Sonetto minore (settenari in rima abba abba cdc dcd) che tenta di mostrare la mia follia.
Ti penso giorno e notte,
ti penso senza sosta…
nemmeno a farlo apposta
non sono mai interrotte
le apparizioni ghiotte
da cui più non si sposta
la mia facciaccia tosta
neppur se son corrotte¹…
È solo fantasia,
tu sei comunque assente
né mai sarai tu mia.
Eppure la mia mente
non sa mandarti via:
ti vedo sorridente.
¹: apparizioni corrotte nel senso di immagini irreali.
07/02/2026
Vento intriso di pioggia e acre,
lievi pendii con orme di passi
e una viottola fra ombre sacre
conduce a un boschetto di tassi.
Stanco cammino in stanchi occasi,
malinconica immagine smarrita,
si scioglie all’aura l’eco traudita,
di silenzi i luoghi ormai pervasi.
Enigmatico regno, adito ignoto
riaccende nel ritorno speranze,
percorse da emozioni vibranti.
Ora che il tempo è inane e vuoto
e intravedo perdute distanze,
mite m’accogli, gli occhi raggianti.
NO!!!!!!!!!!!
Su vetri appannati riveli il tuo stato,
invisibile incanto sospeso nell’aria,
sei corto in corsa ed affaticato,
rimani strozzato tra mani tremanti
a sbuffi esprimi rabbia e rammarico,
buffo mistero una vita a perdifiato,
sei fiato sprecato in un muto parlante,
sei trattenuto in un cane senza fiuto
sfilato ti esprimi solenne in musica
da un flauto rinasci in dolci melodie,
se manchi un istante sei sconcertante,
in un clarinetto sei voce suadente.
Sonetto in endecasillabi canonici a minore di settima, schema rime AABB AABB CDC DCD.
Cercando tracce di sé questo vecchio
si perde in tracce di se nello specchio:
lo sguardo spento scandaglia nel vuoto
ch’è circondato soltanto da ignoto.
Mi sento stanco, di lacrime un secchio
l’ho già riempito, mi ronza un orecchio,
lo specchio sfuma, la testa mia scuoto
e mentalmente riguardo una foto
mentre svanendo van piano i ricordi
e ogni bellezza nel buio dissolve,
sento i miei battiti, son monocordi
dal cuore gelido che non m’assolve…
troppi quei se sin dai primi primordi…
neanche la notte oramai mi risolve.
ioffa, 01/02/2026
Stasera
ballate pure senza di me
che io ho voglia di cantare.
Stasera capirò
se la mia voce e le parole
delle mie canzoni
avranno un posto tra i cantautori.
Stasera canto,
mentre si spengono le luci
e l’orchestra suona.
Stasera,
questi applausi sono mani
che mi portano su palchi prestigiosi,
come quello della città dei fiori.
Stasera, amore mio,
abbracciami più forte,
perché senza te
non avrei amore da cantare.
Quartine di quinari a rime alternate.
La porta è chiusa
ed io son fuori
senza la Musa,
senza i colori
che nei suoi occhi
muto ammiravo
e scarabocchi
per lei inventavo…
Tutto è sfumato
nel mio ricordo,
solo è restato
sogno balordo
d’un rospo scemo:
non ho baciato
ed ora gemo
che son restato
rospo indisposto,
rinunciatario.
Da qui mi sposto
e solitario
torno nel fosso,
scavo nel fango
e appena posso
nascosto piango.
31/01/2026
Likko, rilikko e biascìcco
lo spezzatin nel mio becco,
meglio di pesce un caciucco,
ma analfabeta all’attacco
sempre fo verso farlocco.
Di puntaccapo son ricco
ma rima far non ci azzecco
ch’esser mi par mamelucco
oppur poeta bislacco
ché se verseggio mi sbrocco.
In assonanza m'impicco,
ritmo qualsiasi lo stecco,
se no ci resto di stucco
come se fosse uno smacco
aver osato bel tocco.
Dirmi poeta è dir micco,
com’oro dir princisbecco
per alemanno dir crucco
di grand’hotel dir bivacco,
ché d’idiozie mi balocco.
Se nel tuo cuore esistesse ancora
anche solo un angolo nascosto,
un respiro lieve che parla di noi…
io vi entrerei piano,
come una carezza al tramonto,
senza far rumore.
Non per sconvolgere,
ma per custodire.
Per ricordarti
che ci sono amori
che non chiedono nulla,
se non di esistere.
Ci sono sentimenti
che sfidano il tempo,
che non si arrendono
al silenzio,
né alla distanza.
Restano lì,
come stelle
che brillano
anche quando
non le guardi.
Il mio amore per te è così:
discreto, sì,
ma ardente.
Non ha bisogno di parole,
perché vive
in ogni battito
che ti pensa,
in ogni sogno
che ti accarezza.
E se un giorno,
anche solo per un istante,
ti fermassi
a cercarmi tra i ricordi…
mi troveresti lì.
Dove il tuo sorriso
ha lasciato la sua luce.
Dove il mio cuore,
ancora oggi,
ti aspetta.
avanzi, flemmatico, con attoniti occhi,
tenue come un soffio d’ambra,
mentre accarezzi l’aria
che si curva al tuo passo
come seta che riconosce
il suo calore.
Tra le tue ciglia il mondo vacilla,
e il mio assillo, docile ferita,
si schiude come rosa notturna
al richiamo della tua luce obliqua.
Le tue morbide parole
sfiorano la pelle modellata
dalla melodia intensa della tua indole,
più dell’alito dei venti antichi,
e in quell’attimo sospeso
anche il tempo trattiene il respiro.
Ma quando il cuore, audace,
tenta il volo, scopro che il tuo sorriso
non era promessa d’amore,
ma un’arte raffinata di fuga,
poscia all’abbaglio da catturare.
Il silenzio è un velo di tristezza
che gela la mia mano, protesta per te,
in cui ho racchiuso,
nel trafelato pugno,
il cuore che, eclittico ed estraneo,
segna l’eclissi di un’utopia.
E se il mio amore si potesse vedere,
lo paragonerei al mare profondo:
immenso come le sue acque sincere,
potente come le onde del mondo.
Se fosse qualcosa che si può toccare,
sarebbe una roccia forte e vera:
nulla potrebbe mai farla crollare,
nemmeno il tempo che tutto dispera.
Se il mio amore si potesse sentire,
sarebbe una melodia leggera:
un canto che sa rapire e colpire,
che resta nel cuore, e crea una dolce atmosfera.
Se fosse qualcosa che si può odorare,
sarebbe un profumo dolce e sottile:
di fiori che sanno l’estate evocare,
che ti ammaliano in modo gentile.
Se il mio amore si potesse assaporare,
avrebbe un gusto intenso e sincero:
come un buon vino lasciato maturare,
che scalda l’anima piano e davvero.
Se il mio amore avesse un colore,
sarebbe il rosso della passione:
il fuoco che arde dentro al cuore,
che vive di pura emozione.
Se fosse una canzone da ricordare,
sarebbe quella che ami ascoltare:
che ti rilassa e ti fa sognare,
cullando i pensieri come il mare.
Se fosse un fiore da custodire,
sarebbe il più bello del prato:
quello che scegli senza esitare,
per il suo profumo delicato.
Se fosse una stagione da raccontare,
sarebbe un’estate luminosa:
che scalda la pelle e fa respirare,
rendendo ogni attesa più rosa.
E se fosse pioggia che scende leggera,
sarebbe una pioggia che fa riposare:
che chiude gli occhi alla fine del giorno,
e invita il cuore a lasciarsi trasportare.
E se fosse inverno, sarebbe gentile,
un freddo che non fa davvero male:
una neve che danza, lieve e sottile.
E se il mio amore fosse un viaggio sincero,
sarebbe un cammino senza confine:
dove ogni passo diventa più vero,
e la meta sei tu, mio unico fine.
Il mio amore è tutte queste cose,
e non bastano certo delle rose:
è così profondo che dentro vi affondo,
e nella sua immensità ogni giorno sprofondo.







