Limerick, rime in schema AAbbA con A endecasillabi canonici a minore di settima e b settenari giambici.
Quella distanza il silenzio sancisce
giorno per giorno al mio cuor ribadisce
ch’è solo mia follia,
tu non sarai mai mia…
dolore intenso che nulla lenisce.
19/01/2026
Non abbiamo spazio
per ricominciare:
il risveglio è solo l’affaccio
su una vita monca,
l’azzardo che ci toccò in sorte.
Il contatto è reciso
in una frase di cui non ricordiamo
più le parole.
Impiccati al destino,
i giorni oscillano
fra morsi di raffiche.
EE - 04
il mio nome sarà su un manifesto,
e non sarà per le comunal elezioni,
ma perchè sarò supin a suscitar emozioni.
Poche persone dalla mia dipartita saran scosse,
il mondo andrà avanti come se nulla fosse,
dopo esser stato in chiesa senza udir lettura,
sarò il protagonista della mia sepoltura.
Arriverà poi di nuovo la sera,
solo rimarrò nella mia bara,
dopo tante fatiche e affanni quotidiani,
eccomi lì con un rosario tra le mani.
Ah! che brutto sarà esser lì senza zelo,
ricomposto immobile al caldo e al gelo,
allor prima di morir farò una cosa bella,
metterò l'aria condizionata nella mia cappella.
Quartine di settenari a rime alternate abab cdcd eccetera.
Non sento la tua voce…
forse troppo distante
e resto come in croce
deluso e tribolante.
Non so se stai parlando
ma sei troppo lontana
oppur mi stai ignorando…
la mente si dipana
ed ora lo capisco:
tu sei d’altro pianeta!
Rifletto ed arrossisco
per mia pretesa inquieta.
Come potei sperare
che Tu, aliena Diva
potessi calcolare
l’omuncolo che ambiva
a naufragar negli occhi
più belli di smeraldi…
io che son tutto accrocchi
di pezzi presi in saldi?
Ma in fondo neppur io
sarei di questo mondo…
non so quale sia il mio
ma credo non sia tondo.
Disperso son nel nulla
di questo oscuro spazio
né ritrovar la culla
potrà lenir lo strazio
di me che come trottola
non trovo direzione
e mi racconto frottola
sulla tua sparizione.
Ti sogno e non ti sento
ma ancora non m’arrendo,
persevero scontento:
d’amore sto morendo.
Ripeto: “non esiste,
l’ho solo immaginata”,
fortuna almen m’assiste
che mai l’abbia baciata.
Del resto anche la mia
è una dubbia esistenza,
sarò spazzato via
prendendone coscienza.
L’entropia va crescendo,
mi perdo e tu mi perdi…
eppure sto vedendo
due splendidi occhi verdi.
19/01/2026
dopo il NO del Canadà,
vuol per sé la Groënlandia.
S’è o si fa non lo si sa,
folle nel global villaggio
che con Putin e Jinpin,
ch’han più nobile lignaggio,
vuol spartir ogni confin,
ché di lor non ha paura
perché autocrati pur loro.
Quel ch’ei teme è la cultura
di democrazïe in coro
che paventa dell’Europa,
che gli par qual bella donna
che non vuol dargli la topa
e le strappa allor la gonna.
Gli va ben russa Ucraìna
d’ogni accordo ricompensa,
che Taiwan vada alla Cina
un po’ men, poi ci ripensa.
Così il biondo pistolero
cui sol manca la stelletta,
"sheriff" è del mondo intero,
grand’uccello e mente stretta.
Col cul stretto e il fallo duro,
per portargli via il petrolio
ha rapito Nick Maduro,
così aumenta il monopolio,
tutto in nome della pace.
Sa che c’è tal Nobel premio,
meritarlo si compiace
e lo vuol pur quand’è astemio.
Così il Board of Peace ha fatto,
ovviamente a pagamento,
così appresso al mentecatto
ci si siede a piacimento.
Son tant’altre le avventure
che vedrem sul nostro schermo,
Sono tante le sciagure
che a predir non mi soffermo.
Polveri di diamante nell’aria
leggere nel gelido vento,
cristalli di ghiaccio sull’acqua,
sboccia la brina nella bruma
sulle finestre in fine filigrana
sui rami e sulle foglie lievi ricami,
dendriti stellari su declivi delicati
tra fili d’erba tracce di stalagmiti
germina il ghiaccio intrecci eleganti
sulla riva di un rivo merletti candidi,
al canto di un merlo il sole risorge
il fiore svanisce in un raggio dorato.
Ci balliamo come folla di vandali
Ci lasciamo scivolare
in bicchieri bui
Ci beviamo soldi e problemi
I problemi sono gli altri
Altri sono i problemi
Pensiamo che tutto abbia un senso
Ci storciamo mentre tutto va storto
Rimango in casa
Rifletto
Sempre alla ricerca
Oggi non mi sento di scontrarmi con l' umanità
Non rifaccio il letto
Poi ci torno
Che cosa ci attende oltre la soglia?
Confusi gli sguardi,
mute le parole
s’incastrano nell’intercapedine
tra noi due.
Neanche uno spiraglio
in questa notte funesta.
Se solo ti fosse offerto
l’appiglio di una risposta,
ma storta la logica
scardina ogni colpa.
Con usura si paga l’errore
degli altri,
il tuo non ha prezzo.
EE-NS22 -5
Quartine di settenari a rime alterne.
Il sole semibreve¹
nel rosso pentagramma
ch’è disegnato lieve
da nubi, mentre infiamma,
calato è in toni gravi
riempiendo adesso il Fa²
se immaginiam per chiavi,
com’ordinarietà,
del sole proprio il Sol²…
Pass’ora dietro al Mi³,
dormire certo vuol,
per questo spegne il dì.
Sembrava or ora un Re⁴
ma già a metà la fronte
celata resta, ohimè,
dietro un buio orizzonte.
Alzare debbo il passo
prima che il buio vinca…
le case son giù in basso
e il cielo è già pervinca⁵.
¹: sul pentagramma le note semibrevi son dischi tondi, senza aste;
²: la chiave di Sol (o di violino) è la più usata normalmente per valorizzare le note del pentagramma; con lei, lo spazio più in basso, tra la prima e la seconda riga, rappresenta il Fa;
³: cielo che mi è apparso con nuvole stratiformi, da cui la suggestione del pentagramma; il sole sta passando dietro la nuvola più bassa e nel pentagramma in chiave di violino la nota proprio sulla riga più in basso è il Mi;
⁴: la nota appesa proprio sotto al pentagramma, attaccata alla riga più bassa, è il Re;
⁵: già: sole già tramontato e non ero ancora rientrato al paesello; fortuna che in queste campagne non ci sono lupi / orsi / cinghiali / eccetera, però c’è il rischio di inciampare nei rovi, quindi meglio rientrare in fretta.
16/01/2026
Non ho risposte, ho soltanto indizi
e sono qui a caccia delle prove.
Ho chiesto in giro più di mille volte
aggiornamenti del quesito antico
sul tema ancora in pieno svolgimento
del gran segreto della felicità.
Un bel bambino vestito da Pierrot
mi ha risposto di non voler saperlo
e mi ha invitato a una grande festa
ma solo se in costume di Arlecchino.
Un giovanotto di vent’anni appena
non ha voluto che lo disturbassi
perché stava guardando la sua alba
di qua dalla scogliera preferita.
Ad una madre indaffarata molto
a far carezze ad uno dei suoi figli,
la mia domanda non interessò.
Voleva proprio non essere interrotta.
Parlai a lungo con un mendicante
che volle unirsi a me nella ricerca
ma presto abbandonò l’intento
per ascoltar la vita d’ogni giorno.
Ad una donna che combatte il cancro
mi accostai con molta più prudenza
e gran lezione da lei imparai
quando mi disse senza alzar la voce
che nel vocabolario suo di sempre
“felicità” non era depennata
e quel segreto che mi incuriosisce
si può svelare forse almeno in parte
se il viaggio per giungere alla meta
non si interrompe ad ogni nuovo intralcio.
- Ed io viaggio, ancora! - concluse.
Avrei voluto non scriverti,
ma arrivare da te,
bussare alla tua porta
e perdermi nei tuoi occhi
Portarti via senza domande,
magari verso il mare,
dove l’orizzonte confonde i pensieri
e il tramonto illumina il tuo volto.
Avrei voluto non scriverlo,
ma guardarti
e dirti soltanto
quanto sei
importante per me.
Questa è un’àrtica freddura
forse ancora prematura,
dacché appéte Groenlandia
Scrooge MacTrump della Culandia.
Per sollazzo aver (sintetico!)
fate pur autosolletico.
Un salto evolutivo del linguaggio
pare determinarsi in questi giorni
indotto da mediatico messaggio
nel Paese del “sì” e suoi dintorni.
Guardando d’assicurazion registri
ho visto, dei due ultimi trimestri,
che il termine han cambiato di “sinistri”:
I danni da incidente or sono i “destri”.







