masticato l’amaro dell’incapacità
e dell'impossibile.
Disperate le mani ai capelli
a chiedersi come e chi…
Allora, non abbiate giudizio, chè
sul ciglio del baratro, si è sempre soli.
… Nell’altra parte dell’inferno
le fiamme divampano sulla forza
prendere o lasciare resta l'unica scelta…
Sepolcri imbiancati,
deboli e vigliacchi, tutti.
Non è poesia che nasce
ma il pianto della condanna
inginocchiato sulla pietra appuntita
del vostro giudizio
e in questa tomba che scavate.
Terra fatta di parole,
di coscienze senza coscienza
e menti scevre di ogni altrui verità.
… non chiudete questo tumulo
un giorno potrebbe essere il vostro….
precisi e densi
spigoli d’aria
nel tempo esteso, e mancano lenti
giorni che stentano
multipli d'ore
quanti ne conto
ilari istanti
sulle scene di palpito
tante si stagliano
in deserto di piaghe
nelle pieghe non passano
né colmano
gemono tinte
scarichi enzimi
in striduli punti
e salgono
contro linee di plinti
lo spazio diviso
libero di volare,
sono vento che soffia
forte e piano,
per tutti gli angoli del mondo.
Io sono vento quando mi
accompagnano nel volo
le nuvole e con me piangono
nei miei momenti di tristezza
e malinconia.
Sono vento anche quando gli
ostacoli si presentano davanti a me
e vi sbatto contro,
ma continuo a soffiare, finché
trovo uno spiraglio
per potere passare e superare.
Io sono vento quando brilla il sole
e sfiorando i prati fioriti mi
inebrio dei loro profumi.
Io sono vento fino a quando
sarò libero di volare.
E quando il semaforo è rosso ti bacio
se è verde riparti ma non subito
non prima di averti preso l’ultima
goccia di saliva, però guarda la strada
e mantieni la calma, sei già tutta rossa
e accaldata. Sono solo un paio di semafori
ma già lampeggiano nel cuore, li vorrei tutti
rossi o magari più scuri come i tuoi occhiali
da sole. E queste strade, viali tutti uguali
lontani dal mare, senza te sarebbero brutti
ora che li guardo con altre lenti, i cori
che sento, mi rapiscono e mi danno la scossa.
E poi c’è ancora il ritorno, non una corrida
solo un bacio d’arrivederci,ci sarà uno schema
una notte tutta per noi, come un abito
su misura, come semafori rossi a ogni incrocio.
Eppure nessuno legittima il suo canto
nemmeno un critico o accademico decide
di metterlo in cattedra
Potresti dire che muove le corde della vita
gioie e dolori in un uccello di poco conto
Quando è stanco
la sua femmina l'accoglie nel nido
ignaro che la gloria esista da qualche parte
per pochi versi che nessuno osa
cantare su un'antenna
Il corpo si fa denso
riflesso delle mani
graffi e fessure, gocce
pause e fruscii sugli orli.
Non finire non tacere.
Il corpo è l’attimo
prima dell’impronta.
Il sì rubato
il t’amo sordo,
la ritrosia per le scarpe
in un batter d’occhio
convulsa distopia.
Ciglia che spostano il paesaggio
-sulle autostrade piove,
in qualche modo
si tratta di poesia.
oggi come allora
suonano dalla lingua al cuore.
Tienimi forte per mano,
e’ questo che ripetono ancora,
sondano il vuoto queste mani mie,
annaspano e cercano,
un calore antico ,e piano sussurrano le dita
al vento, cosi come un tempo.
Ti prego cuore
non le lasciare mai ,
che io non mi perda,
in queste buie notti senza nome.
Nei freddi inverni di questa nostra vita
In certi giorni di nebbie dense
Tesa la tua mano stringe le dita,
Di questa mia fragile vita.
di ciliegie mature
il piatto sul tavolo
di quelle succose e rosse di Maggio.
Sazio come un campo di rose
ritrova promesse
e lascia l'aria colma di amorevolezza.
Ricordo avevi il sorriso e le raccoglievi
appoggiandoci le labbra
e ad ogni strappo diventava di foglie
il tuo passo .
Vorrei dirti
che era bello incontrare i tuoi sorrisi
quando infuocato era il colore .
Cupa con un pugno di silenzio
il mio piatto vuoto .
Il respiro che docile affiora
in caldi momenti di nebbia
dove luccicano sterpi di neve
e le lanterne si prendono una pausa
avendo come sostituta la loro padrona luna.
S’immerge un onta di sangue e di magia
dove echi di sale hanno fatto da sfondo ad un felice dionisiaco.
senza ghiaccio e tuoni ma lampi e meri abbagli
Ingigantisco il tempo per arpionare il cielo
-il primo da trovarsi, tanto oramai é pioggia-
Non credo sia l'aroma delle divergenze
a spazzolare l'anima di un calamaio aperto
Per ogni goccia o briciola di luna che si spezza
cestino le vocali e rantolo un perché
-non mi risponda un cielo che tanto ormai era pioggia-
Il mio Tempo è breve
Si affacciano all'ombra del mio sentire , mi fan tremare
Frugano nell’anima i tesori di un passato
Sfogliano fogli scarabocchiati da parole eluse ;
Ove un tempo scrissi belle cose .
Furono tante e vere , tante inventate
Le più feroci spalmate da rossetti lucidi,
Tante sul mio inferno freddo ...
Che a fuoco lento arde la mia carne .
Mi sentii al centro della vita
E mi specchiai ai margini della strada ,
Spesi tutte le mie energie
Nel dare amore a un fallo di occhiello chiuso .
Non sapevo che l’amore costasse così tanto
Tra le tragedie impervie ,di paradisi e sassi ,
Fatte di talpe oziose e vampiri spenti
Ove mi trovai rosicchiato dagli urli dei giudizi .
Mi succhiarono il sangue le innocenti larve
Mi chiusi la bocca con una museruola .
Si , costa l’amore , lo dicono in tanti :
È l’immenso prezzo che non ha misura
Non ha nessun pari ;costa l'amore !
anche le pitture di Nedbele:
una risata,
senza alcun dubbio
Insomma,
una concept story all’avanguardia
e un abito di seta
che non è mai finita,

Nel sottobosco dei sensi
eccitarsi












