Deformi menti schiave del potere,
predicatori di società allo stremo,
macchinisti di politiche indecenti,
vi chiedo di non spegnere le stelle.
Lasciatemi la libertà nel cielo,
quello scrutar le luci confortanti
che solo le nuvole e non certo voi
potrebbero decider d’annullare
……………………e mai per sempre.
sta bella Italia a tappetu,
restu a casa e me ddumannu
ci sta succede e continuamente mi ripetu,
sta gente more senza sapè di cosa,
te sicuru è na trappola
di questa società ombrosa,
un elogio te core all'esperta sanità,
ca sta combatte all'infinito
questa contagiosa epidemica realtà,
intanto a casa la sira mo ce coprifuocu,
speriamu ca tuttu quisto malcontentu
rimanesse quantu prima
sulu nu videogiocu,
e se qualcun altro
culla calma si decide,
ca chianu chiano cu stu virus
anche quista innocente aria
sta me ccite,
speru puru ca finisce tutta sta manfrina,
e turnare a visu apertu
senza sta soffocante mascherina,
sono del mio salentu e me ne vantu,
ulia cu trovu tuttu quell' affettu
sparpaiatu sacrosantu,
il popolo è indifeso e rispettoso,
ma il Duce cu la sua manovra gira largu
tiene strettu dru mistero cucciato
sulu a lui prezioso.
Eletto a minoranza
per sovrastare Dio
anche nel diritto alla salute
fede di vita e di morte
in esclusiva dipendenza
dell’angolo di spesa
… ulteriore, soldo furbo
non si trattiene.
Traccia confini
tra buoni e cattivi, tra
solventi e vernici.
Anche se a preservare
dalla ruggine il futuro
non è certo l’acqua
seppur regia, che rimane
fortemente ossidante
- condizionante - ma
preliminar costanza
armonica sostanza
l’indispensabile goccia
di ogni altra formica
giacché non sbricioli
il castello
lasciando solo carte sparse
sopra il tavolo … operatorio.
sono le donne di una donna sola
l’amante l’amica la compagna
la mano del piacere
la cravatta
sui pantaloni a righe
La mia risata è un urlo
il tempo
uno sfregio nella melodia
la culla è un rivolo di rughe
dove separo in gocce i mari
l’ultima brillava riflesso un anticristo
per l’ipocrisia
di chi lucida i propri genitali
e tradisce
la mente
sono la luce vile
di un esercito di candeline buie
che non ha mai rubato niente
e non si costituisce
che non si spogliano mai,
ne con il freddo, ne con il caldo,
non si abbandonano ma aspettano.
Imparano ad apprezzare la bellezza interiore
che traspare da un volto che da calore.
Osserva, attende,
il tempo che regala sogni.
Il vento spazza via i pensieri,
viaggia la vita, senza spine,
senza primavere, solo inverni.
La vita corre con piccoli momenti diversi
che insieme faranno il nostro sempre.
Riflettendo, non so se si può scappare dal nostro mondo di sistemi
Forse saremo troppo giovani, ma non senza problemi
Sparpagliati e rinchiusi nelle nostre gabbie di teoremi
Nessuno che ci prenda sul serio, forse ci prendono per scemi
Noi vecchi dentro, fuoriclasse, solo cause di problemi
Tra i giovani, fuoricasta, quelli che scrivono poemi
Quando cadiamo troppo in basso, poi nessuno che ci sollevi
Non vecchi ma morti, dentro al petto crisantemi
Al mio grido di carica romperemo gli schemi!
del non saper ascoltare oltre sé
sta per nascere
sulle ceneri
di ciò che rimane,
generazioni perse
a contemplare
una luce finta,
ad abbracciare
un sorriso virtuale,
dimenticando
il bagliore naturale
delle stelle che guidano
la loro vita,
e il calore del corpo
che infonde coraggio
nei più fragili.
La pace finta non finisce,
la guerra vera non inizia,
l'amore puro si perde
tra le pagine di un libro
che molti non leggeranno.
Come un fiorame rosso
sventagliato sul mare
dove stelle furtive
incalzano la notte .
O un cesto di succose ciliegie
sensuali e aspre amarene
tra le foglie verdi .
Incarnata a ponente
ove riflessi passionali e istintivi
sui tetti
ricamano fili di luce tersa .
Indigente , sgargiante tra
le erbacce e
misteriosa tra i papaveri .
Concentrata la Domenica ,
dove il succo rosso gustoso dei maccheroni
è generoso di tradizione sulla tavola .
E più dolce della rugiada del mattino
in una coppa di vino consolatore,
compagno di sapori fruttati
freschi , armonici , equilibrati.
Così Calabria sei
“rossa d’amore”
poesia aggrovigliata di paesaggi ,
di silenzi ,
selve e rive
sdraiate al sole .
Meglio stare nel bunker
è stato detto da più parti.
Parti anche di certo pregio
perché avevano partecipato
sì, magari solo giocando a
nascondino, quello si poteva
ancora bambino. Peggio che
la guerra. Almeno là sapevi
da dove il pericolo giungeva
ora è un guardarsi da tutto
e tutti, sperando nel domani.
Allora meglio stare nel bunker.
Attendono
coriandoli
e caramelle
migliorino,
e ritornino
quei tempi
di abbracci
e baci, ora
relegati
al vento
regalati a
inoculati
parassiti
Dicevano…
ricadranno
tante colpe
dei padri sui
figli. Oggi
par’inverso
l’assente
mascherina
toglie lavoro
al padre che
smarrito
si trova a
dover lottare
con barriere
salute e fame
dove l’unione
si fa forza.
le parole,
intenso l'amore
le spoglia
cadendo in noi,
come foglie
sincronizzate
al battito dei cuori,
complici,
occhi negli occhi
tra teneri baci assaggiati
da morsi innocenti,
mi disseto di te
mentre tu,
non ti sazi mai di me.







