Ero felice, avevo i tuoi sogni,
li avevo cuciti addosso
sedotto dal silenzio,
capivo il perché,
facevi parte di me.
L’autunno non aveva più odore,
ma una sedia vuota di paglia
era rimasta affianco alla soglia
insieme alla polvere lasciata dai piedi.
Sulla tavola spoglia
poggiava un candelabro di ottone
dalle candele consumato e sporco di fumo,
nulla cambiava nella stanza,
nemmeno il tempo.
Eppure ero felice
perché lì avevo conosciuto i tuoi pensieri
quando mi hai raccontato i tuoi sogni,
tu e io eravamo nati.
li avevo cuciti addosso
sedotto dal silenzio,
capivo il perché,
facevi parte di me.
L’autunno non aveva più odore,
ma una sedia vuota di paglia
era rimasta affianco alla soglia
insieme alla polvere lasciata dai piedi.
Sulla tavola spoglia
poggiava un candelabro di ottone
dalle candele consumato e sporco di fumo,
nulla cambiava nella stanza,
nemmeno il tempo.
Eppure ero felice
perché lì avevo conosciuto i tuoi pensieri
quando mi hai raccontato i tuoi sogni,
tu e io eravamo nati.

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