di vuoto appare in lampo e si dissolve
quasi un riflesso al buio del binario.
Ma guance senza pianto m’allontana
lo spazio che si muove e ancora il fischio
ai timpani implacabile. Saluto
dentro, ché non ti guardo scomparire
solo la pioggia sulle mani in basso
- tenaglie al finestrino e dentro il cuore.
mentre tracci con un dito i ricordi .
Dove c'è amore
Dove c'è amore
il sorriso apparecchiato di profumo
a cadere sul mare.

Il tuo letto sarà caldo
e su i cuscini penserai , forse a me ,,
A me che ti sento dal profondo .
È ancora sera è non ti vedo tra le nuvole
Tra i lampioni delle strade ,
Nei passeggi segreti dei sogni
Tra le scure siepi ,senza alberi .
Passeggi nella mia anima ,donna
Nel mio misero cuore
che per te batte le ore dell'amore .
È ancora sera
Il tuo saluto non mi arriva
Dove sei ,dove vai ,
Forse ho messo troppa carne a bollire .
Ho confuso l’amore con l’addio ,
Il mio avvenire per te non è sicuro?
Tante le supposizioni
Ma poi ne vale la pena ?
C’è altro , tu parli di bellezza ,di purezza
Parli come se già cogliessi la mela di Adamo ,
Mi fai complice del tuo inverno.
È ancora sera amore ...
e la mia mente non smette di pensarti
Ricuce lembi di terra e ara amore ,
Offro a te il mio bene
Il giorno in cui , che mi vorrai amare .
Tremule luci
riflessi d'acqua
calmi colori giocano
e fanno a gara
con le candide stelle.
nel manto scuro
primeggia la luna
spicchio luminescente
nitido e benevolo sguardo
su monti addormentati.
la voce del mare
e' solo leggero rollio
sulle barche che lo seguono come ballo.
nella bai a senza spiaggia
tutto tace
ed aspetta di nuovo la luce.
Se la immagino da qua
Covai la mia speranza, la brezza
Dov’è finita quell’ode struggente,
che, tra le lacrime, scrivevi....
Emozioni forti, piene di sentimento
e, nel pianto, trascinavano chi le leggeva.
Dove vi siete nascosti,
dietro la ricerca delle parole forbite,
per la bramosia di fama e successo?
Orsù la fantasia non vi manca,
se poeti vi ritenete,
qualcosa di audace
e di nuovo scrivete.
E se qualcosa di nuovo creerete,
sicuramente molta gente coinvolgerete,
ma, prima, deve essere una lode che sia
scritta con le lacrime del vostro cuore,
che trasuda d’amore.

Sento in me il tempo del fraseggio
e la vita nota proclamata al vento,
si spegne questo inesorabile senso
del bisogno, del dire, del respirare.
Quella notte respirava ancora la carezza,
e non è vero lasciai le parole sospese,
inanimata era la strada e dal balcone
caddero petali di rose.
Sei diventata laguna del mio tempo
hai rivestito la luna di carezze, la tempesta
tuonò senza motivo, nel proferir ritorni
legai dolcemente ogni mio sogno.
Tu mi hai dato dolcemente la tua fonte
e lentamente ho attraversato guado,
la verità sul tuo petto ho ricercato come
fonte ardente che mi bagna.
Tornare? A casa, anzi fuggire verso casa
a risentire i profumi e le cascate di sole
i venti caldi, le stelle antiche sul cruscotto
del cielo. E poi… guardo la tua foto e capisco tutto
è qui la mia casa, al numero civico del tuo cuore
gli occhi come fondamenta e come tetto
il respiro, poi gli alberi delle tue parole
i fiori dei versi e le gemme dei baci da matti.
E il sorriso come scudo, noi per anfratti
magari in cantine buie ad assaggiare fragole
e more e berci ogni sospiro, te l’ho già detto
che ora m’assomiglio e che il tuo afrore
lo sento dappertutto. Mi abiti e ti abito, è un fatto
siamo pareti mobili e anche se piovesse a dirotto
troveremmo il nostro riparo. Ci faremmo porto, canale
foce ed estuario, persino travi di ogni goccia sospesa.
pervadono ogni senso ed ozio
Io
ingenua ninfa di linfa verace
Lasciami il tuo volto ora che cade la luna
e le tue unghie appese alle mie pareti
non sanno nascondere profumi d'oleandro in fiore
Tu
che digiti speme come dita su tastiera
offrimi il tuo calice in giglio
arcaicità ormai abbandonata,
la gente adesso cerca la celebrità
che sia un esempio il suo atteggiamento
oppure solo becero comportamento
adesso è un continuo ancheggiamento.
Frasi buttate al vento senza sentimento
tutti sul piedistallo
credendo di essere davvero uno sballo.
Semplicità l’è morta
e anche sepolta
oggi la vanità è sempre assolta
IO sono IO
è questo che ormai conta.
Semplicità,modestia e sobrietà
ormai soltanto un sostantivo ciò che ne resterà
che per vergogna mai nessuno più userà










