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Profondi i tuoi occhi:

un oceano turbato dal volo degli uccelli
e quelle scintille illuminano
come sole sui campi di grano…

ti chiedo di sederti vicino a me,
l’aria carezzevole ha un suono rotondo
oggi, tutto è luminoso e domina la quiete
su questo prato dall’erba smeraldina.

Una giornata sfolgorante,
una di quelle frizzanti e leggere
come il sole presente sui sassi...
potrebbe essere estate e non primavera.

L’azzurro del cielo senza nuvole
e la sua bellezza
mi entra nella voce e la spezza…
e io mi lascio trasportare da quell’emozione
che canta allodole nel petto.
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Profilo Autore: Grace D  

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Quando l’oscura ombra della notte
mi viene a trovare
e i piu cupi sogni mi porta a visitare,
lascio il mio corpo inerte
e dal suo freddo abbraccio mi lascio trasportare.

Notte anch’io divengo,
e mondi immaginari di sogni sognati,
da sognatori ignari,
riesco a sorvolare.

Un bacio, una carezza, una corsa improvvisa ...
quando
Grida e sospiri, dai corpi addormentati,
un sogno,
un altro e un altro ancora,
il mio volo notturno si appresta a terminare,
un brivido improvviso
e nel mio caldo guscio mi lascio scivolare.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Dormi
sotto le falde della tua notte
dormi come il buio
come se i riflessi
fossero di altri specchi

Dormi come fossi un ricordo
una scia drappeggiata
un lungo sogno
sotto le piume

Dormi l'immobilità
finché qualcuno veglia su te
senza toccarti il pensiero

Dormi
fino ai bronzei calici
del mattino
fino alle pervinche
fino agli uccelli

Dopo chiudi le ombre
e vivi uno spazio dorato

Non sei
né prima né dopo

perché sbocci nel grano
e geli nella neve
 
 
 
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ci si disinamora di tutto
in questo niente intatto
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Profilo Autore: fgl  

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[E’ morta, dorme?
Dov’era,
con il suo fulvo corpo leonino, le sue ali di vetro?-

S.Plath. (trad. A. Ravano)
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Febbraio è passato.
Quel giorno poi è stato come rifugiarsi sotto terra
e riemergere. Dove?
Questo lo so. L’ho scoperto.
E’ la mia scommessa con l’intelligenza.
Rischio la follia con te. Un modo per farti tornare e rivedere
capelli, naso, interno occhi
come scene di un delitto

Mi è familiare entrare, uscire è impossibile.
Poi c’è l’arresto, contro il muro.
Silenzio che penetra l’universo. Occhi di cerbero in agguato.
Cerco un cobra sai? Cosa credevi?
Vederti rinascere non è cosa da poco
come lottare nella sua bocca, ingoiando, piangendo
ritornare uovo.
Evoluzione di un miracolo giocato in un polmone.
Segni di clemenza anche questa volta
nessun curioso nei dintorni.

Dov’ è la tua prigione? Il 41 bis è uno scherzo al confronto.
Regime lunare. Pioggia che inverte il senso.
Nemmeno Lazzaro lo è. Quell’altra volta ci volle un ordine imponente.
E’ possibile anche oggi. La probabilità gioca sul vincente.
Tirare indietro il gas, svilire ogni molecola che morde il sangue,
vivere è questo tiro di dadi sul pavimento.

Per tirarti su da terra, preparare rotte di malva,
nutrire api ghiotte di tremore.
C’è una luna che emana favole di gelsi e bruchi.
Tessono la tunica dell’apparizione,
risplenderà ancora l’arnia del sorriso,
ne sono certo,
e tu sarai ancora Regina d’api.
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Profilo Autore: fintipa2  

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I grandi poeti si son persi abbracciando la notte,
amando le parole che andavano a scrivere.
Si son fatti bambini
e, come loro, hanno attinto
dal mondo della fantasia.
Sapevano che l’umiltà
è il seme che fa diventare grandi,
perché le parole, che andavano a scrivere,
toccavano il cuore di chi li leggeva.
I grandi poeti sono nel cuore e sulla bocca di tutti,
sono diventati immortali.
Forse, da molti, non saranno stati capiti o apprezzati
ma, nella loro poesia,
sono sempre riusciti a cantare le lodi dell’amore,
sia vero o di fantasia.
Hanno scritto di gioia e dolore,
ma l’hanno sempre fatto,
attingendo dalle emozioni
che trasmetteva loro il proprio cuore.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Impegno
che a questo mondo sta
come Mufasa
era visto da Scar.

Impegno è dovere.

Meglio la valle
dove restare in attesa
poi
gettate la fune
e ci tirate ...

Quando s'arriva alla cima
... a te l'onere:
ti spettan diploma e medaglietta,
d'acquisto, un bel diritto

a noi tutto il resto,
piacere compreso ...
ché l'impresa t'abbiamo concesso.

Io però
sono in diritto
e d'esser trasportato
... lo esigo!

Sia forse il caso
di lasciar stare,
di lanciar funi
per poi tirar...
si la zappa sui piedi
e regalar pappa già pronta?
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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Rompi quel filo e tramami a tela




Riversa nello spazio fra me e il tempo

il tempio

di me e delle mie ragioni ma

ma dimmi, dimmi qual è la chiave del tuo lucchetto

per arrivarti

per giungere al lido

allo spazio per tenderti

al sapere del dirti




Ti comprendo e riparte il vagone di storie

quelle del mio fare e dove




Ama le mie pieghe e la mia vertigine

avvinghiata d'illusione d'esserci

e ponimi di fronte all'altare

che di me fa agnello e gregge
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Una stazione sconosciuta
senza nome,
fra prati verdi
e viali alberati.
Città incantate
e grattacieli colorati.
Fermate obbligate,
soste vietate.
Un viaggio contrastato
boicottato
mai fermato, mai bloccato
fra gioie e dolori.
Annunciano l'arrivo e l'ansia sale
il risultato del lungo viaggio prende vita.
Lavoro portato avanti
con determinazione e amore.
Il frutto dell'albero della vita,
del sentimento, dell'essenza
del prolungamento della vita.
Intravedo l'arrivo...
Indosserò il vestito della poesia.
Tutto cambierà
non sarà più come l'attimo prima
indosserò l'abito invisibile, ma importante.
Metterà a nudo quello che prima era nascosto
rivelandolo a tutti.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Per noi che non viviamo laghi

cresciuti all’esercizio della ruggine

dietro metalli a chiusa

d’intonaci crepati senza luce.

 

Per noi che non scaliamo vette

frustati sulla rotta di declivi

un palmo sopra il mare

riarsi come sale sulle piaghe.

 

Per noi che non miriamo podi

lasciati a ruminare in slarghi d’ombra

trai fiori calpestati

alla contesa di sbandite scaglie.

 

Per noi riparo è il buio, letto

la notte che si scioglie in mille rive

e poi l’alba che tarda

a evidenziare – e l’indistinto vive.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Se tu fossi qui
vedresti le rose.
Fioriscono...
anche ad agosto.
Non so perché
scrivo questo!
Ma, d'agosto ricordo
solo quel giorno.
Quel caldo
quella pioviggine
quella macchina
quelle divise
e le rose nel prato.
Ricordo di sangue,
lo stesso sangue
che non torna.
Rosso, come le rose.
Rosso, fuoco nel petto
che brucia...
Sono morto
quel giorno.
E tu... vivi
nel ricordo
che fa male.
E fa più male 
ad agosto... con le rose.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Nessun segno dal cielo

che mi attraversi l’arcobaleno

o scrivano per me poeti gitani

che danzino cigni neri

o volino farfalle rosse.

Cosa cambierebbe altrimenti?

Forse i discorsi delle genti

e i sorrisi delle masse

i viaggi e i ritorni dei corrieri

astrali, i latrati dei cani

in lontananza o le balle di fieno

per cuscino nella notte di gelo.

 

La chiamano speranza ma è l’attesa

che non vuole finire, il vetro

lo specchio, il cristallo, la cruna

la droga che è l’amore malato

il tuono che segue il lampo

l’inciampo del cuore sotto sforzo

l’infarto dell’amore nel pozzo

del disprezzo, le piume di struzzo

al posto del tailleur, lo sfarzo

degli occhi ambrati, il crampo

di dolore alle mani, il salato

al posto del dolce, la sfortuna

di averti incontrata, lo spettro

della luce al tramonto nella tua chiesa.

 

Per dire che è scesa la notte

non servono parole, basta il silenzio

o lasciare che sia la musica

a tracciare la rotta verso l’abisso

del cielo stellato macchiato di gesso

proprio la canzone del paradiso

cui bussare quando il tempo è arrivato

e il chiarore è svanito. E’ il boato

del fruscio, del talento deriso

della morte nei viali bui dell’universo

il taxi dell’emozione nel mondo connesso

all’inverso, il sibilo di chi giudica

senza conoscenza dei fatti e il nunzio

nero che lascia l’ultima nota della sorte.

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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La domanda è come possa uscire, concepire, diventare
non è che un uovo e da qui si dipana un cielo
e che caos è la perfezione.

I primi occhi come lame
formano quattro mura è una casa?
e la donna è bambina.

al centro del bianco splendore delle quattro mura ti sei vista,
hai pensato come tutti pensano,
tutti ti dicono
tutti ti parlano
entrano escono dalla tua porta
e portano riempiono svuotano strappano.

c’è qualcuno che aggiusta
donna ti frulla la testa di domande?
entrano ed escono i soprammobili,
personcine attaccate alle pareti
e poi?
che fanno sui pomelli del letto imbrillantati?
vedono, riflettono i loro occhi,
ah l’amore, è l’esperienza.

Sui comò, pezzettini di affanni
ombre di vite lasciate con te, 
per te, a formarti le strade.

Le opere d’arte di camminate chini
a guardare dal basso, bambina
trascinando l’esperienza, il pacco
per poi donna dall’alto a trovarle diverse
e le luci di ribalta sulla faccia.

Luci spente e accese 
e quelle pareti attorno
e il pubblico che acclama
le loro voci vere e palpabili.

Pensieri nelle mani
che non si attaccano alla lingua
che non si attaccano alla vita. 

È l’esperienza donna
e ci credi bambina?
che quel che sta succedendo nella testa sia déjà-vu  
e non che in quell’assenza ci sia la vita stessa
che per un attimo ti coglie di sorpresa.

Ci hai pensato
credevi fosse un dono
e non ti senti, non ti vedi, sei.
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Profilo Autore: Lehel  

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Nella volta di seta

l’aria intorno è cessata

le voci si addormentano

sotto mani di foglia

I disegni degli dei

mancano degli angoli

del numero e del calcolo

Sarai tu a raccontarmi

dove hai colto l’erba matta

O sei giardino prossimo alle stelle









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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Dopo l’ultimo verso

ancora mi commuove

E=mc2 (E uguale emme ci due)

che brucia me e ogni sole
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Profilo Autore: fintipa2  

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