Prima di parlare,
prova a dire una parola senza la voce.
Prima di gridare,
fai cadere un peso sui piedi e non urlare.
Prima di sentire,
tappa le orecchie e odi quel che ti dicono.
Prima di vedere,
chiudi gli occhi e prova a salire una scala.
Prima di schernire,
guardati allo specchio e deridi i tuoi difetti.
Prima di fare il bullo,
fallo con te stesso e decidi se farlo con altri.
Prima di deridere,
pensa che lo fai solo con uno sfortunato.
Lo offendi in tutti i modi ma non ha colpe,
non ti accorgi che sei tu, l’handicappato.
Al posto del cuore hai una pietra,
al posto dell’anima hai un cancro,
al posto dello spirito hai la morte,
non sai cosa t’aspetta, dietro la porta.
..… E allora, ridi soltanto di te stesso!
Piangi solamente per la tua sventura!
Aiuta coloro i quali ne hanno bisogno,
solo così ti sentirai d’esser vero uomo!
Non mortificare chi è già mortificato,
non insultare mai un sordomuto,
non godere del disaggio di un cieco!
se vuoi fare il bullo, fallo con te stesso!
Dialetto reggino
Sta luna
Mentri mi vardu i ricordi,
stenta, sta luna, a farsi virìri
pu schiantu d’esseri indiscreta.
E pinzàri chi mi firriinu pa testa
certi siri cha idda mi raccumandavu
quandu cuntavu i sòi riflessi
nta nu mari chinu chinu i sugni…
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Traduzione italiana
Questa luna
Mentre ai ricordi volgo lo sguardo,
stenta, questa luna, a mostrarsi
quasi avesse paura d’essere indiscreta.
E pensare che mi tornano in mente
certe sere che a lei mi consegnavo,
quando contavo i suoi riflessi
in un mare stracolmo di sogni…
il sole
uscirei per strada
ad invocare gli occhi delle viole...
La rabbia per la tua assenza
mi fa desiderare nebbia e cuscini soffocanti
coltri di mani affannate e stanche...
No, c'è ancora un raggio
che filtra tenero, libero e selvaggio
ridendo, i capelli mi scompiglia
ed io mi arrendo a questa meraviglia.
fragile l'incedere tuo
come una rosa i cui indifferenti petali
attendono di essere recisi
in questa stagione gelidi quasi vitrei si frantumano le tue esili ali
un candido foglio si tinge di scarlatto e nero di seppia
morte ed amore
Cosi la vita tua si intesse, o povero, o ingenuo, o poeta
o padre.
Nel gelo di questo inverno stingono e raggrumano,
si sospendono come in una eterna teca
le tinte nella morte tua.
Ho chiesto al vento
di portarmi ancora
la sua voce.
Alla pioggia ho chiesto
le sue lacrime
ed al sole di portarmi
il suo sorriso.
Alla neve ho chiesto
di poter scrivere d’amore
poesie bellissime
sopra il suo biancore.
Ho chiesto alla luna
quelli che erano
tutti i suoi sogni
e alle stelle di agosto
di poterli realizzare.
Infine al cielo ho chiesto
di spalancare le sue porte.
Persino Dio
deve sentire
quanto mi manchi
e quanto è stato tremendo
ancora...
il nostro addio…
Novembre ha messo agli occhi
una lacrima
mentre scivola un ricordo , il tuo ...
Nostalgia avrai una sedia vuota
piena di solitudine
mentre una stella avanza il passo.
Ferma in un paesaggio
incontrerai sorrisi,
raccoglierai abbracci,
ritroverai volti, passi,
strade che hai vissuto .
Cuore lieve ora
lascia partire soffice il tuo viaggio
rivolta ai vetri
il cielo, il buio ,
una mia poesia.
Padre Nostro che non sei nei cieli
calpesti come noi la nuda terra
con i tuoi piedi e i tuoi sospiri
scuotendo il capo perpetuamente.
Avanzi con il timore nostro
senza comprendere quale timore sia
“Hanno trasformato la casa terra
in un enorme, ciclopica smisurata rovina!”.
Padre Nostro t'ho scorto.
Sei più alto del mio immaginario.
Non riconosco la tua chioma
Ti scruto bene e m'accorgo
che m'appari completamente calvo.
Allarghi le braccia, pesano
declinano penzolando sui fianchi
mentre il capo ancora scuoti
No, non vedi ragione e
neppure una sola spiegazione
“Com'è possibile
com'è possibile
invocarmi in continuazione
stolti uomini!
Ineluttabilmente stupidi!
Ed io, ora, cosa posso ancora fare?
Mi siedo e attendo, oppure
mi volto e passo...”.
La Tua misericordia calma
Non indietreggi di un sol passo
tendi le braccia e ancora oggi
accogli, soddisfi e rispetti
ogni invocazione di preghiera.
Mi commuove
questo flebile profumo d’arancio
mentre resisto immobile
ad un tempo che non posso trattenere.
Mi commuovo
negli angoli nudi dell’anima,
quando la pelle incontra la paura
e rinvengo che tutto si disperde,
facilmente, come un respiro.
Dentro me la Parola grida
e mi commuove…
E questo raggio di sole, abbraccio
a me, a noi, inermi ed impotenti
in questa clausura, mi commuove.
E penso a terra arida, fredda,
senza più mani da stringere
e mi emoziono…
scivoliamo inerti dentro noi stessi
e sul ciglio del baratro abissale
ci diamo l’inutile specchiata.
Laggiù, nelle nerissime distese,
s’intravede un’imprecisa luce
e non sappiamo se è proprio a noi
che quel segnale è indirizzato.
Sarà speranza forse ingannatrice,
capace di un doppio olè sconnesso,
di un solito ripristino del tempo
da cui in qualche modo ripartire.
Vorremmo noi precipitare, adesso,
mutare l’ora in un secondo uno
ed incagliarci a fine tuffo astruso
su fondi d’anima scartavetrati...
Maledetto quell’anonimo sorriso
che ignaro piomba nel bel mezzo,
nell’attimo in cui scadiamo a turno
nella viltà d’umana misericordia!
non e solo
er sangue blu
è pure fa ride co garbo
e co mestiere.
Tutta la vita
c'hai accompagnato
cor tuo sorriso magico
co l'occhi limpidi
de chi ne sa una più
der diavolo.
Mo te ne sei annato
in silenzio,
te ne sei annato
co passi ferpati
senza disturbà.
Ma noi
nun te dimenticheremo,
continueremo a ride
co Mandrache
e Pietro Ammicca ,
co tutte le tue battute
senza tempo.
Mo farai scompiscia da ride
l'Angeli e i Santi,
però ogni tanto
butta l'occhio qua giù
e mannace un furmine
che ce fa ricorda
quanto sei stato grande.
Ciao Gigi.
Nessuno sa vivere
e la paura stringe il fiato;
i ricordi di un'atroce primavera
il tempo contato, e poche favole.
È come la sera, che uno guarda al sole
e scopre il termine di tutto.
Sembra anche piacevole, scorger la galera
pensare a certe parole che non sanno
elaborare il proprio lutto.
Siamo qui, soffocando,
nel danno e nel terrore
che tutto sia distrutto.invisibile agli occhi, eppur presente
urla al declino, futuro sfuggente
ora s'arresta e d'un tratto avanza, trapassa in silenzio le coscienze.
Di rabbia e di sconforto vive il nostro tempo,
riunioni irreali, la continua propaganda
confezionata ad hoc ed elargita a larga banda,
ignari del domani, noi afone voci fuori campo.
L' amore in virtuale, culmine d'un sogno d'impotenza,
fluido sullo schermo, forte abbatte ogni distanza,
ma, vuoto di passione, è solo un fermo immagine
una foto venuta male, scattata troppo in lontananza.
La voglia, di correre che lotta
Senti, i rumori della pioggia
Che blocca le genti
Senti le emozioni contrastanti
Che ti impongono i veggenti
Senti, al di là delle leggi sovvenute
Oltre i racconti delle genti astute
Senti le credenze che porti con te,
Come bibbie nascoste, ti contemplano
Senti ciò che sei
E non ciò che vorrebbero che fossi
Non comprare le risposte vendute dei mendicanti
Crea le tue e non cadere in sbagli
Sbagli di gente che non sa cosa credere
Sbagli di persone che hanno bisogno di godere di uno status
Sollevati, usa la mente quale fonte di libertà
Vola oltre le ostilità dei tanti
Volgiti solo contro te stesso
Così la gabbia scompare
Resta solo il suo gesto












