di noi
intreccio
di due corpi
in una sola anima.
Mani che si afferrano
bocche che si cibano
delle nostre carni
nude al cospetto
della sola luce
dei nostri occhi.
Impeti, i nostri,
irrefrenabili,
insaziabili
del gustare
la fragranza
dei nostri gemiti
come brace viva
che stringiamo
anche se
bruciano le dita.
di fiumi in piena
che dolcemente sfociano
in un percorrere insieme.
Mi ritrovo immerso
in un caldo infinito
di sublimi sensazioni,
accarezzo dolcemente
la tua chioma.
Voglie che alimenterò
con ogni parte di me,
mentre labbra avide, le mie
s’impossessano del tuo lobo
per poi scivolare lente sul collo…
nutrimi del tuo respiro.
Le vibrazioni della tua pelle
non mi danno pace…
la mia lingua sulla tua schiena
gusta la tua intensa fragranza.
Il pollice ora, sfiora le tue dolci,
calde labbra.
La tua passione sconvolge
il mio essere uomo
smarrito dinanzi al tuo
immenso essere donna.
Scoccano minuti
tra lancette di orologi
che fluttuano
in giorni nutriti di noi.
narrano del mio disordine
e la fatica che sento
nel parlarti, guardarti,
chiederti se per caso
anche a te capita
di sentirti sola tra la folla.
Quei fogli sparsi
che parlan di sogni
di luna e di stelle,
non valgono nemmeno
un inganno mascherato
dal tuo accenno di sorriso,
che mi guardi ammirata
come se fossi il re del mondo
dove in tutto questo schifo
che ben noto intorno,
sei la sola che doma
la mia paura di perdermi
trasportato via dalla corrente.
che affonda nel cosmo
Si impressiona
quando si vede spiata
nei gesti
nelle rabbie rimosse
le dimentica, forse
ma non il cuore
lui proprio no
non riesce a dimenticare
nuvole sparse
condite col sale
ed una foglia di alloro
da sapore ad un verde
speranza, un antidoto
per rafforzare la mente
Di occhi per ricordare
non ha, potendosi vantare
dei suoi risultati raggiunti
pur se finti, mascherando
muscoli facciali, che si dipingono
di rosa ed un azzurro turchese
come gli illusionisti
pure al di fuori della finzione
osservo dalla mia luce aliena
Come vento che spoglia gli alberi delle sue foglie
così tu hai spogliato me della mia anima…
mi hai privata non della pelle…
ma della mia anima
mettendomi a nudo.
Attraversando i miei più profondi strati
hai accarezzato la mia sensibilità
assaporando la mia disarmante dolcezza.
Ti sei preso cura delle mie fragilità,
ti sei nutrito della mia mente
facendo pulsare il mio cuore.
Ti sei immerso nei miei occhi
scoprendo il mio spirito,
hai esplorato la mia natura
giungendo alla mia indole…
la mia vera totale essenzialità.
E ora, mio esperto esploratore,
nulla più di me è per te ignoto
nulla più la mia anima ti cela.
ci sono io seduto su una vetusta moto,
uno strano paio di occhiali da sole,
da non far vedere assolutamente alla prole.
Un inconsueto indumento in pelle,
al ricordo del profumo volo tra le stelle,
dalla sua tasca si intravede un accendino,
già fumavo allora come un cretino.
Un paio di jeans molto attillati,
negli anni saranno stati di sicuro buttati,
sopra i folti capelli un bel basco,
per me era un'eresia portare il casco.
Sotto la sella il mio indimenticato carburatore,
per lui mille imprecazione e in officina tante ore.
Il giorno che quella moto mi fu regalata,
la notte in garage ebbi passata.
Ora non vivo più in quella abitazione,
negli anni il mio domicilio ha avuto più di una variazione,
ma quella moto è ancora lì sotto una coperta,
ora nel guidarla la mia mano non sarebbe più esperta.
Qualche volta le passo vicino e non penso più al carburatore,
ma alla ferma voce di quel premuroso genitore,
che mi invitava a stare sempre attento,
occhio alla strada senza superare i cento.
Ogni tanto quelle voci riecheggiano ancora come per magia,
e io cerco di registrarle in una semplice poesia.
Anima d'esile corpo,
gridi in silenzio
cadi,
perdi la luce,
sprofondi in un abisso
senza ritorno.
Ti sdrai,
si ferma la mente,
vi è quasi puzzo di stantio
tutto sta per finire.
Fatiche di un essere
sensibile
che non riesce
più ad affrontar la vita.
Boato improvviso,
risveglia e
allarga i limiti della mente,
limpido il futuro ora diventa,
la fiamma, luce del corpo divampa
incamminandosi verso l'alba.
L'amore nasce
da occhi maliziosi
che ti fanno battere
diversamente il cuore.
Da sorrisi che ti esplorano
e ti rapiscono.
Da baci sensuali
che ti sfiorano le labbra
e ti conquistano.
Nasce da momenti
che vanno via
e presto ritornano.
L'amore nasce
per farti sognare
e renderti felice.
L'amore è tutto.
Amore.
E mi ritrovo a scrivere canzoni
di quelle che la notte ci stai male
canzoni che non valgono una lira
e che vorresti subito strappare.
Ricordi, correvamo a perdifiato
incontro a quella stella della sera
che da lassù guardava e sorrideva
di noi che si provava a far l’amore.
La moto che rombava verso il mare
le tasche senza soldi né pensieri
un fiore tra i capelli ti bastava
per sentirti regina quella notte.
Percorrevamo strade ed ideali
su sogni rettilinei senza fine
eternamente giovani e affamati
si beveva la vita a piene mani.
Adesso c’è la strada del ritorno
da percorrere con l‘anima ferita
non sono più chi fui non so chi sono
e mi perdo dentro queste mie canzoni.
Il ricordo di te
ancor vivo
nella mente mia.
Le tue mani
a spalancar
dell’intimo mio
il cancello.
M’incendia il tuo possedermi…
mi sciolgo
come neve si scioglie al sole.
Disdegno il parlar della ragione
mi lascio bruciare dagli inferi
della tua passione silente.
Esaudisco ogni tuo desiderio
oltrepasso fin oltre
i nostri bassi istinti
superando la carne
travolti da un infernale vortice
che non ci lascia scampo.
Baciami, baciami, baciami
piano al ritmo costante
di un uragano, e le luci
si perdono negli occhi umidi
del canto di mille e mille
arcobaleni, siamo, restiamo
uniti nella simbiosi di sinapsi
asincrone, aromi, confusi
crogioli endotermici e baci,
piano, piano baciami.
ci cerchiamo, ci ritroviamo
ci raccontiamo, ci viviamo
occhi negli occhi
lontano da tutto
all'oscuro di tutti.
Ci respiriamo,
nascosti dalle ombre
che circolano
nelle nostre vite.
Sospiri di cuori
che ancora s'amano,
sussurri di anime
che ancora si sfiorano,
tocchi d'amore di mani
che ancora s'intrecciano.
Fatal destino il nostro
che ci tiene distanti
ma uniti in sguardi
che spogliano i nostri animi.
Lui, lei ancora
per ora nel nostro presente
ma già ombre che pian piano
cancelliamo, svaniscono,
come fantasmi scompaiono
dalle nostre vite
la mia, la tua, che diventeranno
ben presto una, la nostra...
Nè più lui, nè più lei tra noi
e ricominceremo a respirarci
continueremo a sospirarci
in lunghi attimi di felice vita
non più nell'ombra,
ma in piena luce.











