bisogna ascendere alle mura,
illuminate da sera
in attesa del gran ballo
in piazza Vecchia,
i suoi viali preparano la musica
incroci,di selciati e sorrisi
il profumo del moscato
con l'edera,i colori slavati.
Ti sei persa amore?
Dammi la mano,seguimi,
sotto gli archi della Ragione
ferma un attimo,bacio!Vieni,
ti porto al centro del mondo.
Vestita di vuoto e solitudine
e di un silenzio che urlava,
io andavo, tra alberi senza colore,
scheletri come l’anima mia.
La fragilità è foglia,
scricchiola mentre muore
come me, sbattuta dalle tempeste.
Si tocca lama più affilata
nella tana del serpente,
quando strisci e tocchi il fondo,
è una lotta corpo a corpo.
Sfidai lo stanco respiro che frustava,
s’alleggerirono i venti
tra foglie smeraldo e silenzi
fattosi di pace.
Il serpente nasceva a nuova pelle,
lo scheletro della mia anima
dalla sua forza
come alberi nudi a primavera…
Arrivano dopo il tramonto
a beccar tra fiori di tarassaco,
tutti assieme in girotondo
sotto un cielo color indaco.
Il sole quasi all’occàso
nel ciel limpido e terso,
i prati e i fiori sembran di raso
e i merli provano il verso.
Brilla di colori il giardino
e l’erba sa di tramontana,
incipiente e chiara la sera.
Nella piazzetta qualche bambino
si lava e si disseta alla fontana
e all’orizzonte la luna è di cera.
vidi una lucciola sotto un portico una sera, e un uomo che ghignando la prese e la schiacciò. La luce divenne grande e l’uomo una misera cosa. Sotto quel portico
una verità bendata
sperava di essere sciolta
prima o poi
sperava
ma le fiabe non si avverano i sogni non esistono
il tempo è un’illusione e la vita come la morte
ti coglie di sorpresa e se siamo ambigui, ambigua
acceca
sono attimi
come il fuoco sciolto in lucciole sotto i portici
di tutte le città del mondo. Come una cosa ingiusta
che cammina per strada e tu la riconosci
ed entri in un bar a voce alta per un caffè
- tanto zucchero per favore, con molta schiuma -
poi ti volti.
non sai neanche perché e da quale parte, o forse
ancora peggio lo sai.
sono d’accordo
a volte le direzioni fanno confusione
indicano segnano portano aggiungono, tolgono. Annoiano
ma noi stringiamo cartelli mai lasciati
appoggi schiodati, ricordi, fardelli
la posizione l’amore la fede
non serve altro di vero?
silenzio d'intatti.
neanche un rispetto elegante neanche
è questo secondo me che macchia, l’ombra sulla camicia
bianca
il crederci continuo invadente
di non doverci mai niente, il fumo invernale che sale
un portico deciso reale inesistente
per
una lucciola morta mai nata
informe e assordante
Vuole essere l'ultima
attenta più della stanchezza
sul balcone ad un piano rialzato
perché tu lo sai dire in quel modo?
una giacca da uomo
Mi manchi come il vento al deserto
come l'onda alla spiaggia che arretra
mi manchi come il dolore nel petto
quando non si cheta e mi affligge
come la certezza all'inconsapevole
...so che taci e sfianchi la carne
mentre tormenti le pieghe del buio.
io ti manco come l'acqua che stagna
come il riso che si sposa all'incertezza.
sei inabile ad amare, non confonderti...
ti guarda da ogni angolo
e culla i tuoi spazi segreti
non pretende attenzioni
non pretende emozioni
non fugge e non tradisce
ha solo dolci parole
versate in un bicchiere pieno
riflesse nello specchio
in un volto che non si riconosce
negli occhi che si chiudono
fino al mattino e rimane accanto
ad accogliere i passi del risveglio
accompagnando con dolci parole
senza pretendere ascolto
senza volere che resti
Sei ancora vicina a me?
Sei ancora accanto alle mie speranze?
Tu le custodisci, le curi
le fai crescere, le migliori
non sciuparle illudendole
non seminarle in terreni insensibili
non disperderle in acque infide
nutrile con i tuoi sospiri
tingile con il colore
delle tue iridi
i tuoi occhi sono specchi dentro i quali
voglio riflettermi mentre ti abbraccio
proteggendomi dal gelo insensibile
di una stagione morta
Sei ancora vicina a me?
Senti ancora il suono della mia voce?
Non ti sto pregando di restare
voglio solo non essere dimenticato
così da far parte della tua memoria
diventando una nota delle tante
nello spartito della tua vita
e poterti così stare accanto
in uno spazio dove il tempo
ha dimenticato le proprie scadenze
ed il suo ritmo non è scandito
dal battere di una lancetta.
Vicino al mare
placano i miei tuoni,
s’addolciscono
le mie tempeste.
Briglie sciolte, sensi vaganti
nell’acre della salsedine,
nel profumo vivo
di fondali sconosciuti.
Dolce fantasia rapita,
incantesimo di fata.
Vicino al mare,
vicino alla mia anima.
dalle mie labbra
armoniche,
s'adagiano sulle tue
tempie.
Scalpitano le dita sulla pelle,
scorrono nel sentir della tua
mente
stimolando incontrastati equilibri,
inesplorati
nel giardino dei sensi,
volano come piccole api
a impollinar di brividi
gli istillati desideri
d'amore.
La notte mette a tacere
le parole per ascoltare
il rumore del cuore.
come le onde del mare
dimenticano la quiete.
Ascolterò le tue canzoni
per sentire l'emozione del
vento che attraversa
il mio pensiero.
Racconterò la nostra storia
per ricordare ogni segno
del tuo viso.
Le nostre mani
toccheranno il tempo
e la mia voce tremera'
in cerca di un riparo.
Passeranno i giorni
ma il tuo sorriso tornerà
a trovarmi...di tanto in tanto
e io parlerò a cielo aperto
ogni volta
sempre
un po' più sola.
Non c'è traccia.
Lei è rimasta indietro.
La curva del passato
la nasconde.
Ballonzolano le voci
si perdono innocenti.
Un richiamo
come cane dal padrone
un fischio acuto di dolore.
Lei è rimasta indietro.
Un ricordo soltanto.
Il fondoschiena
come violino.
Ti sento
attraverso la voce dei ricordi
e nell’eco dei tuoi passi
calcando le orme
che tu madre
per me hai tracciato
quando ancora
tenero virgulto
mi soffiavi
il caldo respiro della vita.
Ti sento
attraverso la voce dei ricordi
e nei pomeriggi d’estate
passati insieme
a spegnere i tramonti
per quella voglia
che ancora avevo
di tenere in vita i giorni.
Ti sento
attraverso la voce dei ricordi
e nel bambino
che non diventava mai grande
per non vedere svanire
quelle carezze
di cui erano fatte le tue mani.
Ti sento
attraverso i ricordi
nella loro voce calda
mai raffreddata dagli anni
e che mi continua a cullare
come la ninna nanna
che ancora sussurri.
Deformi menti schiave del potere,
predicatori di società allo stremo,
macchinisti di politiche indecenti,
vi chiedo di non spegnere le stelle.
Lasciatemi la libertà nel cielo,
quello scrutar le luci confortanti
che solo le nuvole e non certo voi
potrebbero decider d’annullare
……………………e mai per sempre.








