Pantaloni a campana
e giubbotto di pelle.
Capelli lunghi sul collo
sigaretta tra i denti.
Due occhi che si amano
o si prendono a pugni.
A vent'anni si godeva la vita
- è per sempre - pensava
con ragione...
Si schiantò con la moto in un muro
e poi piovve per quasi tre giorni.
Fu l'estate più corta del mondo...

Emerge continuamente,
Il tempo passa,
tutto passa prima o poi,
gli anni della scuola,
l’insolenza,
la ribellione della gioventù,
tutto passa,
ecco perché dobbiamo avere amici,
con cui condividere il tempo ,
che fugge così in fretta;
ci dobbiamo pensare,
ci dobbiamo fermare e riflettere,
finchè c’è ancora tempo,
tutto scappa,
anche se non vuoi,
tutto corre in fretta,
in questa vita breve.
dei pensieri dove si
chiudono gli occhi
per raggiungere le stelle.
Un volo
fra immagini e parole,
perdendomi
nel cammino della notte.
Sarebbe facile
se avessi te
a guidarmi in quel
verde terreno di gelsi bianchi,
di aria fresca mattutina,
dove nasce il giorno
è muore la realtà.
Il tempo nella vita
è relativo,
a volte ti bacia,
altre ti spezza.
Momenti
dove ti aspetti tutto...
Forse troppo.
Certezze che si sbriciolano,
dubbi diventano realtà,
giorno dopo giorno,
attimo dopo attimo.
La vita é Strana...
Domande che devastano
come un uragano.
Voci che non smettono
di urlami dentro.
Mi sento persa più che mai...
Gli occhi stanchi...
è il tuo sorriso,
questo accompagna
i giorni senza di te...
Buon compleanno Mamma.
un soffio d'aria profumata come un vento
di primavera, sono libera di volare
con la fantasia, mi nutro di poesia.
Invento nuove storie, quella piuma aleggia
nell'aria, un fascio di luna la fa luccicare.
E' lì in questa oasi di felicità che trovo il
mio rifugio, brillo e ritrovo una nuova
dimensione, sogno un nuovo amore che
mi riempia il cuore, arriverà lo sento per
ora aspetto.
Come una piuma , morbida come una nuvola
sono rinata, la metamorfosi è iniziata, un
cambiamento che mi rende estasiata volo
libera e leggiadra in quel cielo azzurro.
Sento una melodia che culla il mio
orecchio, è il canto dei gabbiani.
In questa notte di magia e dolce armonia mi
fanno compagnia.
.
Lo spirito che sorride accanto alla meraviglia
il silenzio che bacia ogni sguardo
il verde che superbo osserva le placide acque
le antiche torri mute ma ricche di splendori passati
il vento che come un mantello ti avvolge
la graziosa pelle che accarezza la sabbia
le barche dondolano pigramente
lo splendore viene ritratto dal sole
eterno pittore di spettacoli.È primavera
anche a Milano, nessuno mi può
convincere di coltri artificiali.
Sogno quest’odore ch’è glicine
tra stelle elettriche,
sogno le scarpe di Garlando
danzarmi in via dei Fiori Oscuri.
Sogno, e tocco
il prato sotto il tavolo
dell’ I L’ov brunch
e il tuo sorriso da pancake -dolcissimo
levita, pieno di charme
e delle tue anime, tutte.
Ti ricordi
la prima volta
che accarezzasti
il tronco della quercia?
La forza sbocciava dalla terra
e le sue radici profonde
rendevano stabile il mondo
Ti ricordi
la prima volta
che ti innamorasti?
Un fuoco bruciava
la tua anima si mischiava
con la sua, avresti combattuto mille eserciti
saccheggiato mille tra città e paesi
per far durare
un solo istante di più
quello che non avrebbe resistito
al primo cadere delle foglie
Ti ricordi
la prima volta
che prendesti la nuda terra
in mano?
Giurasti che l'avresti preservata
mentre scivolava tra le dita
che le fondamenta della tua casa
sarebbero state forti
che da quel suolo avresti tratto
i frutti in armonia e rispetto
Ti ricordi
quell'ultima volta
che guardasti il mondo?
Gli occhi dell'inverno
ti fissavano dentro
un sorriso ti colse
mentre il freddo ti abbracciava
alla tua terra sei tornato
e lei ti accolto senza giudicarti
riportando i tuoi sogni là dove
erano cominciati, radicati nel profondo
intreccio di forti radici
innervati in una corteccia
spessa armatura non scalfita dalla bruttezza
dei tempi.

Sospirosi e agonizzanti giorni
trascinano ore versandole
nel vuoto dell’esistenza.
Giorni senza amore
indossano veli oscuri
adombrando pensieri.
Dove sei amore della mia vita!
Tutto è vuoto e spento senza te.
Eri tutto per me
Ma… Sei sempre più lontano.
Il mondo è un pantano
di irrequieta dissolutezza,
mi manca la tua mano
per sollevarmi dall’incertezza
che scandisce inesorabile il tempo
tracciando solchi nel viso e nell’anima.
Nel tuo ricordo m’assopirò
per ritrovarti dove giacciono i giorni andati.
Fortuna che il viaggio non ha imparato le lingue
è una cromia mossa dai sensi
per altre composizioni
slaccio di sabbie, sei già al primo cielo
dove puoi correre a lungo tra nugoli struggenti
e anche restare per il mondo di induriti sentieri
col passo di sirena venuta a incantare
chi ti credeva ninfa certa
metà chimera
metà distacco.
Il rasta che c'è in me di sincopato vive
e in questo equinozio -strinir di grilli e maggio-
sbatto ciglia a tempo
lasciando al verde d'occhio
assoli in stanche foto.
Parlo sempre agli anni
che sian futuri o prossimi
e ad ascoltarmi mai pèrdono voci e care.
Sussurrano colori d'ombre a parare noia
sempre agguatando la prima spora in pioppo
-ed è abbraccio ancora
di calamiti a notte-
Stavolta un vento di sutura
nel macramè di voci
tenere, spezzate.
Una finestra arancio e sotto,
un verde
che chiudi con le mani.
Una specie di forbice
agli scuri per scivolare soli
dal mondo
quella pietra che
rotola, rotola
e scompare nell’acqua.









