Impietosa davanti a voi e scavo
Scavo, sgretolo la terra,
così i vostri aspri volti
- C'è bellezza tra le piaghe -
accolgono nuovi embrioni,
morfologie di grotta
Qui si innesta un pensiero,
si immette come fiume nel fiume
E sono acqua,
fiumana,
rimetto in circolo i vostri vizi
Siete in pericolo.
Due strofe di settenari piani a rime alternate abababab cdcdcdcd.
Errore oppure orrore?
M’interrogo su questo
pervaso da stupore
perché mi son foresto¹…
Cancello dal mio cuore
quest’uso assai funesto
cercando quel torpore
in cui il cervello arresto:
non fa bene pensare
nell’ora di dormire,
non più rimuginare
tanto non so capire…
debbo dimenticare
quegli occhi, verdi spire
blandenti come il mare
in cui vorrei morire.
¹: forestiero, nel senso che non mi conosco abbastanza.
16/01/2026
Lontano da qui, dal mio microcosmo,
esiste un orlo di tempo che verrà
dove nulla ha una qualsivoglia età,
e un lembo di spazio che ci aspetta
dove nulla si degrada dentro e fuori.
Lì, la clessidra non è stata inventata.
Guardando le mie mappe più preziose
ho sostato a lungo quasi sempre ad est
un po’ per veder finalmente il sole
nascere senza poi dover morire;
un po’ per prendermi albe su albe
e nasconderle nelle grandi tasche
cucite a regola d’arte sulla pelle
per non far perdere gocce di mare.
Sarà forse quell’ultima regione
di cui spesso mi parlava Anfitrite
quando agli inizi andavo a camminare
sulle rive solo mie già da allora.
O sarà forse la sola ragione
con cui spiegar bellezza senza imporla,
distanti anni luce da quel tarlo
che fomenta compromessi e falsità.
Magari sarà, e non serve volare,
il fatidico territorio dei sogni
nel quale però Morfeo non ha ruoli
se è vero, come disse Anfitrite,
ch’ogni mare è nell’intento e nell’istante
del cercarlo, senza se e senza ma.
Sonetto, le rime sono incrociate nelle quartine e alternate nelle terzine, ma gli endecasillabi non sono canonici, sono tutti di quinta.
Leggendo idiozie mi vien da pensare
che chi si defila da civiltà
non meriti infine alcuna pietà
se ha scelto nel baratro di portare
bambini incapaci ancor di pensare
che non han studiato alcuna realtà
vivendo soltanto animalità
grugnendo e in un buco andando a cagare.
La cosa che più perturba e sconvolge
è quanti tuttologi offrano appigli
a scelta da adulti che mal si svolge
pure avvelenando quei propri figli.
Non esiste logica in quelle bolge
su cui gossippare coi vostri artigli.
10/01/2026
Sparendo come per magia,
Lasci ricordi belli e brutti,
Democratico lo sei proprio con tutti.
Segni le attività quotidiane,
Tutti i giorni e settimane,
Sembra che non basti mai,
Generi ritardi che crean guai.
Del resto senza di te come fare,
Un appuntamento non si potrebbe fissare,
Un giorno importante non ricordare,
La nascita di un figlio non aspettare.
Però con te ce l' ho a morte,
Perché mi guidi a lacrimata sorte,
Ma sai..non ti voglio imprecare,
Altro te non vorrei sprecare.
Mezzanotte. Cammino sotto l’arco
delle stelle e scruto le nere forme:
le imponenti magnolie del parco
sono larve. Lungi la città dorme,
tra le fronde esitanti s’apre un varco
dove si scioglie un pensiero informe.
La luna tesa nel cielo, grande arco,
l’eco cupa dei passi nelle orme.
In me muore l’intero universo,
fra il pitosporo e il lauroceraso
riflessi profumati di agonia.
Cercavo un senso, ma trovai il caso.
Mentre percorro la solitaria via,
sgomento intuisco che mi sono perso.
17-01-2026
00-1 EENS
declina il suo sguardo cocente
nel suo dorato seno,
e le verdi foglie tremule,
al lieve sibilo, sussurrano
il loro addio ai nembi che ovattano,
l’estate dai fiori si dissolve
in un respiro di seta grigia,
che, come un che svanisce
al primo chiarore che risveglia,
porta via il suo bagaglio spensierato.
L’aria s’intesse di gocce di ricordi
e promesse in gomitoli da sfilare.
Ogni zefiro porta con sé
il suo aroma lontano tra sospiri
di quei giorni colmi di luce
e risa accese tra colori mai sbiaditi,
mentre il mare, placido tra scogli,
culla memorie ospiti nel cuore.
L’orizzonte arrossisce ancora
in sfumature d’ambra,
dove il giorno cede il passo
ai pennelli della fresca notte,
e i cieli dolcemente si adornano
di stelle tremolanti nell’infinito,
custodi dei segreti d’estate che parte.
Nei giardini ormai quieti,
al canto malinconico dei grilli,
il saggio araldo dell’autunno
carezza i capelli nel suo cammino,
raccontando delle leggere piogge.
È un ritmo eterno di stagioni
nel cerchio del tempo che soffia
rincorse di effimero splendore,
che trasforma e poi svanisce
nel ventaglio dei cicli che svelano
gli occhi degli anni maturi,
alle iridi dei nostri animi sempre verdi.
l’esatto mio sentir la vita e il senso.
Non cerco cieli d’alta poesia,
speciali effetti per aver consensi,
o d’ode un canto da pensare eterno.
Questa scrittura è solo liso specchio.
Soltanto, vado a caccia di parole,
le più giuste per scriver d’un enigma.
Se non ci fosse morte a sconquassare
persino i sogni che eludono arcano,
direi che - sì - la vita avrebbe un senso.
Ma come dirlo in verso che mi appaghi?
*
Roma, 14/01/2026
Dedicata a Piero Colonna Romano con il quale spesso si parlava di questo tema e con il quale spesso avrei voluto continuare a parlarne. Ciao Amico caro…







