasciato solo bistre impronte
di te, delle tue braccia
del giorno che non fu
I figli in coda al dolo ed io
sorella acerba e ignara
nemmeno un pigolio
Cos'era a dare il cambio
al volo degli stormi
al suono delle voci?
Il mantra poi -negli anni- divenne identità
ma non portasti me
La mia chitarra è triste in questa sera
primaverile fredda come un giorno
d'inverno scura come la scogliera
diffonde note meste tutt'intorno.
E sento il suo vibrante camminare
dal ponte sulla punta delle dita
in un sussurro che accarezza il mare
nel cuore della notte ammutolita.
La mia chitarra è triste e forse pure
l'inchiostro dove annego i miei pensieri
in un arpeggio senza partiture
forse neanche una nota di colore.
primaverile fredda come un giorno
d'inverno scura come la scogliera
diffonde note meste tutt'intorno.
E sento il suo vibrante camminare
dal ponte sulla punta delle dita
in un sussurro che accarezza il mare
nel cuore della notte ammutolita.
La mia chitarra è triste e forse pure
l'inchiostro dove annego i miei pensieri
in un arpeggio senza partiture
forse neanche una nota di colore.
Sei regina dello stupore e
Lui suddito fedele compare ai miei occhi in mille circostanze...
Quando ti guardo per l'ennesima volta e mi perdo nella tua bellezza;
Quando non ci sei e mi manchi da star male;
Quando sorridi e mi inondi di felicità;
Quando ti ho e mi sorprende volerti di più.
Regina dello stupore il tuo segreto è il nostro amore.
Lui suddito fedele compare ai miei occhi in mille circostanze...
Quando ti guardo per l'ennesima volta e mi perdo nella tua bellezza;
Quando non ci sei e mi manchi da star male;
Quando sorridi e mi inondi di felicità;
Quando ti ho e mi sorprende volerti di più.
Regina dello stupore il tuo segreto è il nostro amore.
Di fili d’oro e di pagliuzze argentate
e intarsiate sono le vesti di chi mi guarda
i colori fuori risplendono e la terra le è lieve.
Chi ha dipinto le ombre della terra
in una serra ora respira col vento salmastro
dell’astro della notte eterna. L’incastro
non è stato perfetto, c’è l’eco della guerra
in lontananza e uno strato sottile di neve
soave e ad attutirlo quando nell’ora tarda
e sorda gli spettri tacciono e parlano le date.
La finzione dell’emozione è vera e la verità finta
è dipinta ad arte, i sassi rotolano a valle e il fiume
è albume che segue la rotta di sempre, nelle torri
dai merli d’avorio i serpenti hanno lingue mute
e astute e gli orizzonti scorrono su sentieri
stranieri e stretti. Le parole abitano cantieri
deserti, alcune si sono vendute e perdute
altre sono state protette e salvate da attori
maori su un aquilone. Il futuro è come un lume
che si spegne nelle fogne dentro un muro di cinta.

A volte mi domando: “Per chi scrivo?”
per me, per il mio gusto, il mio diletto,
per gli altri, per donare con affetto
i miei pensieri, quel che provo e vivo
o perché quello che nel cuor coltivo
e che nei versi ho scritto in modo schietto
dopo di me, col suo pregio e difetto,
rimanga qual consiglio positivo?
Non so qual è la giusta soluzione
ad un quesito così vago e incerto
che forse rappresenta un’illusione;
per me è un grande svago, questo è certo
ma è anche un moto in più di riflessione
su quello che ho goduto ed ho sofferto.













