La domanda è come possa uscire, concepire, diventare
non è che un uovo e da qui si dipana un cielo
e che caos è la perfezione.
I primi occhi come lame
formano quattro mura è una casa?
e la donna è bambina.
al centro del bianco splendore delle quattro mura ti sei vista,
hai pensato come tutti pensano,
tutti ti dicono
tutti ti parlano
entrano escono dalla tua porta
e portano riempiono svuotano strappano.
c’è qualcuno che aggiusta
donna ti frulla la testa di domande?
entrano ed escono i soprammobili,
personcine attaccate alle pareti
e poi?
che fanno sui pomelli del letto imbrillantati?
vedono, riflettono i loro occhi,
ah l’amore, è l’esperienza.
Sui comò, pezzettini di affanni
ombre di vite lasciate con te,
per te, a formarti le strade.
Le opere d’arte di camminate chini
a guardare dal basso, bambina
trascinando l’esperienza, il pacco
per poi donna dall’alto a trovarle diverse
e le luci di ribalta sulla faccia.
Luci spente e accese
e quelle pareti attorno
e il pubblico che acclama
le loro voci vere e palpabili.
Pensieri nelle mani
che non si attaccano alla lingua
che non si attaccano alla vita.
È l’esperienza donna
e ci credi bambina?
che quel che sta succedendo nella testa sia déjà-vu
e non che in quell’assenza ci sia la vita stessa
che per un attimo ti coglie di sorpresa.
Ci hai pensato
credevi fosse un dono
e non ti senti, non ti vedi, sei.
non è che un uovo e da qui si dipana un cielo
e che caos è la perfezione.
I primi occhi come lame
formano quattro mura è una casa?
e la donna è bambina.
al centro del bianco splendore delle quattro mura ti sei vista,
hai pensato come tutti pensano,
tutti ti dicono
tutti ti parlano
entrano escono dalla tua porta
e portano riempiono svuotano strappano.
c’è qualcuno che aggiusta
donna ti frulla la testa di domande?
entrano ed escono i soprammobili,
personcine attaccate alle pareti
e poi?
che fanno sui pomelli del letto imbrillantati?
vedono, riflettono i loro occhi,
ah l’amore, è l’esperienza.
Sui comò, pezzettini di affanni
ombre di vite lasciate con te,
per te, a formarti le strade.
Le opere d’arte di camminate chini
a guardare dal basso, bambina
trascinando l’esperienza, il pacco
per poi donna dall’alto a trovarle diverse
e le luci di ribalta sulla faccia.
Luci spente e accese
e quelle pareti attorno
e il pubblico che acclama
le loro voci vere e palpabili.
Pensieri nelle mani
che non si attaccano alla lingua
che non si attaccano alla vita.
È l’esperienza donna
e ci credi bambina?
che quel che sta succedendo nella testa sia déjà-vu
e non che in quell’assenza ci sia la vita stessa
che per un attimo ti coglie di sorpresa.
Ci hai pensato
credevi fosse un dono
e non ti senti, non ti vedi, sei.
