scalpitare senza tregua sul tuo petto,
in accelerante ritmo per annunciare l’inizio
d’un balletto di spiriti danzanti.
Musica nuova per te…
estasiato il tuo fiato intrappolato,
emozione dopo emozione,
da quelle note mai sentite fino ad allora.
Incredulo stretto a me, occhi chiusi
per non metter fine a ciò che credevi fosse un sogno,
ti sei lasciato travolgere da sinfonia arricchita
da solenni e sublimi cadenze.
Respiri cullati da armoniosi dondolii
sospinti da motivetti ondulati
d’una polifonica poesia cantata
da due bocche amanti.
In un vortice di sguardi e sospiri
intreccio d’anime rapite, non più spettatrici
ma ballerine in un valzer di cuori fluttuanti
a raccoglier applausi di intensi fervori.
è un uomo che in mano sembra avere una balestra,
lo guardo meglio ed è un altro attrezzo,
di cui l'operato poco apprezzo.
Il rumore è assai assordante,
imprecazioni ne faccio tante,
avrei bisogno di concentrazione,
ma l'uomo dalla verde tuta non vorrà sentir ragione.
E' qui sotto per lavorare,
anche lui a casa il pane dovrà portare,
allora mi prendo una pausa e lo guardo,
fisso sul terreno lui tiene il suo sguardo.
Va avanti spedito nella sua missione,
erba e fiori in attesa della loro esecuzione,
ecco che intravedo una timida margherita,
sotto un albero quasi assopita.
Il tagliaerba passa prepotente,
della margherita non ne rimane più niente,
torno dentro un po' rattristato,
per quel fiore ed il suo infausto fato.
quelle sensazioni
accoglierle devi
neppure se volessi
buttarle via
se ne andrebbero
non si allontanerebbero
da te, ti darebbero il tormento
ogni volta che lo faresti
esistono pensieri
che sulle note di viaggi inviano
impulsi al cuore e le dicono.
Li assorbe, ascoltandoli.
Sa che se li accoglie libera si sentirà
pur soffrendo, senza però incontrare
pericoli nuovi al sorgere
di un'altra mattina coperta di neve
freddissima con le sue sensazioni
che svolazzano nell'aria
inquieta osservando movimenti
è la chiave di tutto, manda segnali
e quelli sono. La porteranno
nei posti giusti, seguendoli
troverà la verità, che conferma
le darà, accarezzandola
delicatamente
tra sbarre dorate
protetta da una vita
di stenti e difficoltà
penso a ciò
che mi è stato negato…
Occhi che si parlano
accarezzando anime
che si legano
con baci penetranti
abbracci voluttuosi.
Pensieri che corrono
fino a te
ora
irraggiungibile
inafferrabile.
Sospiri che sussurrano
un ricordo irrefrenabile
d’amore vissuto
rubando attimi
ad un tempo tiranno
ad uno spazio crudele.
Ma libera…
Libera
di ridare
voce ai miei occhi
dimora ai miei pensieri
fine al tempo e allo spazio.
Sì, libera…
Libera
di ridare
carezze alle nostre anime
infinità ai nostri baci
ai nostri abbracci
in una vita
senza più sbarre.
“In natura il primo verde è dorato, e subito svanisce. Il primo germoglio è un fiore che dura solo un’ora. Poi a foglia segue foglia.
Come l’Eden affondò nel dolore, così oggi affonda l’Aurora. Niente che sia d’oro dura.”
(Robert Frost)
Sei fugace, amore,
come un batter d’occhio,
come la linea del crepuscolo
e come il mare in profondità.
Sei come le bolle di sapone,
come centouno conchiglie,
come mille ali di insetti.
Sei semitrasparente,
sei l’arcobaleno,
sei magica
come
la levata
della canicola.
Inizialmente ti tingi
di un colore lilla-lavanda
poi viri in pesca-arancione
e alla fine proietti su di noi
i tuoi celesti stati mentali,
il primissimo chiarore
mattinale. L’aurora.
Sei dorata, amore,
e talvolta rosea
o purpurea
e a volte
anche ramata.
Da meandri più oscuri
ti osservo mentre ti avviti
in tonalità incapaci di resistere,
in transiti terreni e slanci mistici.
Finché durerà la tua interferenza,
queste mie piccole percezioni
ti resteranno abbracciate,
come un punto nave
al suo orizzonte.
“Essere poeta è una condizione, non una professione.”
(Robert Frost)
Stesi le mani agli occhi
stropicciando le palpebre
e guardai fuori
accarezzando
il mattino che si apprestava ad entrare dalla mia finestra
tra i colli
punti gialli apparivano ingombranti e vistosi poi
movimenti circolari tra i sentieri confondevano, apparivano , sparivano
con quel fare affaticato.
Che meraviglia pensai !
Da un lato l’enorme distesa azzurra del mare a dispetto della quiete dei monti
con nuvole soffici sopra ad uno sfarfallio di luci
dall’altro macchie di fiori, alberi dritti e rigogliosi di foglie e suoni di voli minuti.
Un senso di serenità in assenza di desideri ,
tutto è un fiato mentre Aprile s’ adorna e il giorno prende forma.
scruto il firmamento
in cerca di una nuova alba,
un nuovo giorno,
ma vedo solo la notte,
il buio che alberga in me.
D’un tratto
una Luce abbagliante
squarcia l’oscurità
e irradia l’anima mia.
Rocce di dolore cadono
in mille frantumi,
dalle tenebre più profonde
riprendo a vivere
come Araba Fenice
pronta a volare
verso la conquista
di quel tanto
agognato cielo.
Con ali infuocate
di fremente passione
sorvolo mari e monti,
giungendo all’Amata Meta.
Giacendo su foglie
della mia bramante Quercia
con inaspettato ardore,
mi lascio possedere
da istinti roventi
dando libertà
a piacere ardenti.
Seguimi,
sdraiati qui accanto a me
sulla sabbia, adagio.
Ascoltiamo in silenzio
il rumore delle onde del mare
aspettando la marea
che mentre sale
inghiotte le nostre anime
divenendo schizzi d'acqua salata
che si fondono al contatto
riversandosi in un solo corpo.
Giocosa, la schiuma di passione
scorre nelle nostre vene,
trasgredendo ogni principio morale.
L’appetito sale sempre più,
esplodendo
in uno Tsunami d'amore travolgente
che ci spinge su un’isola sperduta,
persi, l'uno dentro l'altra
stremati dalla forza
di tale trasporto d'emozioni.
Scorgo fugace
sereno bagliore del tramonto
nei tuoi splendidi occhi.
bellissimi vorrebbe vestirsi
raggiungendo
l'anima seppellita
cerca una pace
interiore divina
la racconterebbe
come una regina
radiosa che con ali
di farfalle delicata vola
e sotto un manto erboso
lodare la vita
fingere che tutto va bene
e nessuno sta male
Tu sei qua, mi guardi
io scrivo, volendoti ritrovare
mentre sogno la semplicità
vestita, ricordando
quando ridevi








