La casa, covo traboccante di sospiri,
Qualche giorno fa (o qualche secolo?) mi disse:
«Padrone, spendi il tuo tempo tra i lamenti
E i pianti, pavoni dalle piume tremende
Gli occhi, inaspriti dalla furia delle genti
Ti fanno ora male, coprili con le bende»
Ma la risposta
Non venne, presto
Con un impuro, deforme, caustico salmo
"Non andare via"
La strada l'avevo trovata su una mappa
Dovevo solo dare l'ultimo saluto
A lei, la casa
«Addio
Per me sei stata fango
Per me sei stata lampada
Per me sei stata tetto, riparo, noia
Per me non sei stato nulla
Per me sei stata prigione»
La porta si fece rocciosa uscita della
Grotta, spelonca, dell'antro
Che dietro di me si ergeva irato
La polvere del mattino sporcava tutto
Le vesti, l'auto,
Anche i pensieri (dolcemente screziati) 
Tutto mentre
Un gracchiare più vecchio di Dio ghermiva 
Il silenzio dell'alba, la danza dell'astro, il cielo venato di spiriti
Me 
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Io sono in quelle parole
che tu hai calpestato,
nelle urla di disprezzo
che addosso mi hai gridato,...
nell’odio riversato,
perché con le parole
non sapevi difendere l’onore del fiore
che a te si è donato
e tu come un ladro,
l’amore mi hai rubato.
Sono nelle accuse dei tuoi fallimenti,
il cuore dove hai conficcato il chiodo
con il cui alimenti il dolore.
Per te ora la mia vita non ha nessun valore,
mentre tu per me eri tutto l’universo intero,
perciò perderti non lo considero un male,
perché vuol dire che di me
tu non hai capito niente
e non mi hai mai amata,
ma solo disprezzata.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Ora danza, ninfa tra ninfee

che il lago specchia tempo

cadente in tonfo all'acqua




Gioca col dito a disegnarti nuova

ad immagini nel tremare d'onda

e segnati una croce che cancelli il fato


-frasche e germogli d'erba nel finire

cerchiano l'aura di gitana senza luna-
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Mistiche lingue
dalle sillabe perse
colori,vestiti,ritualità

tratti segnati da rughe
sulle spalle d'ognuno

come tatuaggi.
uomo insito in etnie

retaggi di popoli antichi
idiomi che ricamano
bocche che parlano.
un unico gesto accomuna tutti
il sorriso.
ogni volto né e' pregno
magia che nasce e non si scorda più.
illumina da calore
carezza sul cuore
non ha prezzo
ne guerre lo possono cancellare
universale segno d'amore.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Muovo una carezza
verso il tuo bel viso.


Sfioro una lacrima,
come una farfalla...
la rugiada sul fiore,
che piano scompare.


E dai suoi petali
sboccia il tuo sorriso.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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puntare il cuore caricato a salve

per non ferire non per non ferirsi

 
l’attesa densa di dolore imploso

lascia il letargo sulla tavolozza
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Su fogli sporchi
solchi di grafite hanno lasciato solo macerie,
magari io trovassi le rovine
figlie di un tempo mio.

Sotto quel grigio nulla,
della persona non risuona
l'eco di chi ero.

Ci provarono un tempo
a ridosso di declivi naturali,
a formare le persone dietro a quelle maschere
per insegnarci chi essere.

Senza il mio passato
gettata oggi nella polvere
su di un palco spento di cui non si ha memoria
sono soltanto quello,
l'individuo nudo di domani.
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Profilo Autore: Lehel  

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foto1

Indosserò il mantello della notte,
per essere al sicuro,
nel buio...

Al riparo dalla luce,
dove neanche il luccichio della luna
o il brillar delle stelle possa trovarmi...

Mi fido di te, notte!

Sei sincera, sempre,
arrivi puntuale
quando il giorno va via
e mi fai compagnia.
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Profilo Autore: Madame Solitaire  

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Improvvisa
appare,
come un epifania,


isola sperduta e incontaminata,

luce abbagliante

bianca pagina vuota,

la mia vita

nuova.

E sono qui carica di ricordi

zavorre pesanti,

polverose coltri,

da abbandonare

prima di approdare.

Limpide e inviolate sponde

attendono i miei passi,

impronte mai lasciate ,

parole,

mai pronunciate ,

forse spavalde ,o chissà

sfacciate,

ma questa vita nuova

mi scuote e nasce ,

per essere vissuta.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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    Adagiata sugli scogli roventi,
                                                                 affamata di sole,
                                                                 irrompeva in te 
                                                                 una calma disarmante.

                                                                 Le acque d'ineffabile bellezza
                                                                 balsamo erano per le arse  membra.
                                                                 Cullata,ammiravi l'immensita' celestiale
                                                                 che talora,candide nuvole vaganti baciava.

                                                                 Al crepuscolo vermiglio,
                                                                 rapita dalla musica gitana,
                                                                  il  corpo,
                                                                  in balia della danza travolgente,
                                                                  fremeva di sussulti amorosi.

                                                                  Vestita di bianca seta
                                                                   nella luce soffusa,
                                                                  i complimenti dei giovani galanti
                                                                  inebriavano il cuor tuo adolescente.

                                                                  La notte ballerina s'acquietava
                                                                  e ascoltando il mare bisbigliare,
                                                                   un canto innalzavi.

                                                                 Un veliero..verso mete sconosciute
                                                                  e tu,memore e felice dei frammenti vissuti,
                                                                  sullo scoglio  amico ti avviavi

                                                                  Nel cielo piccole stelle
                                                                  illuminavano la  tua eta' 
                                                                 ed il vento,scompigliando i lunghi capelli,
                                                                  custodiva sogni di teneri amori nascenti.
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Profilo Autore: Annamaria Latini  

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Nelle cose semplici
mi  ritrovo

scrivo parole per questo cielo
che grinza e increspa
i miei giorni e le mie notti

 come una furia irrompe
 mi cade 
addosso .

Mi avvolgo
e tratteggio le nuvole
in spirali sinuosi e riempimenti sfumati

fino a porsi al mio fianco 
intinti d'indaco

tra una tazza di caffè
e un silenzio di pensieri .

Serena mi ritrovo.


 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Arpeggio di cielo,

squarcio di papavero

e sei fra le labbra del passato

come grano di stella rovente,

come cocci di sole stanco,

come un respiro di cristallo.

 

Ed anche il mare pianse,

graffiò vesti di farfalle,

spezzò il suo filo coi pianeti,

cadde in questa zuppa di cuore

come fiore inciampato nella notte.

 

Arpeggio di cielo,

squarcio di papavero

e sei fra le labbra del passato.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Non e’ l’Italia mia

quella delle sottane



E’ quella di mani intorpidite d’acqua

di giovani operaie

che fra le loro dita

non s’avvinghiava filo

ma erba incattivita che minacciava il riso



L’Italia

mia

e’ di terra:

di contadini e cibo,

di mandrie e cuori in paglia



Dell’abbracciare l’arma

per vivere di vita

Morire poi di neve

per perdere battaglia



L’Italia mia e’ quella

della persona onesta

che ancora coglie fiori

ai lati della strada



Che si commuove al piangere

d’un miagolio di bimbo

e ne accarezza il capo

felino

e sfoglia un fiore
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Giocava con la palla una fanciulla
nel suo giardino adorno di bei fiori.
Rimbalzò la palla contro un tronco
d'un albero vetusto presso al viale
e dal viale in un'aiuola poi finì,
spezzando in due un'esile cannuccia,
che d'un fiore reggeva il debol stelo.
Del fatto si dolse tosto la fanciulla
ed indi prese tra le mani il bastoncino,
che subito emanò un dolce effluvio.
Stupita la fanciulla domandò:
" Tu sei una cannuccia e non un fiore,
come mai effondi sì gradito odore? ".
Il bastoncino rispose immantinente:
" Io sono un'esile cannuccia,
ma son vissuto sempre nelle aiuole,
dei fiori sostengo i loro steli
ed essi,grati,m'impregnano di aromi ".
O fanciulletta dai capelli d'oro,
se della fiaba cogli la morale
e della stessa poi ne farai tesoro,
ogni giorno avrà un'essenza floreale.
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Profilo Autore: Gino Ragusa Di Romano  

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Col tempo la giovane testa speranzosa
Trovò compagni nel silenzio della notte:
L'antico ululato (o il latrare?) di cuccioli
Una stella che brilla, sola, tra i lampioni
Tristi barboni vittime di compassione
Sospiri, canti, urla,
Nulla, nel grembo della notte purtroppo c'è
Solamente la corvina luce del Nulla
Con i demoni, le fate delle favole,
La fievole mano del sonno, oscura e fosca,
Sulle palpebre di bambini, cadaveri
(con l'aspro simulacro del sonno:la morte),
Papaveri, pietre, gigli, miele, ricordi,
Strade assopite, urbane vicissitudini,
Calore, odore, speranza di coiti astrali,
Poi lente, placide, tranquille ritorsioni
Nei ricordi nascosti
Di visi, dei tuoi abbracci
Di nubi, di sorrisi,
Di te
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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