Da ragazzina
qualche cotta
qua e là.
Primo amore,
ossessivo,
mi seguiva,
mi soffocava.
Voleva ingabbiare
la mia libertà,
a sedici anni 
mi voleva sposare,
ho detto no,
non è stato facile,
ma quando è finita
ho ripreso a respirare.
Per qualche anno
sono stata sola,
mi divertivo,
con le amiche,
amavo ballare.
Una volta un tipo 
mi lesse la mano,
a Villa Borghese,
un amore sarebbe arrivato,
non subito, più in là.
Quello vero,
quello grande.
Non ci pensai più.
Un giorno come tanti
conobbi dei ragazzi,
insieme alle mie amiche.
C'era un ragazzo, 
gentile, 
occhi scuri,
vivaci,
era il mio amore.
Senza rendermene conto
lo avevo trovato.
Un amore iniziato 
piano piano,
poi scoppiato
in una vera passione,
un amore forte,
sincero, vero,
dura ancora adesso,
sei tu amore mio.

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Profilo Autore: Michelina  

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Richiama la voce,
inneggia un nome,
tra i fiori reclini adorni d'odore.
Si diffonde nell'aria satura di caldo solare
e aspetta con orecchio trepido un sentore.
Ma muta rimane l'aria circostante,
sull'aurea strada non vi è nessuno.
Presenza immutata che crei immagini finte,
illudi un cuore e porti inquietudine.
Tendi la mano che trema d'istinto,
resterà sospesa a mezz'aria,
tra le tue speranze verdi e il tuo amore.
Aria lenta ora muove le foglie....
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Frammenti di vita nel tuo esser Donna
cresciuta troppo in fretta
nel diventare Mamma. 
Poche bambole ben pettinate 
nei sogni interroti dell'infanzia, 
mille carezze mai ricevute
nella corsa frenetica dell'esistenza. 
Fiumi di parole nei tuoi silenzi 
che riflettono lucenti di tacita nostalgia. 
Quanti desideri sbocciavano lenti
mentre accarezzavi lontani cuori
nelle dolci fiabe della sera. 
La tua fantasia tacita e serena
colorava il vespro d'una quiete tangibile
nell'ingenua semplicità d'un cuor che palpita. 
E ancor ti ritrovi nel mesto soffio del vento
a sussurrar le stesse fiabe d'un tempo
mentre soave accarezzi 
il flebile respiro che porti nel grembo... 
Miracoloso seme della vita, 
un baglior luccicante che precede l'aurora, 
una dolce Creatura di Madre Natura.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Ma chi sei, io non ti conosco
hai lacerato il cuore di ognuno
proclamando la tua innocenza
se questo è amore
non può essere vero.
Hai confuso il giorno con la notte
disertando ogni bene
riversandolo nelle discariche
che in mare sono finite
e con te, una rabbia mescolata
nell'odio costruendo maschere
improvvisate. Ti mostri un santo
varchi la soglia di quei luoghi
dove sembra che regni
un soave mantello bianco
e gioioso ti affretti ad entrare
convinto di aver raggiunto
la pace dei sensi.
Quanta ipocrisia, chissà se la senti
quando non senti più la percezione
del tempo, appisolandoti
mentre ti accogi, di essere finto
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Sul far della sera  
i lembi di trina si scuotono  e 
una gioia leggera scompone  il  rosa d'Aprile 
ricamato di rondinelle  

si placa l'essenza delle forsizie gialle  in fiore e 
cirri freschi e fiati di vento 
 sposano il mare .


Sul far della sera 
ogni tavola siede e  accoglie  di pane e vino le labbra 
 le ore hanno il passo lento , 
 il vapore si addensa ai vetri e ricuce   briciole di luna
    è rugiada che cola alle pareti 
mentre  un pieno d'occhi  e piedi scalzi 
parlano ad un frammento di cielo alla  finestra  e 
tutto prende forma .  

 E' li che lei  si posa , 
nelle cose che si vedono e che non si vedono
 carica di  sentimento ,
colma di  silenzio , 
gonfia di sogni ,
tra le corolle chiuse ,
tra le vetrine accese ,tra gli alberi  che danzano frenesie 
mentre  piccole lanterne  passano e
infiammano le vie .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Amo il tuo viso

amo il tuo sorriso

amo il tuo corpo.

Non amo le tue piccole grandi bugie.

Amo stare con te

vorrei stare sempre con te,

senza inganni e sotterfugi.

Se amarti è peccato

sarò in eterno dannato.

Mi hai rapito il cuore ma,

resterai frutto di fantasia,

alleggerendo questa malinconia che mi assale

come un pugno che fa male.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Vorrei poter stringere mani,
discernere il Verbo e
comprendere il senso del senso.
Vorrei parlare del bene e del male in misura eguale,
come eguale è l'anima dell'uomo,
nell'esser tale.
Vorrei che la gente potesse guardare veramente i miei occhi
e capire quello che io penso,
quello che io sono.
Vorrei un luogo dove il semplice insegna al complesso,
dove il maestro ascolta l'allievo.
Vorrei una dimensione dove tutti fossero se stessi,
tra difetti e pregi,
ma che i difetti fossero veri
altrettanto quanto i pregi.
Vorrei che tutti entrassero nella mia casa
per banchettare accanto al fuoco dell'amicizia.
Vorrei la cecità per vedere meglio gli sguardi ipocriti della falsità.
Vorrei avere l'intelletto per non comprendere le azioni,
vorrei agire non avendo intelletto.
Vorrei essere tutto e nulla,
se nulla volesse dire essere se stessi sempre,
allora lo abbraccerei certamente per un eterno tempo.
Vorrei leggere l'animo dello scritto,
non lo scritto in animo,
quell'animo che ferisce e non lenisce,
quell'animo vuoto di se stesso e pieno di altri.
Vorrei essere io nei limiti e nelle cose finite,
nel brutto e nel bello,
vorrei essere io nel rispetto dell'uomo.
Vorrei proferire ciò che il sentimento mio comanda
senza che il comando proferisca sentimenti,
biechi, silenti, sotterranei.
Vorrei comprendere molto meno di quello che comprendo
e visto che vorrei
per una volta lascio il condizionale a chi è condizionato
e nel rifluire dei versi porgo
inchino e riverente saluto alla poesia
e sul greto d'un tranquillo fiume movo li gioiosi passi mia.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Il rincorrersi snello dei cipressi
a far da corollario a strade bianche
di sassi, di argilla e brecciolino
che snodano le curve sinuose
nel grigio azzurro lunare delle crete.

Rocce bruciate, bucate dai fontoni,
dossi biancastri inframezzati da calanchi:
aspra teoria di ferite ed erosioni
che lo scorrer del tempo ha regalato
all’anima nascosta della terra.

Solitaria la quercia
si staglia a dominare la scena
dalla scarna collina tondeggiante.
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Profilo Autore: Andrea Guidi  

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Quando muore il giorno

tra le mie braccia esauste

mi racconto nell'ombra

senza trovarvi un senso

inconsciamente mi divido

dalla vita all'essere calma radice

ma tutto è il punto in cui sono

e nel vasto informe lare interiore

l'anima non è che amore

alieno al mondo

confuso abisso essere fecondo

mostra del cielo!

Riposa allora tra le forme naturali delle cose

la mia stanca voce

eppure ancora la odo

intonare gemiti estinti

di una luna che sale oltre la macchia.

Assisa tra cumuli

manca il dono per il quale amavo,

e tra i boschi e le mura di tufo

io vado cercandomi

smarrendomi in Astrale furore

in Templi di terra e sudore:

muoia allora chi io sono

l'essere mio essenziale

corpo senza corpo

carne del mio astratto nulla!

Che io sia allora

esaurita volontà,

e se la morte è la curva sbagliata

che la terra si inginocchi!

Sono ora il mio sonno

tutte le vite che ebbi in altri sonni

sono mare presente

nella mia anima, presente,

alla tua,

presente.

Il mio cuore è tuo,

che il tuo, è mio.

Vento, crocifisso!

Sorgendo dalla terra s'apre lontano

forma invisibile del firmamento:

ecco un uccello

serbare in corpo

onde di nebbiolina pace,

arroventata vita!

E adesso lasciatemi cantare:

oh sepoltura

siano domate con forze aliene

le visioni dell'anima mia!

Che taccia la voce

in riva all'afflizione

dall'opaco fulgore giallo di questa terra araba

io sono un Tempio

io sono una Valle!

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Profilo Autore: Alessandra Pulvirenti  

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Sono circondato da un vento d'amore

un tripudio di gioia per il mio cuore

l'ago della bilancia resta sospeso

ma il mio amore per te resta morboso

in un mare di divertimenti annegati

da una montagna di pensieri velati.

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Profilo Autore: freeword  

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Tua con baci dolci e appassionati,
a fior di labbra
tua con carezze e tanta dolcezza,
mentre mi fai una carezza.
Tua ora e sempre
mentre il cuore palpita
ed è un sussurro d' amore.
Mi fai battere forte il cuore
con il tuo ardore.
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Profilo Autore: Anna  

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Nessun pensiero, niente rimorsi,

nulli anche i peccati.

Impellente è il bisogno

di qualcosa o qualcuno

che mi renda sostegno

che mi tenga per mano.

Faccio un respiro, scivola giù

tutto è fuori… sto con me.

Difficile trovare le chiavi

quando non torni da un po’!

Ma entro, torno a me

al sentire più profondo

al sospiro più leggero.

All’orecchio assoluto

al palpito breve del cuore

ed ho sguardi infiniti che

non conoscono ostacoli.

Torno a casa, mi ritrovo,

mi abbraccio forte

sto con me…

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Profilo Autore: Giò  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Chi songo? So’ Peppina Raniere...e faccio 'nu mestiere
viecchio comm'ô munno, ca però me fa campa'.
Nun è chisto 'o nomme mjo: j' mme chiammo Maria:
'nun saccio fa miracule, ma me pozzo organizzà.
Aggio scigliuto 'stu nomme pe mme da 'nu tono
e dongo quacche llezione a chi se vo' ‘mparà.
So' 'na pupata 'e zucchero: tengo ll'anema doce,
si vuò te metto 'ncroce, ma senza te 'nchiuvà.
'Nfino a mmó 'e me...nisciuno s'è maje lagnato,
pecchè chello c'aveva da...j' ll'aggio sempe dato.
Tutte m’addimannene, tutte quante vonno sapè,
me guardene cu disprezzo: se sentene meglio ‘e me.
Se ‘mpiccene, so’ trasuticce...sanno sulo giudicà,
ma j’ tengo tanta cumpare ca mme sanno piglià!
J' 'e ddongo 'nu sustegno e lloro pe n'impegno, 
me fanno passà cierti sfizie ca me fanno mangià.
'O mio è 'nu mestiere antico e sapete che vi dico:
si venite addereto 'o vico vve faccio arricrià!
"Ma che tenite 'a dicere: 'nun venno birre e cicere,
chesta fatica mme sape da...'na certa dignità.
Nun avite bisogno e mettere a ffuoco a fantasia, 
p'addivina' quanta delizia ve da 'sta mercanzia....
e po' j' so' famosa: ogneduno mme cunosce:
j’ 'a ggente nun ll'ammoscio: me saccio cumpurtà.
Nun so' 'na munacella, songo assaje friccicarella,
nun songo tanta bella, ma me saccio fa apprezzà.
'O tiempo pero' è carogna e 'a miccia s'è studata:
'a tantu tiempo oramaje 'nun da chella fiammata!
Accussì Peppina Raniere ha fernuto e fa 'o mestiere,
ma s'arricorda d'ajere quanno steve llà a pazzia'.
Tene ancora ‘e tre cumpare, ca senza vule' niente, 
nun tenenne 'e core pezziente, a vanno a cunsulà.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Ave dolce Madre, 
suprema dimora dell’infinito amore, 
diffondi la pace del tuo immenso cuore
e libera la speranza dallo scrigno dell’attesa. 
Donaci il calore del tuo abbraccio, 
sradica le malefiche radici dell’odio
e converti i nostri cuori alla pace nel mondo. 

Ave dolce Madre, 
sublime preghiera di fede e redenzione, 
consola l’anima afflitta e disperata
e guidaci verso il benessere spirituale. 
Disseta il deserto con l’acqua della vita, 
salvaci dal mare agitato dell’ignoranza
e dall’onda travolgente dell’arroganza.
 
Ti prego dolce Madre, 
allevia le pene dei malati, 
liberaci dal mal di vivere, 
dall’oppressione del potere, 
veglia e proteggi gli animi sensibili
e spezza le catene della superstizione
che da secoli rallenta la buona intenzione.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

Questo autore ha pubblicato 117 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dammi carta e penna
affinché io possa
-in una poesia-
disegnare i rivoli
le increspature 
della tua anima.

Dammi carta e penna
perché scolpisca su un foglio
lo strazio dolente nascosto
di ogni mio respiro.

Dammi carta e penna
per scrutare meravigliato
-come un bimbo-
negli anfratti taciuti
dei tuoi occhi iridati.

Dammi carta e penna
per sussurrare al vento
quel vento che tutto scompagina
-che tutto disperde-
che oggi mi sento
più che mai

vivo!
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Profilo Autore: Antonio Sacco  

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