Su pagine che terrò come uno scrigno prezioso, una rosa ho aggiunto per te.
Ti amo amor mio appassionatamente, sei in cuore e anima.
Tu dolcezza e armonia sei la mia magia, ora ho te da amare e ricomincio a sognare.
L'amore è così gioia e batticuore tra le pagine scritte e i palpiti del cuore.
Con le infradito o sui tacchi
appari disinvolta
e padrona nel portamento.
Con un’inquietante quanto misteriosa
figura d’amazzone, dallo sguardo
seducente e spento!
Dolci gli occhi in un’immagine intrigante,
ma sotto i lunghissimi capelli scuri
un viso tirato da sorrisi di dissenso.
Persino la più poetica arte mai nata
dalla collaborazione tra Dio e gli uomini
rischia di essere inutile e senza senso…
Non c’è il tempo nelle gocce di memoria,
nemmeno nei rumori senza storia,
seppur gli uomini usino le armi
per cercare la gloria.
Brandelli di vita elevati a baluardi,
da ninfe che in corteo seguono in silenzio
bacco ubriaco, supino sul carro degli dei.
Piccoli pony calpestano aridi terreni,
seguiti da umili muli, con gerle piene di pane
portate per sfamare sirene di mare
che lo scambiano con ostriche doloranti,
ma con un cuore, di perle, palpitante.
Batte il martello sui chiodi che uniscono le croci,
steccati dividono gli uomini per colore e idee,
la fede si perde sotto il cappello di un uomo,
nascondendo i soldi agli occhi del sole.
Musici lucidano i loro ottoni,
prima di incamminarsi sui campi di battaglia,
la spada e la lancia s’incrociano,
per rubare il sangue a chi dalla malasorte
diventa debole e si consegna alla morte.
Il treno del tempo porta alla stazione,
dove si aprono le porte per l’infinito,
forse tutto questo è solo un sogno proibito,
eppur anche se tutto sembra restare fermo,
la vita tra le emozioni si va muovendo.
Ed ora cosa mi rimane?
Solamente una tristezza difficile da toccare
ed accettare.
Ho bisogno di sensazioni,
solo veri sentimenti
quelli che ti danno la forza di ricominciare
e ti tengono in piedi quando senti di crollare.
Ed invece tu no, non vuoi questi momenti emozionanti,
quelli che ti acchiappano alla gola senza tanti complimenti.
Ed invece io no, voglio viverti nonostante tutte queste sblerle in faccia,
vorrei fartelo capire ma è davvero una faticaccia.
Per me sei necessario come:
Le canzoni da cantare a squarciagola,
una sigaretta
ed una tazzina di caffè.
In mezzo a questo dolore,
tutto questo rancore
e in tutto questo rumore
cerco solo un po' d'amore.
sto nel tuo corpo questa notte
ed io guardo dove posso vederti
nell'incavo e nell'ombra del tuo essere qui
nel fianco al fianco dove la pelle lascia la traccia dell'amore
sto nella luce alla persiana quel suo sezionare il corpo
la riga bianca che ti sfiora ecco ,,, la seguo con l'impegno dell'amante
e ti risalgo con le dita attimo ad attimo dentro al tuo piacere
e penso alla fame
alla mia fame senza pace ...
mentre tu dormi dentro il mio sognarti
Era il 1985
Era il mio tempo
Panchina e stazione
Attesa ed evoluzione
Binari portarono lontano
Pizze al bar
Panini al chiosco
Era il 1985
Nasceva poesia
Nasceva scrittura
Aiuole e marciapiedi
Qualcuno ancora doveva nascere
per pisciare poi nei fiori degli altri
L’indirizzo di un bacio
cadde sui petali del silenzio
in questo capoverso di rugiada,
costato d’amor mio furtivo,
riflesso d’anima abortivo.
T’aspetto, gelosa,
in questo appuntamento di cielo
come nuvola che sverna
ed ascolto la poesia dei tuoi occhi
nel caldo raggio della sera.
Ricordi il mio abbraccio
che chiacchiera d’estate?
Ripenso a te,
all’indirizzo di un bacio
caduto fra i petali del silenzio.
Si guarda nel grande specchio del vecchio comò, con un sospiro, si toglie una ciocca di capelli ribelli che le copre gli occhi persi nel vuoto. Mille pensieri le affollano la mente, sposare l’uomo scelto da papà, ricco affidabile e di buona famiglia o scappare con l’amore della vita, squattrinato, senza né arte né parte, bello da morire, occhi scuri e profondi. Ogni volta che lo vede ha un tuffo al cuore, ogni volta che la stringe a sé, il mondo scompare. Sul letto un lenzuolo aperto, pochi vestiti, pochi soldi. L’orologio scorre veloce, lui dovrebbe arrivare, tra quindici minuti. Si alza dal letto, si bagna il viso con l’acqua della bacinella, posta su una sedia, poi si asciuga con un asciugamano di lino. La mente corre, creando un film della sua vita futura, dove si vede a casa con il ragazzo ricco, ben vestita, sul tavolo piatti pieni di cibi buoni o con il suo amore in una casa modesta, ma abbracciata a lui. Guarda l’orologio è mezzanotte, non c’è più tempo per pensare. Chiude in fretta il fagotto, da lontano sente un fischio. Il cuore le batte forte quasi esce dal petto. Che fare? Senza rendersi conto, esce dalla finestra, scende dalla scaletta poggiata al muro e si ritrova tra le braccia dell’amore della sua vita. Si guardano un istante negli occhi e insieme, corrono verso un futuro incerto, sicuramente difficile, ricco di ostacoli ma pieno d’amore.
La luce ha equilibri di sabbia
scolpisce dardi
dall’oro sepolto del fogliame,
sbuffi di braci
sorreggono il paradiso
di alieni a sentinella.
Ci attraversano, sono tremori
in assestamento col destino
-tracce e contaminazioni
oppure è un velo che fluttua piano
prosciugando memorie
di un guizzo- polvere
già anima di stella.
Ti tengo stretto al cuore a te che sei un dolce sogno da vivere, da assaporare da conservare.
Proprio tu che mi hai ridato la speranza di una nuova vita, tu sei la mia gioia infinita.
Anima mia sei luce e una carezza che profuma di stelle, il mio sole il mio unico amore.
Tu sei l'angelo che custodisce il mio cuore, noi ed il nostro amore che è un incanto.
Ho scritto la musica per questo sentimento, che mi fa sognare e il mio cuore palpitare.
Ho dipinto i ricordi con le parole,
cesellandole ognuna come fossero oro,
rapite da quel che prima era solo un sogno
coltivato dentro il cuore.
Annuiva, la mia anima,
beneamate ed eterne benedizioni,
un dono ricamato sulla carta pregiata,
dove l’inchiostro a essa dava vita.
Leggero, il pennino si lasciava scorrere,
non c’erano pretenziose riserve,
nel dar lustro al narrar della storia,
fissando ogni sillaba, punto e virgola.
L‘ode si faceva un romanzo ricco d’una infinità di lemmi,
righe nere,
che spiccavano sul biancore d’un goliardico libro,
ardimentoso ed eccelso di vocaboli.
Il silenzio prendeva voce da un sibilio strisciante.
Come un figlio,
lo tenevo tra le mani protese
per portarlo al petto e proteggerlo dal becero
che con il fuoco mirava a bruciar l’intelletto.
Non potevo far morir l’odore delle parole già scritte,
essendomi perso nell’immensità della notte.
bluetooth balena radioattiva
come scudo d'imbarazzo
nell'attesa dal dentista,
la pappa è quasi pronta
ma gli occhi bassi, fissi
non seguono il puntino
luminoso.
Chiudersi a riccio
non va a genio alla tettona
misdirection
del vicino con la lingua a
mitraglietta,
conigli maschi maghi
nel segare la distanza
fra la strada e il marciapiede
nascono cariche microniche
elettrostatiche,
cardellini fuori porta
dentro una gabbia,
Professor Faraday.
Il vento alzava riccioli e cappelli












