non soffia di nuovo
che mi perdo al ricordo
nel luogo in cui sono.
E in questo crepuscolo,
che oscura e ci avvolge,
adesso ogni ombra
che non riconosco
riesce davvero
a farmi troppa paura.
Ma questo è il momento,
qui forse dovremmo restare.
Tanto è inutile
chiedersi ancora
come certe persone
sono proprio cattive.
a ricontar le stelle
su fili d'erba adagiati
mentre ci si disinnamoravamo
di noi stessi
e di più ci amavamo
stemmo sorbiti
nel domandarci risposte
mai chieste
e venimmo a unirci
dal silenzio alle labbra
Fummo di ieri
l'amore di oggi
una bocca che vive sul collasso
del pane
Quand'è che De Sade ha istruito
le sgualdrine nella lingua?
Succhiare, carezzare
è affare di bordello
eccellenza del godere a comando
Ah, il sapore ferrigno
del sangue le vene la carne il tuorlo
dove ha imparato a decomporre
la purezza
a schiacciare con un solo assalto
la città del ciliegio
Eccolo il gusto della libertà
che non dà conto e il peccato è lì
cobra dei denti
senza colpa Eva concupisce Adamo
generando caini
Colossi d' acciaio sono i denti
inesausti Wall Street del tritare ori
Himmler ha già fatto il suo
ora tocca allo scudiscio
trascinare infelici
Nemmeno prova la poltiglia a scuotere
il capo,
il dopo Goebbels, Kesserling
inizia solo adesso
C'è la nostra era nella digestione dei nervi
ed il connubio paradiso inferno
nel lacerare il bello
Il fegato aspetta
l'amara passione inesplosa
mastichiamo dunque che non sarà
lo scrupolo a far male
Solo dei soldi ha paura la bocca
come facesse sgarbo alla mafia nel cuore
E il deposito delle tempeste disposte in doppia fila
l’ho rimesso a nuovo da poco, rifatto l’intonaco
le pareti imbiancate, tutto lucidato per l’arrivo
di una nuova regina. Di spazio c’è n’è ancora
se vuoi scatenarne altre, magari posso guardarti
mentre cerchi il tuo centro di stabilità
nel raggio di luce che ci accarezza al mattino
o quando la notte ti chiude gli occhi in verticale
dopo il nostro saluto in codice accidentale
nella lingua che ci è ignota. E’ il tuo destino
ma mi riguarda da vicino, ti sento dentro la cavità
dei polmoni, il cuore in apnea, è per amarti
che ti ho cercata all’alba delle tue vesti di porpora
le orbite cieche dei pianeti nani, il tuo ulivo
che è rimasto a guardare il mare, il suono sinfonico
delle tua labbra nel soffio lieve sulla candela.
Non sei mai bugiarda
e non dai mai adito a sospetti, ...
sai essere sempre trasparente come l’aria,
aborri i favoritismi,
perché per te le persone
hanno un unico valore
sono amici che ami con il cuore.
Che bella sei lealtà,
che pur di restare tale, diventi impopolare,
perché integra vuoi restare,
essendo essa la tua unica morale,
quella del rispetto universale.
ogni giorno
romantica e dolce a capire
leggeva e contava le mie stelle
e non lasciava ombre
il fragile tocco della mia luna chiara.
Oggi è il giorno
che mi si siede accanto
vestito di nuovo
in una costante
di orizzonti e verticali
è per me variabile
l'evento, la felicità.
Chiudo gli occhi e vedo
il suono dei cavalli
odo il volto dei passanti
tocco il profumo del sole.
è così che
il giorno, la notte
è la vita.
disegna spazio fluido, sorriso
armonico continua senza sosta
e quasi senza fine
s’accende l’occhio ai passi sulle note.
E’ musica il tuo corpo
che danza con la fune
volteggia, salta e atterra nella corsa
s’avvita e poi s’afferra, poi l’abbraccio
ti pare senza sforzo.

Ha preso la vita cinquanta e più storie
Pinocchio ha paura dei miei lunghi musi
-quelli del giorno appesi ai jeans
sdruciti ed amati come san fare gli anni-
S'impigliano brividi e storie a quel rigo
lungo la schiena che s'alza e s'inarca
e il verbo zittisce di glicine e giallo
incredulo ammirando le pupille
arcane come vivide scintille
a quale inverosimile pretesto
potessi arrampicarmi con faville
al cielo d’un tormento che funesto
abbaglia la mia anima col resto
dei sensi già lanciati quasi a mille.
Ma tu non mi guardavi devastante
nei tuoi fiorenti anni e te ne andavi
nel sole del mattino luccicante
in mezzo agli altri fiori che guardavi
con gli occhi di una ninfa ammaliante
immersa nei pensieri più soavi.
a spazzare via tutte le nuvole
che si addensavano dentro di me....
Con la tua forza, hai iniziato
a scuotere la mia anima,
fino ad arrivare,
a accarezzare il mio cuore,
che, fragile,
avevo nascosto,
agli occhi dell’amore,
per paura di soffrire.
Mi hai detto:
“ nella vita si può cadere,
ma poi ti devi sempre rialzare e ripartire”.
Ricordandomi, che i guerrieri della luce
imparano dal dolore, a rafforzare il loro cuore.
Riaprendo gli occhi, così,
mi sono riapparsi gli arcobaleni,
che le anime buone dipingono nel cielo,
anche quando non è sereno.
Mi hai fatto riappropriare dei miei sogni,
facendomi camminare sulle vie del cielo.
i segni del vivere
e forse inconsapevole,
anche quelli del morire
Qualcuno finisce
ad amare il proprio cuore
per quanto sia maledetto
Quando brucia il sangue di un poeta
riversa parole forti come il vino
e passa bollente nella carne
ne senti la forza mitigata
appena da una vena di dolcezza,
la stessa vena sottile
che apre a fiumi d'amore
pur nascendo da rigagnoli amari
Quando brucia il sangue di un poeta
infiamma chi viene sfiorato
da un sussurro disperato
perchè il suo sentire
è così violento e profondo
da ferire l'anima
di chi resta in ascolto
di parole cieche eppure illuminanti
E fu così
che il cielo
maltrattato
e stanco,
spalancò tutte
le porte, liberando
la forza del vento.
Il mare ondeggiò
sempre più forte.
Schiumarono
le nuvole,
si capovolse
l'orizzonte.
Con i pesci
a volare
e gli uccelli
a nuotare.
L'uomo, invece
impotente...
Rimase a guardare.
Tra le trame di un dolore che dilania
nasce un uomo.
apri gli occhi alla vita
fiducioso sopra il grembo
poni il capo
e già prodigo di sorrisi
sfidi il fato.
sei l'incanto e lo stupore
sei l'immenso
dono d'amore
da raccogliere nella veglia.
la scoperta della vita
si rinnova tra le pieghe
e né confini e né insulse lotte
mai potranno allontanare
questo fiore di più tenera fragranza
emanata come nettare
che disarma.
apri le piccole tue mani
oggi sei già il domani
quieto dormi e non smarrire
sogni e dubbie certezze
ti faranno scudo potente
ai tuoi aneli di bambino.










