Il vortice tira a sé il terzo pianeta
e sotto un tripudio di stelle sanguinanti
tardi comprendono le scimmie parlanti
che le mani congiunte non espiano i peccati.
Gli abissi divengono specchi delle colpe
inducendo il primo animale al suicidio
e sulle pendici di un nuovo Golgota
si innalzano ancora le croci dei martiri.
Giustizia, toltasi la benda dagli occhi,
annienta la legge fantoccio dei tribunali
poi spalancatesi le vere porte
sale sul trono il re del nulla piangente.
Un cielo vermiglio trasmette le ultimi immagini,
girotondi di scheletri infanti,
voli di rondini sulle nuove torri di Babele,
il ritorno del dio negato strisciante tra i rami.
I profeti, umiliati dalle masse
come Cassandra ai piedi dell’inganno,
sono gli ultimi a chiudere gli occhi
sul punto di universo che non seppe amare sé stesso.

Commenti
Le mani congiunte che non espiano i peccati rappresentano l'inutilità del pregare.
L'atto meccanico di chinarsi a pregare non serve a niente se non si ha dentro una religiosità che nulla ha a che vedere con un'ostentata religione, qualsiasi essa sia.