bambini spensierati
improvvisamente adulti.
Ieri giocavi a pallone,
con i supereroi,
ora devi decidere il tuo futuro,
devi entrare nel mondo
del lavoro,
devi prendere
la decisione giusta.
Non basta il bacio
della mamma
per rassicurarti,
non basta un cerotto
su un ginocchio sbucciato.
Tu sei il protagonista
della tua vita.
È faticoso,
pensi a quando
non vedevi l'ora
di essere grande,
di decidere tu.
Ora sei spaventato
cerchi di farti forza,
di essere all'altezza,
hai paura di sbagliare.
Poi pensi agli insegnamenti
dei tuoi genitori,
di come ti hanno
sempre incoraggiato.
Cosi prendi fiducia,
ti butti,
fai del tuo meglio.
Sorridendo nel ricordare
quel bambino
con la bocca sporca
di cioccolata.
con l'alba ed il tramonto
Ci inseguono abbracciati
ad un amore seguito da un cuore
spezzato che indisturbato
assume sembianze mascherate
tranelli per la vita distaccata
Difendono, fino a quando non incontriamo
un'attenta riflessione e allora giù
la faccia cade e nel mentre
comincia a intuire, vergognandosi di lei
La mente si ricompone. Indietreggia
il giudice l'attende mettendola
difronte al fatto compiuto
si identifica pienamente
con le sue impronte originali
accesi nella sera
come neve di sguardi,
inchino d'un fior
in un grido di colori
che piove sul cuor.
Pagine d'anima
slacciano dolci ferite
di giorni irrisolti
e sulla battigia del sole
riscrivo romanzi di cielo,
son messaggi in bottiglia
in un campo di girasoli.
E’ tempo di mettere a riposo
l’inchiostro,
e di affrontare
qualche nuovo mostro.
E’ tempo di chiudere
il portatile, e il chiavistello
…di sedersi allo scrittoio
coi piedi sotto lo sgabello.
E’ tempo di tornare in bottega
nell’intimità di brogliaccio e grafite.
Ammesso poi che il Padreterno approvi,
e se lo vorrete, tornerò nelle vostre vite.
quello sguardo pacifico tra gli sguardi
quella carezza d'anima
che muta i pensieri tristi .
Potessi avere i tuoi occhi
quell'oceano di tenerezza
e cosi
mi abbandono con lo sguardo al cielo
e m'incanto
come fossi una bambina timida e fragile
con fili argentei tra i capelli
mi ricamo di crepuscolo e
la luna si riempie di mare .
Sei ovunque!
Nella contemplazione delle rose
quando ne rammento il profumo
nel tocco placido dei gabbiani
quando inondano la sera
in un pot-pourri di essenza di gigli di campo
quando scompigliano il mio foulard .
Mi sento piccola , un fiato ,
un filo d'erba nell'erba .
Mio Signore ,
tu sei quello spiraglio di luce
che occupa il mio cuore senza proferir parola
mio conforto nel pianto
sfioro la tua croce
e la bagno di sale
senza voce abbasso gli occhi
e una preghiera scivola ... rugiada d'amore .
Chiedi a te stessa quando sei realmente felice...
Se dovessi accogliere la mia richiesta
e bene che tu sappia
che il silenzio è tutto quello di cui hai bisogno.
Non aver timore del turbinio di pensieri che affollano la mente tua...
Non cercare di fermarli,
rischieresti di perderti in essi..
Mia cara Lucy
non è male smarrirsi nel ventre del mondo,
bensì giacere nel tempo...
Sei uno strato di luce che lentamente prende forma nello spazio infinito...
il tempo non ha modo di esistere nella tua eterna dimensione...
E se me lo permetti...
Cosa è per te la felicità ?
Ignori che questa domanda
è uno specchio illusorio
che riflette smisurati desideri.
Tutti sono corretti ma tutti sono errati..
C'è una sola leggera spinta
che io possa darti
verso il tuo equilibrio
ed è quella di riconoscere la tua verità
cosicché conoscerai
per la seconda volta la vita.
di tanti anni fa.
Mattina presto,
l'alba è lontana.
Si parte...
Tutti dicono:
- Qualcuno morirà,
ma durerà poco-
Durò un'eternità!
Siam morti
in settecentomila.
Ma l'Italia...
ci ricorderà.
Era un giorno
come oggi.
Era il 24 Maggio
di 103 anni fa,
il Piave mormorava,
eppure...
nessuno lo sa!
Questa notte
non ho chiuso occhio,
del campanile ho udito
ogni suo rintocco.
La mente non ha concesso
riposo al corpo
affinchè fosse certa
che non fossi morto.
Per qualche momento, istanti
per ore, o solo un attimo non so
ho creduto di trovarmi
in un incubo di Poe:
che si tratti della nera
signora con la falce
o solo tomba di marmo
e terra, e calce
ho paura della morte.
Da quando la vita
mi ha dato te in moglie,
ma in bilico su queste dita
di una mano che posso solo
provare a stringere forte.
Forte almeno quanto
la paura per la morte.
Che si tratti dell’angelo
inviato dal Padre celeste,
o nell’ombra
tetra figura in sottoveste
ho paura della morte.
Da quando la vita
mi ha dato i miei figli,
ma in bilico su quelle stesse dita
di una mano che posso solo
continuare a stringere forte.
Almeno quanto cerca
di fare nell’ombra la morte.
rimane negli occhi,
sono pieni di bene,
e si vede in lontananza anche
l'anima lieve.
Sospiro impregnato d'amore,
trattengo le tue mani tra le mie
e nulla può cancellare
il tremore del cuore.
Le tue parole trafiggono,
dardi di un Cupido innamorato,
sono solo schegge di ghiaccio
Comunque colpiscono il cuore mio,
e lo rendono inerme hai tuoi occhi,
senza difese.
Pensieri di ruggine
dal ferro amaro
delle parole
il veleno cola dalla bocca.
La malignità cancerosa
meriterebbe la lingua tagliata
e il sangue sulla lama corrosa.
Il sapore del sale
e del metallo
da deglutire.
Ulcera nella tua gola
le sentenze inique
che pronunciasti
ora si fanno piaga
e muto ascolti il mio libero urlo.
i miei silenzi
dando un’occhiata all’orologio,
sballottato me stesso nella notte
poche visioni piene di speranza;
tanta distanza del lontano
in un creato diverso,
un seducente uragano
di note e di silenzi,
universo distante dagli umani,
impegnato nel canto e nella danza;
è tutto vero,
è certo non ho vagheggiato,
invece mi sono ritrovato
di nuovo nella stanza
dove la sera m’ero addormentato:
molto strano!












