La sera, quest’ora immateriale
che dilata il tempo
l’iride luminosa cerca il valico,
telepatia delle candele.
Quest’ora che si sta stretti
tra corpo e mente
restiamo ancora un poco
immagine e riflesso.
Qui metto in fiore la tua voce
la recito in una sospensione
che il chiaro del mattino
irrora d’algide ventate.
Qui tendo a lungo il fiato
al timbro, solco indelebile alla gola
chiuso dove perdura, graffiante e dolce,
quasi dolore fisico trattenuto al bacio:
mai potrò, amore, venirne fuori illesa.
8 commenti
Ma ora ti amo
Ora che ti vedo lontana da me
Ma ora ti amo
Ora ch'ho il muso e le lacrime
Ma ora ti amo
Ti amo come un diavolo
Ti amo come il vento
Ti amo in ogni singolo momento
Ti amo come folle, come angeli
Divi che spruzzano follie
Ti amo
Questo so farlo da me
Ti amo nel giorno nell'alba di albe
Ti amo nel giorno nell'alba di albe
Ti amo in stelle che brillano morte
Ti amo in respiri di vita corazzati
Ti amo in gemiti impazziti
Ti amo in lune, martiri, spasmodici,
Ti amo nel mare
Ti amo come supplica, come parola in fuliggine
Ti amo, te lo dico, perché so farlo da me
Ma ora ti amo
Con spirito di sobrietà
Ma ora ti amo
Ma ora ti amo
Non voglio stigmate, per carità!
Ma ora ti amo
Ora che vedo ricordi, te e me
Ma ora ti amo
Ora ch'ho la nausea ma non le lacrime
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Ti amo
Questo so farlo da me
Questo so farlo da me
torna di limbo grazie all'illustre verso
urtandomi nell'acqua
fra un sasso e un tonfo
Salto gli spazi e il verbo teso
che l'ugola vede solo là dal colle
cirri di passato e conturbanti velli
Ancora dorme l'amaca al risveglio
nell'osservarmi viola sotto il giunco
che mai potrà ingiallire di mimosa
Steppa il frastuono delle chitarre e fiati
che il tuo s'allunga tondo
e di jazz muore
urtandomi nell'acqua
fra un sasso e un tonfo
Salto gli spazi e il verbo teso
che l'ugola vede solo là dal colle
cirri di passato e conturbanti velli
Ancora dorme l'amaca al risveglio
nell'osservarmi viola sotto il giunco
che mai potrà ingiallire di mimosa
Steppa il frastuono delle chitarre e fiati
che il tuo s'allunga tondo
e di jazz muore
Che bel vuoto,
disponibile vuoto,
e vivissimo,
che accetta sempre volentieri un sacco
bello pieno sulle spalle
di boccioletti assai
striminziti per il poco sole,
e se lo porta in là, non so dove,
fuori dalla mia vista.
N'esce qua una storia quieta -
una storia che esulta stranamente quella
dei poveri petali: paiono anime
che avrebbero dovuto esser liete
come bimbi con la trombetta di carnevale.
una storia che esulta stranamente quella
dei poveri petali: paiono anime
che avrebbero dovuto esser liete
come bimbi con la trombetta di carnevale.
Si è scritto qui
l’ha scritto il vento
era nell’oltre
fra mille spie
- ed io lo sento –
come una lucciola
che sortì scie.
Trovato appiglio
su foglia al mirto
sollievo intorno
dal rovo irto,
se mi pungevo
spandeva fiato.
Rinata stella
ferita in viso
da ruga eterna
donava attesa.
Di tal paura
sazio il sorriso
che poi s’è spento
come lanterna.
La notte chiara
sopiva l’urlo
e qui ch’è scritto:
l’ha scritto il vento.
l’ha scritto il vento
era nell’oltre
fra mille spie
- ed io lo sento –
come una lucciola
che sortì scie.
Trovato appiglio
su foglia al mirto
sollievo intorno
dal rovo irto,
se mi pungevo
spandeva fiato.
Rinata stella
ferita in viso
da ruga eterna
donava attesa.
Di tal paura
sazio il sorriso
che poi s’è spento
come lanterna.
La notte chiara
sopiva l’urlo
e qui ch’è scritto:
l’ha scritto il vento.
Il cielo della notte
è un'alcova perfetta
dove far sdraiare
corpi e voglie
Tu, dentro la mia luna
bruci come sole
scampato al tramonto,
fondi il mio argento
bagnato d' acque probite
ed essenze d'amore
raggio cocente
penetri nel ventre
irrorando d'alba
la mia pelle bianca
Tu, dentro la mia luna
semini nuda calda luce
Io sono perché noi siamo.
Non sarei, altrimenti,
che quel che ero
nelle vetrine luccicanti dell'apparire
nelle feste del finto tempo.
Io sono il mio e il tuo silenzio
gli occhi e la voce di tutto ciò che ha cuore
e commozione per le povertà
e l'inutilità
di chi si mostra essere
e non è.
Noi siamo i senza muri,
i capaci di volo senza ali,
i muratori dell'attimo che mai smette di scorrere.
Vediamo dimensioni illuminate,
impariamo l'arte dell'ascolto
e non temiamo il branco
delle orecchie senza cuore.
Noi siamo le foglie che non cadranno
e non temiamo nemmeno
il peggiore degli autunni.
Non sarei, altrimenti,
che quel che ero
nelle vetrine luccicanti dell'apparire
nelle feste del finto tempo.
Io sono il mio e il tuo silenzio
gli occhi e la voce di tutto ciò che ha cuore
e commozione per le povertà
e l'inutilità
di chi si mostra essere
e non è.
Noi siamo i senza muri,
i capaci di volo senza ali,
i muratori dell'attimo che mai smette di scorrere.
Vediamo dimensioni illuminate,
impariamo l'arte dell'ascolto
e non temiamo il branco
delle orecchie senza cuore.
Noi siamo le foglie che non cadranno
e non temiamo nemmeno
il peggiore degli autunni.
Identico giorno
Come gli altri, come nessuno
Risorge Cerere
Perla d'un pantheon primordiale
Antica come l'odio degli dei
Verso (o contro? o per?)
Uomini
Serpi dal seno clorotico
Gioiose madri
Automi
Di pietra umida (di lacrime, oli profumati
Salmi, odori di cenacoli e lapidi)
Vermi
Mangiatori di putrefatte caterve
Di corpi
Di tigli
Di figli
Risorge Cerere
Si copre gli occhi
Forse la scintilla dell'Amore
Brucerà le bende di cinnabrio
Che gli coprono
Le vegetali pupille
Frammenti
Di morbida ametista
Come gli altri, come nessuno
Risorge Cerere
Perla d'un pantheon primordiale
Antica come l'odio degli dei
Verso (o contro? o per?)
Uomini
Serpi dal seno clorotico
Gioiose madri
Automi
Di pietra umida (di lacrime, oli profumati
Salmi, odori di cenacoli e lapidi)
Vermi
Mangiatori di putrefatte caterve
Di corpi
Di tigli
Di figli
Risorge Cerere
Si copre gli occhi
Forse la scintilla dell'Amore
Brucerà le bende di cinnabrio
Che gli coprono
Le vegetali pupille
Frammenti
Di morbida ametista
Fummo storie dissolventi
trainanti giorni
estati e dintorni
e intorno movenze ludiche
morali insolvenze
d'impasse e goduria
assillante
travi e vascelli traversarono i fiumi
e nel fumo d'incendio
dolo io scorsi
e negli occhi tuoi la gentile
attesa
parve segmento di mesi distanti
e il silenzio poi parlò
chiese chi fosse mai stato a volere quel giorno cosi
rotolando sul prato e verso il sole
lasciai una bambina conobbi una donna
in dissolvenza più mite me ne andai
tra le mani mie
emozioni raccolsi e un sorriso tuo
Fummo assolti dal sole
a settembre
strade diverse e lontane
restai coi ricordi di un attimo
nell'attesa dolce
della tua venuta
trainanti giorni
estati e dintorni
e intorno movenze ludiche
morali insolvenze
d'impasse e goduria
assillante
travi e vascelli traversarono i fiumi
e nel fumo d'incendio
dolo io scorsi
e negli occhi tuoi la gentile
attesa
parve segmento di mesi distanti
e il silenzio poi parlò
chiese chi fosse mai stato a volere quel giorno cosi
rotolando sul prato e verso il sole
lasciai una bambina conobbi una donna
in dissolvenza più mite me ne andai
tra le mani mie
emozioni raccolsi e un sorriso tuo
Fummo assolti dal sole
a settembre
strade diverse e lontane
restai coi ricordi di un attimo
nell'attesa dolce
della tua venuta
Non mi pensi piu',
una foto sbiadita,
un ricordo lontano.
I tuoi occhi ridevano per me.
Ora per qualcun'altra.
Il tuo sorriso avvolgente e'per lei.
Io sono qui sola,
alla deriva.
La tua porta e'chiusa.
Io sono nel buio,
nel freddo.
Non ho piu' il tuo amore,
nemmeno il tuo rancore.
Non ho piu' niente.
I
una foto sbiadita,
un ricordo lontano.
I tuoi occhi ridevano per me.
Ora per qualcun'altra.
Il tuo sorriso avvolgente e'per lei.
Io sono qui sola,
alla deriva.
La tua porta e'chiusa.
Io sono nel buio,
nel freddo.
Non ho piu' il tuo amore,
nemmeno il tuo rancore.
Non ho piu' niente.
I
Da quel primmo mugolio
quel belato gridato alla nascita
poi ho iniziato a parlare
e non son mica morta?
Finchè nessuno ancora mi capiva
finchè nessuno aveva dato un senso a quello che dicevo
non era ancora morta la mia vita.
La parola dicono
ha sempre ucciso!
è cosa grossa questa
ma non le vedi quante sfumature?
non vedi le parole quanti sensi hanno?
non ce nè una che abbia un solo senso
Dai un senso solo alla parola
e affilerai la lama della tua ghigliottina.
Svolazzano le vedi le parole
come su un attaccapanni
appese a più significati.
Eppure ti sei orgnanizzata anche tu
con lo starnazzare indicibile dei minuscoli tocchi ti tastiera
che adesso senti anche uscire dalle bocche
bocche che toccano lettere
formano parole
sempre meno parole,
tagliete, ricucite
utili solo a riempire il tempo di schiamazzi.
Se è lì sospesa a mezz'aria
lei lascia entrare tutti i miei significati
ma se le scorro dentro per analizzare i suoi
è panacea di significati insignificanti,
e mi ritrovo al punto di partenza
con la parola
sono libera di dire di essere libera?
quel belato gridato alla nascita
poi ho iniziato a parlare
e non son mica morta?
Finchè nessuno ancora mi capiva
finchè nessuno aveva dato un senso a quello che dicevo
non era ancora morta la mia vita.
La parola dicono
ha sempre ucciso!
è cosa grossa questa
ma non le vedi quante sfumature?
non vedi le parole quanti sensi hanno?
non ce nè una che abbia un solo senso
Dai un senso solo alla parola
e affilerai la lama della tua ghigliottina.
Svolazzano le vedi le parole
come su un attaccapanni
appese a più significati.
Eppure ti sei orgnanizzata anche tu
con lo starnazzare indicibile dei minuscoli tocchi ti tastiera
che adesso senti anche uscire dalle bocche
bocche che toccano lettere
formano parole
sempre meno parole,
tagliete, ricucite
utili solo a riempire il tempo di schiamazzi.
Se è lì sospesa a mezz'aria
lei lascia entrare tutti i miei significati
ma se le scorro dentro per analizzare i suoi
è panacea di significati insignificanti,
e mi ritrovo al punto di partenza
con la parola
sono libera di dire di essere libera?
"Palpita entre mis manos su plumón, el ovillo
de su carne animada." (Juana Castro)
-------
Siamo stati bene questo sabato. Parlare di versi
leggere Castro seduti al tavolo di un bar
io e te, tu che vai sul fondo e poi ritorni
come un cormorano
È questo sai? Al senso di donna
non sfugge la metafora di figlio
Parafrasi di muro,
scoglio che inesorabile divide padre e madre
ma tu sei altro. Stride davanti a me l’intuito di vita
Accanto e dentro
nel mare senza uscite
Ce la faremo vedrai
si nutrirà di padre questa volta
Arriva il cappuccino intanto
l’ occhio di una nuvola si lascia lacrimare
luna senza meraviglia
se ne sta lontana poi sparisce
veloce come il cameriere nel portarci il conto
Non sa niente di un implume e della vita che rinasce
per un istante, maledetto istante
de su carne animada." (Juana Castro)
-------
Siamo stati bene questo sabato. Parlare di versi
leggere Castro seduti al tavolo di un bar
io e te, tu che vai sul fondo e poi ritorni
come un cormorano
È questo sai? Al senso di donna
non sfugge la metafora di figlio
Parafrasi di muro,
scoglio che inesorabile divide padre e madre
ma tu sei altro. Stride davanti a me l’intuito di vita
Accanto e dentro
nel mare senza uscite
Ce la faremo vedrai
si nutrirà di padre questa volta
Arriva il cappuccino intanto
l’ occhio di una nuvola si lascia lacrimare
luna senza meraviglia
se ne sta lontana poi sparisce
veloce come il cameriere nel portarci il conto
Non sa niente di un implume e della vita che rinasce
per un istante, maledetto istante
Ehi Ragazza! Qual è il tuo nome?
Mi hanno detto che ti fai chiamare Cenerentola
e sogni l’amore.
Ehi Cenerentola, al rintoccar dell’orologio,
questa notte, non scappare,
non confondere il tuo cuore.
Le scarpette di cristallo sono fragili
e si possono rompere, se corri giù per scale,
fuori dall’hotel è buio e non c’è il sole.
Ehi ragazza, mi hanno detto che vieni da lontano
e sei arrivata con il cuore in mano
per donare al tuo principe
che fosse arrivato su di una Ferrari,
regalandoti un anello con diamante,
per poi dirti: mia piccola TI AMO.
Ehi, mi hanno detto per questa notte
non vuoi farti chiamare Cenerentola,
lo sai che la vita non è una favola,
quindi non confidar sulla fata sbagliata,
poiché lei ti venderà, come ogni sera,
nelle squallide camere del piacere,
come fa da quando, quella notte, sei tornata
con le scarpette di cristallo rotte.
Ehi ragazza, mi hanno confidato
che ti piaceva ballare e, con il tuo principe,
stretti, stretti lo volevi fare
ma, negli Hotel, vogliono solo il tuo corpo da usare,
per poi andarsene lasciandoti da sola,
con le tue lacrime, che nessuno resterà ad asciugare.
Ehi Cenerentola, ho scoperto il sogno che avevi dentro il cuore
e so che lo vuoi continuare a cercare,
fin quando non lo sarai riuscita a realizzare.
Mi hanno detto che ti fai chiamare Cenerentola
e sogni l’amore.
Ehi Cenerentola, al rintoccar dell’orologio,
questa notte, non scappare,
non confondere il tuo cuore.
Le scarpette di cristallo sono fragili
e si possono rompere, se corri giù per scale,
fuori dall’hotel è buio e non c’è il sole.
Ehi ragazza, mi hanno detto che vieni da lontano
e sei arrivata con il cuore in mano
per donare al tuo principe
che fosse arrivato su di una Ferrari,
regalandoti un anello con diamante,
per poi dirti: mia piccola TI AMO.
Ehi, mi hanno detto per questa notte
non vuoi farti chiamare Cenerentola,
lo sai che la vita non è una favola,
quindi non confidar sulla fata sbagliata,
poiché lei ti venderà, come ogni sera,
nelle squallide camere del piacere,
come fa da quando, quella notte, sei tornata
con le scarpette di cristallo rotte.
Ehi ragazza, mi hanno confidato
che ti piaceva ballare e, con il tuo principe,
stretti, stretti lo volevi fare
ma, negli Hotel, vogliono solo il tuo corpo da usare,
per poi andarsene lasciandoti da sola,
con le tue lacrime, che nessuno resterà ad asciugare.
Ehi Cenerentola, ho scoperto il sogno che avevi dentro il cuore
e so che lo vuoi continuare a cercare,
fin quando non lo sarai riuscita a realizzare.
Effimere sculture
di nuvole minacciose
si specchiano
nell'acqua dorata
del tramonto.
Mugghia da lontano,
il mare...
trafitto da frecciate
di luce.
Rumoreggia il cielo.
Si oscurano anche
i pensieri,
mentre cammino nel vento
di un temporale
che ancora ha da venire!
Non dirmi che non esiste niente
mentre infili la testa nel muro
come le salamandre
cerchi le ombre del tempo
tra i brandelli dell'anima e gocce di veleno
E non negare l'impossibile
l'impossibile è già spazio temporale
e le nuvole sono crisantemi
nel cielo variopinto
dalle fiamme di questo gioco infernale
Non dirmi che la solitudine acquieta
solo la morte è fine di tutto
e tu il coraggio te lo sei giocato ai dadi
nelle caverne di luce apparente
Ma forse quel giorno
io ero già sul precipizio
e non mi accorsi della cenere
persa nel qualunque
Adesso ti accontenti di candele spente
mentre io ho ancora la cera nelle tasche
io devo dare un senso
toccare i margini di questo inganno
per non perdermi nell'immenso
nel vasto non senso di me.
mentre infili la testa nel muro
come le salamandre
cerchi le ombre del tempo
tra i brandelli dell'anima e gocce di veleno
E non negare l'impossibile
l'impossibile è già spazio temporale
e le nuvole sono crisantemi
nel cielo variopinto
dalle fiamme di questo gioco infernale
Non dirmi che la solitudine acquieta
solo la morte è fine di tutto
e tu il coraggio te lo sei giocato ai dadi
nelle caverne di luce apparente
Ma forse quel giorno
io ero già sul precipizio
e non mi accorsi della cenere
persa nel qualunque
Adesso ti accontenti di candele spente
mentre io ho ancora la cera nelle tasche
io devo dare un senso
toccare i margini di questo inganno
per non perdermi nell'immenso
nel vasto non senso di me.










