La schiuma del dolore
a riempire rughe
di rabbia in occhi lucidi.
Inghiotti veleno
accusando colpi ruvidi
che strappano la pelle
a un'anima sempre più
resa muta nel tempo.
Intesti le righe del tuo vivere
di pensieri vissuti dal tempo
stracciando la gioia d'essere.
Implodi, mettendoti in ginocchio
solo per comodità, senza cadere.
Volgi gli occhi al cielo
ritrovando quel sole che
aspetta solo il tuo sguardo e...
Cadono, spicchi di cielo gelido,
in questa notte d'inchiostro liquido
squarciano i veli, ferendo gli angoli
di questa vita che è fatta a spigoli.
Un cielo sbieco
come il rovescio di una medaglia,
che se la lanci ti lascia segni
di un lato livido, di sangue
madido.
Trasuda il cielo dei miei pensieri,
non c'è risposta ma un vuoto cosmico
mi avvolge brivido senza più lacrime.
Un cielo nero di nubi aride
aspetto stelle e tornare a vivere
e un cielo nuovo,
privo di spigoli.
corpi coperti solo da sensuali labbra…
armoniche note in sottofondo,
il tocco delle mie mani
a sfiorar la calda tua pelle…
mi abbandono a te su ardenti petali.
Vibra il corpo tuo voglioso di me
i tuoi sensi sommersi da labbra sapienti…
gemiti…eco di dolce passione;
le nostre membra unite nel volersi
le tue labbra rosse come petali di rosa
mi rivestono di umido desiderio.
Corolla dischiusa a raccoglier baci roventi,
colline i miei seni turgidi travolti da torrenti di ardore,
con delicatezza accarezzo ogni tua parte con vellutate labbra.
In sottofondo la musica continua nel suo accompagnare
i nostri corpi che danzano un tango di passione…
e ancora a cantar sussurri, gemiti, sussulti
inarcando alone di piacere.
I nostri sensi ubbidiscono al richiamo dell’ebbrezza…
fior di poesia in un sussurro, in uno sguardo, in un sorriso…
baci posati sui nostri corpi fioriti d’amore.
la racconti con emblema attenzione
modificandola ritagli di giornali
appendi fra stracci consumati
osservi movimenti incerti
ti guardano ma non come vorresti
tu, che calmo sei, un altro essere
diventato appoggiato a lacrime
infantili la pioggia ancora
ci sarà diversa però meno amara sarà
vivremo più tranquilli confondendo
le stelle nelle tiepide sere
d'estate dettate dal cuore
improvvisamente liberi ci sentiremo
nei bagliori futuri che canteranno
canzoni passate destinate ad esser
cestinate dimenticandole volendo
stanchi di ascoltarle al di fuori
dei giorni finiti che affiancano
treni a lunga percorrenza
Mi manca lo smalto del tempo migliore,
quel ridere a tutto, anche al dolore,
il punto e a capo che dia il riavvio
dell’essere sempre in mezzo alla vita.
I guadi, una volta, sembravano finti.
Li attraversavo guardando al futuro,
i muscoli pronti ad ogni mia istanza,
il cuore disposto a nuovissime prove.
Adesso succede che mi impantano,
che la reazione tarda a venire,
immerso tutto così come sono
nel limbo che vuole me prigioniero.
Eppure, c’è chi davvero mi ama!
“Credo che se guardassimo sempre il cielo, finiremmo per avere le ali.”
(Gustave Flaubert)
Le mot juste
et la bonne couleur:
una vista che sovviene la notte
come un treno che è sempre in orario
e che porta con sé tutti i mali del mondo.
Il vino di Bordeaux,
le calde impressioni
che ci lasciano i sogni,
il breve stordimento
di una poesia,
il conforto
di una
amica
che ti avvolge
in una vestaglia calda
e che poi ti morde il cuore.
Che ti distrugge per ricrearti
e per condurti al suo destino.
Appena diciotto miglia di libri
ci separano dall’ascesa,
dalla caduta nell’oblio,
dal bacio del pubblico,
dall’ago della bussola,
dallo zucchero filato
che si intreccia
in un nido
rosa.
Poi
una
strana
silenziosa pace
lascerà dietro di sé
la febbre dell’amore
e le lunghe ombre
degli alberi neri,
che sparivano
e ricomparivano
assieme ai demoni
dell’ebbrezza del dolore.
Sono stati baci lunghissimi,
un attimo di quiete nel vento
quando era tempo di andar via.
Da Astor Place a Union Square
da Saint-Jacques a Saint-Peres
ci sarà sempre un poeta
che partorirà
immagini
color perla,
piccoli segni
premonitori
che annunceranno
il levarsi di una nuova alba.
“La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume il colore delle foglie sulle quali si posa... si diventa ciò che si contempla.”
(Gustave Flaubert)
nei suoi più
profondi sogni,
sentì
un alito di vento
accarezzarle
la candida pelle.
Brividi
lungo la schiena
come fulmini
che squarciano
il cielo
le accesero
sensi vogliosi.
Celavano
in un cuore pulsante
di un’anima ansimante.
Bramosa
di esser colta,
sospinse
lentamente la mano
tra le tremolanti cosce.
Si immerse
nel suo lago
con bollente desiderio;
ore e ore
di intenso piacere.
Invocò,
tra sussulti roventi,
il nome
della sua ardente Passione
concedendole
tutta la sua sublime essenza.
Distinta la tua classe,
con un gesto delicato porti
una bottiglia di vino buono:
Inzolia, a riempire i calici.
Una rosa rossa in un piccolo
vaso di vetro soffiato,
un vassoio adagiato sul tavolino
con petali di Potpourri
dall’intensa fragranza di Sandalo,
accanto al divano in pelle.
Il tappeto grande persiano,
con tanti cuscini
davanti al camino
in stile ottocento.
Sarà una magica serata.
Assapori intenso gusto
dal mio e io dal tuo.
Occhi negli occhi,
comincia un'irresistibile
danza d'amore.
Con eleganza
di leggera carezza
sciogli il filo che lega
il mio abito di seta al collo,
scivola sul tappeto.
I corpi si attraggono
e si avvicinano al calore
della fiamma che arde,
ho voglia del tuo respiro
racchiuso nelle languide
provocanti labbra.
Nutrimi della tua essenza
mio violento agguato al cuore.
Se ad immaginar immaginassi, che lassù nel cielo
nascesse un vagabondo turbine d'amore,
lassù vorrei andare ad immaginar l'immaginabile,
tra il pensier concreto e la fantasia.
Andrei ad immaginar quel pianeta,
irraggiungibile e distante,
ove l'amore espande la sua mano,
amor esteso fra astri di varie dimensioni.
Amor di nascenti astri,
amor di stelle ed anime effervescenti.
Se ad immagine concreta esisterebbe quel pianeta,
d'amor intriso e vezzeggiato,
ed ognuno avrebbe un angolo di bene,
lo potremmo chiamare:
“Il Pianeta dell'amore!”
Non puoi andar via
portandoti il cuore mio
lasciandomi
in balia del vuoto,
per poi lavare
come fosse sporco
sotto gelida
acqua di sorgente,
l'intenso ricordo
del nostro amore.
No! Non lo permetterò!
L’orgoglio mio
di donna ferita,
son certa,
come araba Fenice
riemergerò,
lenendo il dolore
provocato al cuore
e con gusto
brinderò alla vita.










