Controcanto paradossale all’ultimo testo di ioffa (“Spezzatino”) che ha voluto estremizzare un certo “stile” compositivo, con ineguagliabile effetto satirico. Qui, indossando i miei “abiti abituali”, interpreto un poeta consapevolmente farlocco.
Likko, rilikko e biascìcco
lo spezzatin nel mio becco,
meglio di pesce un caciucco,
ma analfabeta all’attacco
sempre fo verso farlocco.
Di puntaccapo son ricco
ma rima far non ci azzecco
ch’esser mi par mamelucco
oppur poeta bislacco
ché se verseggio mi sbrocco.
In assonanza m'impicco,
ritmo qualsiasi lo stecco,
se no ci resto di stucco
come se fosse uno smacco
aver osato bel tocco.
Dirmi poeta è dir micco,
com’oro dir princisbecco
per alemanno dir crucco
di grand’hotel dir bivacco,
ché d’idiozie mi balocco.
Likko, rilikko e biascìcco
lo spezzatin nel mio becco,
meglio di pesce un caciucco,
ma analfabeta all’attacco
sempre fo verso farlocco.
Di puntaccapo son ricco
ma rima far non ci azzecco
ch’esser mi par mamelucco
oppur poeta bislacco
ché se verseggio mi sbrocco.
In assonanza m'impicco,
ritmo qualsiasi lo stecco,
se no ci resto di stucco
come se fosse uno smacco
aver osato bel tocco.
Dirmi poeta è dir micco,
com’oro dir princisbecco
per alemanno dir crucco
di grand’hotel dir bivacco,
ché d’idiozie mi balocco.

Commenti
in queste strofe troviamo
e quasi fossi ora un mimo
voglia di fare non domo
e nuovo rischio m'assumo:
mentre il caffè ci gustiamo
(decaffeinato e blasfemo
per non far mal sotto il timo¹)
senza allungar troppo il tomo²
«Sisifo è un Grande» riassumo!
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¹: una ghiandola (o ciò che ne resta man mano che si cresce) nel petto, che sta sopra/davanti al cuore; nel mio caso la caffeina non va tanto d'accordo con ciò che mi resta del cuore;
²: tomo, cioè un intero volume di un libro, è qui una metonimia per questo commento in due strofette semplicemente per presercare la consonanza tra i vari versi
il rimatore più noto,
da vita un po' malmenato,
dolor più che amor avuto,
sempre garbato e discreto.
Mentore spesso zittito
al bel comporre devoto
ch’hai Poesia tutelato,
or ti ringrazio e saluto
sempre tra il serio e ’l faceto.
ho superato da tempo il quintale
e col mio ventre rotondo e lardoso
vo rotolando verso l'ospedale
dove ogni medico dice dubbioso
«Guarda che a te mangiar troppo fa male!»…
ed una lacrima solca il mio viso…
ma poi il gelato riporta il sorriso!
sempre al suo desco devoto,
ma talor basta un gelato
perché ancor più sia pasciuto,
ben satollo in cuore lieto.
grazie e scusami se non so usare le faccine.