Quando muore il giorno
tra le mie braccia esauste
mi racconto nell'ombra
senza trovarvi un senso
inconsciamente mi divido
dalla vita all'essere calma radice
ma tutto è il punto in cui sono
e nel vasto informe lare interiore
l'anima non è che amore
alieno al mondo
confuso abisso essere fecondo
mostra del cielo!
Riposa allora tra le forme naturali delle cose
la mia stanca voce
eppure ancora la odo
intonare gemiti estinti
di una luna che sale oltre la macchia.
Assisa tra cumuli
manca il dono per il quale amavo,
e tra i boschi e le mura di tufo
io vado cercandomi
smarrendomi in Astrale furore
in Templi di terra e sudore:
muoia allora chi io sono
l'essere mio essenziale
corpo senza corpo
carne del mio astratto nulla!
Che io sia allora
esaurita volontà,
e se la morte è la curva sbagliata
che la terra si inginocchi!
Sono ora il mio sonno
tutte le vite che ebbi in altri sonni
sono mare presente
nella mia anima, presente,
alla tua,
presente.
Il mio cuore è tuo,
che il tuo, è mio.
Vento, crocifisso!
Sorgendo dalla terra s'apre lontano
forma invisibile del firmamento:
ecco un uccello
serbare in corpo
onde di nebbiolina pace,
arroventata vita!
E adesso lasciatemi cantare:
oh sepoltura
siano domate con forze aliene
le visioni dell'anima mia!
Che taccia la voce
in riva all'afflizione
dall'opaco fulgore giallo di questa terra araba
io sono un Tempio
io sono una Valle!

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