s’imperlano d’oblio
ed io danzo nel grano,
mi accendo d’accenti,
annodo carezze di vetro
al naufragio dei pensieri
e son quel raggio di nebbia
fra l’oriente e la sera,
porto di stelle cadute,
giovane pianto d’orchidea.
Bussa la notte al mio petto
ed io danzo nel grano,
mi accendo d’accenti,
coloro frammenti d’anima
perduti nel mar dei silenzi.
Ricordo un tempo
di strade bianche
e lenzuola stese.
Di corse nei prati
accarezzando i fiori.
Ricordo il tempo
quando il mare
mi sembrava immenso,
lo guardo adesso...
Ricordo quel tempo
che mi sfiorava lento.
Tutto è cambiato,
eppure il mare...
mi sembra ancora immenso!
Arrivò un tempo, in cui minuziosamente costruii uno spazio bianco
tra le urla e le lacrime.
Bianco come il latte, offuscato appena da una patina trasparente di malinconia.
Così, cocchiere della mia imbarcazione, mi lasciavo cullare dalla volontà del fiume.
Non avevo meta. Questa è la malinconia: vagare senza vedere rive all'orizzonte.
Così, il vento leggero della nostalgia, carezzava i miei capelli,
ampliando il silenzioso scenario a cui mi ero dedicato giorno e notte.
Ero lì da poco, ma l'arredamento era così preciso e curato nei particolari,
esattamente come lo volevo, esattamente come lo avevo immaginato,
che non potevo non esserci già stato.
Uccelli disegnati, immobili sullo sfondo bianco, spezzavano quel candore.
Inciso nella mente avevo un pensiero: "Il mondo è una bugia."
Non una nota, non un sospiro, interrompevano quel laconico, secco silenzio.
Così mi innamorai della danza dei miei pensieri,
acquietai i battiti del cuore
e osservai il cielo bianco come latte
diventando lentamente parte di quel luogo.
si metton a tacer le parole,
non c’è più tempo per l’amore,
allorché chi spara mira al cuore,
alimentando il mondo di dolore.
L’eroe lotta con ardore per salvar l’anima,
tenendola con i denti ben stretta,
difendendo la vita con veemenza,
pur di viverne tutta la sua bellezza
con candor e saggezza.
Allorché il poeta al glorioso,
con la penna, su di un foglio bianco
verga le sue nobil gesta,
elevandolo all’imitar esempio,
per sconfiggere il vil indegno.
ciò sembra invece così innaturale:
In realtà dovrei girare l’angolo
e fare a meno dei poeti, dissalare acciughe
e sbattere un calzino sullo scoglio
-Per amor di polpo e sua polpessa, dico-
L’amore è stato buono con me
e io non lo svendo in piazza
parlarne a bottiglie vuote, che serve
sciuparlo in tintinnii inutili
come rotolare su mattoni e rompersi il collo
Cosa piace dell’amore altrui
e chi ha da aggiungere un verso all’amore di Petrarca
o a quello di Bukowsky
E per quale sortilegio trasformare
in noia uno spartito di creazione
I poeti dovrebbero stare zitti, se sono in vena
scendere a patti con idee di fusione
Come il nocciolo trasforma Chernobyl
entrare nel silenzio che calca un bacio
di due millenni
canti tue periferie
dove si spazia
un’avventura d’anima.
I versi tuoi
percorrono orizzonti
- tutti quanti -
che supera la grazia.
Ma a te poeta mio
poi chi ti canta?
Poeta chi ti canta
dei quindici gradini
di spole tra due fari
di mille volti al giorno?
Chi canta dei tuoi incanti?
Chi canta del tuo passo, del tuo fondo?
Chi grida che non sei di questo mondo?
Baciate queste rime
da sole piante gore
son baci sui capelli
per mille ciocche more
senza orpelli
solo labbra
in balìa di sete.
E canta poeta ancora
canta tue periferie.
Non senti l’odore dei gelsi
e lo stormire delle fronde
carezzate dal vento caldo
della nuova stagione?
E’ un gioire di bambini
ch’elevano al cielo il loro tripudio
colmo di grida e di risate
in una festa che battezza
l’inizio dell’estate.
L’aria adorna di profumi e voli
induce all’ardore
accendendo la tavola del mondo
apparecchiata ed ospitale
verso noi fragili esseri
che siamo qui a godere
di questa splendida natura
e dell’abbraccio
impercettibile dell’aria.
Osservo bene ombra e luce
che si posa sulle creature e sulle cose
e penso che siamo noi
seme e zolla
al timone dell’universo.
Non so piu' scrivere d'amore
ho chiuso il petto a chiave
l'ho allontanato.
l'anima mia si e' congelata
sotto un manto di neve.
vago e' il ricordo
di dolci carezze
e baci come violini da suonare.
nessuna vibrazione
come campana a festa
regge la mia mano
nelle carezze della sera.
né fremiti, né palpiti
né tumultuosi istinti.
ora giace questa mano
incapace
triste e senza stimoli
produce note sterili
e ritmi sincopati
come un sax
che dice nells notte
preghiere vane.
Quell'anno le rose non schiusero maggio
Sedettero in grembo ad un muricciuolo
su caduchi ombreggi di frasche pungenti
In carne le spine intinsero dita
su cirri a bambagia tremando perchè
Sudarono nomi
li piansero al cielo
-fiori in corolla le nuche adornò-
fra arabeschi di cielo
e nei tuoi occhi l’infinito,
petali di diamante socchiusi.
Rugiada lunare sulle labbra
confonde il raggio del tempo,
pagine di vita sulla sabbia,
steli d’orizzonte nell’aria
e tu, accanto a me,
in questo volo di sguardi
che la notte conserva
nel cuor dei nostri sbagli.
umile in tanta gloria…
(Chiare, fresche e dolci acque.
Petrarca, Canzoniere)
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Sai?
Si sta bene dall’altra parte del fiume
grida e strazi non ne vedo
E Caronte è stato gentile nel farmi accomodare
persino Cerbero mostra un gran cuore
nel sopportare le dicerie
Dolci suoni fanno le arpie su peschi e ciliegi
e Medusa ha lo sguardo di Laura:
Bella che non ti dico
Meraviglie del terrore dunque
Chissà perché di là si raccontano bugie
So adesso che il buon dio non c’entra niente
Con i traffici che avvolgono le città
le ruberie ed il cloro nei respiri
Un sorriso che ti fa a dirgli i peccatucci di periferia
Un saltar su tutte le furie
Se Gli ricordi che l’Inferno l’hanno rubato i vivi
E lo tengono acceso ventiquattr’ore su ventiquattro
l’orizzonte del mare,
aspettando l’onda
che sta per arrivare, ...
mentre i gabbiani incuranti
continuano a volare,
cercando tra gli scogli un nido
dove riposare.
Terra bruciata e arsa dalla sete,
gente che cammina priva d’amore,
si ribella persino al loro cuore
che sanguinante forte duole.
Anima e vita, destini incrociati,
di sogni mai realizzati,
ma con perseveranza continuamente cercati.
Viaggia la mente portata dal vento,
superando tutti i confini del tempo,
vola lontana e nulla la può fermare,
perché alla sua meta vuole arrivare.
Si svegliano passioni che pensavi sopite,
guardi negli occhi chi ti ama
e scopri che tutto quello che non vedevi,
era sempre stato lì, vicino a te
che ti aspettava..







