che quel silenzio urli
tutta la rabbia
e la tristezza
che mi devasta.
Che l'onda si schianti
sulle rocce.
Attendo...
Che il lupo mangi la pecora.
Che la montagna crolli
e sotterri la città.
Attendo...
che la pace
plachi l'ansia.
Che la luce del sole
lasci il suo tempo
al tramonto.
Aspetto che la notte
scacci via la luce.
Attendo che l'alba
plachi la devastazione.
A dir mamma lo vissi in auliaco sentore,
crespati ricordi ove quel tempo è fermo..
Mamma di te il cuore si gonfia ad elargir bramoso sentimento.
Furono e son pensieri ove giaci immemore d'amore.
Memoria a tracciar flourescenti visioni nel
percorrere il tuo viale.
Mamma!
Un tuffo al cuore
un trampolino di lancio e
cronometrare quel tempo d'espanzione,
e fra mente e pensiero aprir un varco d'amor sincero.
Mamma amore infinito espanso nell'infinito!
A dir mamma sorride anche il cuore,
preamboli dignitosi nel pronunciare il tuo nome,
getto d'acqua pura a dissetare..
Ricordi in placide premesse,
consigli a divenir pane di vita,
umili e sincere parole in vigor di vita.
Mamma ascolto la tua voce che ancor mi parla!
Ricordo; anche le parole che non aveano senso,
ponevi sulla retta via! ..
Fu quando
la ferita cominciò a splendere
che il cielo si fece stigmata blu
dentro ai miei occhi.
Ad un tratto il senso del dolore
divenne limpido
come fiala cristallina.
Fu quando
il silenzio aggredì
con il suo potere oscuro,
urlo sibillino dall'interno,
la mia bocca inerme
incapace di sillabe d'amore
che ne sentii l'urgenza.
Fu allora che il senso della morte
svelò il fiore scuro tra le sue spine.
La tua voce è lo specchio del mio passato
è l’ingombrante figura che mi imprigiona da secoli
è la spasmodica angoscia
che mi accompagna nelle notti senza sonno
è l’oblio offuscato dalla tua ombra
è l’animale che si contorce
è l’uomo che vacilla
è la vita che si spegne dentro il tuo ventre
ormai troppo grasso per sopportarci entrambi.
Tristemente ...
quotati da una borsa,
per quanto ben munita
di portadocumenti
chiavi, anche di scorta
che vede transitare
ori e denari ... valori!
Valori ... ori e danari
per scambio d'opinioni
scucite, vuote parole:
vento del niente,
tutto ... a salvaguardia
di cannette di vetro.
Ma ora mi sovviene
- l'abbiamo quasi tutti
salvo chi la schiena
nella terra se la spezza
davvero, per una michetta
e manciata di sorriso
anche ... ci da di resto.
l'ombra spesso mi ricopre
e dell'anima mia pura, rimangono dita annerite,
come rami secchi da recidere.
Sulfuree le gote cristalline
di timida bellezza a volte imporporano
come bimba sulle parole languide e d'amore.
Cuore leggero scoppia
per comprimere l'aeree emozioni
che volteggiano , sollevando anche la mente logica
e pregni d'illusioni.
Sono io...
Così semplice e quasi adolescente
mi ritrovo in questo mare
che onda dopo onda
non riesco più ad ascoltare,
il canto tuo richiamo
che può ancora fare male.
col tremore del primo appuntamento,
solitario il vecchio gli piaceva sostare.
Braccia conserte ripiegate al petto,
decoroso contegno, ma scontento.
Zavorra a sabbia fino alla caviglia,
salde le gambe come un monumento.
Dal cappello di paglia a falda tesa,
sporgea lo sguardo fino al fiume,
s’indugiava poi alla distesa,
ove l’acqua si confonde al mare.
Consumava il ricordo di quei tempi,
quando tra pizzi, merletti e lingerie,
aspettava la bella che lavava;
ceppi di vita in fiore rivangava.
Tempesta d’anni, prove e tentazioni,
capricci e dispetti, frutti dell’amore.
A quei giorni di festa si frappone
il sommesso splendore del tramonto,
oggi che giunge conveniente l’ora
di lasciar le seduzioni al mondo
e stendere un velario indifferente
sull’orizzonte che ricorda l’ora.
Oggi tocca a me
difendere lo scrigno delle emozioni tue
dirti solo ‘Va tutto bene’
per cacciare le spine dalle tue primavere.
Tocca a me tornare a quel bivio
dove i fili ci staccano
rovesciare il vaso del tempo-
il tempo che mi hai partorita
e non espulsa del tutto-
senza lingua parlarti,
senza piedi scalciare da dentro
per dirti che è come un abbraccio -più caldo-
e che mi prendo cura di te.
Dormi mia piccola amica.
Dormi nella delusione dell'uomo.
Domani giocherai coi tuoi amici veri.
Giocherai con coloro che non giocano con i sentimenti.
Giocherai con bambole che ancora chiamano la mamma.
E' notte nel mondo,
già è notte fonda e il buio
fende il cuore come mille lame taglienti...
La luce della verità si spenge
nella boria del giorno.
Il petrolio delle lampe
non riscalda l'antico cuore.
Verità e amore aspettano fiori sulle tombe.
Dormi piccola mia amica
nel tempo del non tempo,
dove tra ragione e senso
non esiste il battito dell'io penso.
Abbraccia le tue bambole e ascolta l'ingenuo disco,
che nella ripetizione della vita cantava il crescere degli anni.
Dormi ora e domani,
quando l'alba sussurrerà sui tuoi nuovi occhi
vedrai finalmente balocchi e tarocchi
nel villaggio dei semplici.
rinchiuse nei nostri presepi
stralci di luce
niente pretese
nei chiarori del giorno
dei tanti nel mese
nell'aria
innocenti offese
dileguate fra le voci
arrivate nella fatica
una storia antica
speranze da sempre accese
intrise di domande
defluite
sospese
Stralci di luce
dove entrare e uscire
in lampi di presenza
dove resiste la vita
la sua parvenza
il corpo s'assopisce
il silenzio lambisce
finchè piegano alla sera
dove la luce non serve
si può stare senza
Era la stella scelta per bramare
correre arrivare
gli attimi, innesti
in diamanti scavati con le mani
credenti seriali – da non restare soli.
Tutta la distanza
lentamente rivoltata:
l’ala è parola per stupire,
compluvio di orizzonti.
La perdo, bisbiglia, s’annuvola.
Stende il buio nel passo
mi lascia a casa con la polvere del cielo
fissa, a rigare gli occhi
prima di tornare
incanto, destinazione.
nascondendo le sconfitte tra i souvenir,
per poi cercarti tra le vecchie fotografie
d’un amore rimasto senza parola,
una scatola vuota riempita di nostalgia.
Mi son scontrato con i tanti ricordi,
donandoti tutti i minuti della mia vita,
ventate intrise di sogni
profumavano le mie speranze
di vivere insiemi cullati dal vento.
Non conoscevo gli addii,
mi sembravano sconosciuti misteri,
con il crescere m’avevi alimentato la fede
forgiandomi uomo dall’animo buono
e libero dai perfidi pregiudizi.
Mille e mille giorni di te vissuti,
albe e tramonti colorati di vita,
una scala che portava in cielo
te ne sei tornato in paradiso.
lo stiamo a sentire
ci accompagna
e con una mano
l'anima si domanda
tra sussulti e
strade dissestate
prega. Invoca il suo nome
crede fortemente
mentre una nuova luce nascerà
un marmo bianco e scuro ti circonderà
dipinge un tacito infinito
pure nel sogno
forse il cielo non è ancora dipinto
dove gli angeli blu, osservano
il colore, di un fiume terminato












