li avevo cuciti addosso
sedotto dal silenzio,
capivo il perché,
facevi parte di me.
L’autunno non aveva più odore,
ma una sedia vuota di paglia
era rimasta affianco alla soglia
insieme alla polvere lasciata dai piedi.
Sulla tavola spoglia
poggiava un candelabro di ottone
dalle candele consumato e sporco di fumo,
nulla cambiava nella stanza,
nemmeno il tempo.
Eppure ero felice
perché lì avevo conosciuto i tuoi pensieri
quando mi hai raccontato i tuoi sogni,
tu e io eravamo nati.
Lo sapevo amica mia
che non saremo vissute abbastanza.
Troppe risate
troppi casini
troppa voglia di libertà.
E se eravamo felici era grazie a quei tempi,
ai fiori
al blem blem delle chitarre
e ai nostri capelli sciolti.
“Moriranno giovani” dicevano
e noi guardavamo avanti
con un sorrisetto strano tra le labbra.
Ora poco importa se non siamo più stelle
stringiamo tra le braccia i nostri vent'anni,
perché siamo morte giovani,
come predetto,
ma nonostante gennaio
il cielo è sereno:
è una bella giornata...
domicilio di marzo
un pianoforte di cielo,
sfascio di pronomi,
merletto di conchiglia
fra le onde quiete.
Scorze d'abbraccio
truffano il silenzio
in un valzer d'addio,
plettro d'anima scompare
come luce ghiacciata:
siam naufraghi sconosciuti
in pagine d'infinito.
ricorrenze di spose
nell'ordine rapito
nel rincorrere volti
di nastri e decori
al divenire di uno scandalo
che sopravvive al traguardo
Nei legami
che non hanno perdono
del sangue
che non versa più il telo
nell'Oceano che stride ad inchino
per rivoluzioni e maestri
dal disprezzato ricordo !
Ci avevano presentati a un concerto.
Progetti tra fiori d’arancio e tanto riso.
Una mattina ad un semaforo fra
l’asfalto e le lamiere, il sangue sul viso.
Il suo volto di madre
mi dice che sei qui, ora…
che di affrontare il futuro
la paura nemmeno ti sfiora.
-Ti prego, vai via…
non dovevi neppure venire.–
“Un uomo non muore prima
se non lo si lascia morire.”
-Mi resta solo un tubo attaccato a una
macchina da regolare con un più e un meno.
E fino a quando… sono qui che
a dirlo mi viene da piangere, e tremo.–
“…non dire niente, stringimi forte.
Mi devi solamente abbracciare…
mi basta un attimo,
o ce lo faremo bastare.”
a te che sei così lontano,
eppure così vicino...
A te, che con il tuo sorriso,
e la tua gioia di vivere,
quasi m'illudi,
di quanto bello sia
questo mondo.
D'un tratto però, l'illusione svanì.
Vidi l'umano fallimento,
ch'ogni giorno mi rimembra
la nostra triste condizione,
di perenne smarrimento,
schiavi di noi stessi.
Ma lui mi scosse, come per svegliarmi,
e ancora sorrise, imperterrito,
e come le onde del mare sulla dura roccia
la sua allegria fece breccia nei miei pensieri.
Mi riportò a quel magico mondo felice
alla quale stavolta cedetti, e m'illusi.
Allora capii, tutto fu chiaro,
e fui felice, e fui libero.
Perciò è a te, Amico mio,
ch'io ringrazio.

Si sciolgono come cera
un fuoco di passione
- ci pensa la neve alle fioriture dei narcisi ma i veli pietosi saranno gelo -
C'è chi leva le tende
e chi le monta
per godersi lo spettacolo
inatteso... vibrante
in questa vallata, distesa
vestita di bianco come la sposa
Noi siamo qui, senza nascondere le mani…
e nessun sasso che ci zavorri…
e siamo giovani e belli
privi di rughe o solchi lacrimosi, vogliosi
di qualcosa che non sia la solita solfa
e allora cantiamo a squarciagola, spavaldi
nei cuori, i nostri, dove l'ipocrisia non attecchisce
Quel monte a picco sul mare lo vedevo ogni giorno dalla finestra
la voglia di scalarlo mi prendeva sempre di più
un giorno presi coraggio e mi misi in cammino
con molta fatica metro dopo metro ancora oggi lo sto affrontando
scivolando e rialzandomi centinaia di volte
ancora non sono riuscito ad arrivare in cima
ma so che dall'alto la vista sarà bellissima
andrà da Civitanova a Camerano ad Ancona
e forse riuscirò a vedere la Croazia.
La mia vita è una continua scalata fino alla cima della maturità
mi guarderò indietro e avanti
pensando quanto di bello ho fatto e farò
fregandomene della fatica fatta
sapendo che poi mi aspetterà una discesa dolce
come il mar Adriatico che luccica sotto questo monte.
Noi ci conosciamo,
ci siamo studiati.
Io ti ho studiato.
Tu hai provato a capirmi
e io forse
non ci sono riuscito.
So che ti devo un grazie,
che c’eri… e di questo
non me ne vergogno.
Che le hai riaperto gli occhi
rispedendola indietro,
che le hai restituito un sogno.
Non so per quale strano
motivo, ma non è la prima volta
che noi due abbiamo a che fare.
Forse ti sto simpatico o più
probabilmente ti faccio una gran
pena… non so che pensare.
Non so se ti credo
e non so
cosa io e lei faremo…
Ma ti credo… senza
logica, senza niente; noi ci
conosciamo… ci conosceremo.
cerchi si dilatano,
voli di libellule sono libertà.
Nell'insieme perfetto
ombre si diffondono.
Nucleo di vita,
nel quieto meriggio,
irrompe nello spirito evanescente.
Nulla è peso, è tormento,
s'intravede lavorio lontano nei campi.
Strappa lacrime e urli di dolore, sotto il fragore di bombe e esplosioni.
Ci sono bambine che vengono violentate, picchiate altre ferite e altre abbandonate.
Portano cicatrici indelebili nel corpo e nell'anima, non hanno la libertà di vivere la loro spensieratezza la loro fanciullezza.
Le loro lacrime sono pezzi di serenità violata, di infanzia negata.
È un orrore terribile che mi fa sanguinare il cuore ai bambini va dato solo amore.
Carezze e baci, coccole e tanta gioia, non è questo il modo di trattarli hanno bisogno solo di felicità, non di malvagità.
Non mi resta che pregare per queste anime innocenti, per queste creature plagiate e vittime di torture.
Questa umanità per loro non ha pietà, da loro solo sofferenza al posto di pace e protezione questa è la mia opinione.










