cresce come onda voluttuosa portandomi
sulla riva come canto di sirena all’incantato Ulisse.
Nell’aria attorno a noi c’è qualcosa,
ma non so dirti cos’è…
se pura magia o poetica fantasia.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono pagina bianca,
muta, senza alcuna parola;
sono albero senza foglie né frutti
barca senza timone in balìa della tempesta.
Non ho parole per raccontarti quest’amore mio per te;
è brivido che percorre l’anima quando t’avvicini
ma che riduce il cuore in briciole quando t’allontani.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono terra fredda e arida;
polvere che priva di volontà è dispersa dal vento,
cielo senza stelle con luna piangente
sole derubato del suo arcobaleno.
Non ho parole per descriverti l’amore mio per te;
passione silente che riscalda l’anima,
dolcezza disarmante di un cuore aliante.
Sei la vita mia! Sei tutta la mia vita!
Quando manchi tu sono mare senza sale,
sono un pianoforte senza i suoi tasti,
fiore senza il suo inebriante profumo,
alveare senza la sua regale ape.
Non ho parole per dirti quanto t’amo
ma vedi l’immensità del cielo,
osserva la vastità del mare
porgi il tuo guardo oltre l’orizzonte.
Sono queste le parole mie
dell’infinito amore mio per te…
fantastica purezza in magica poesia…
tu, la vita mia!
Se mai fossi un pianeta
sarei nascosto ai più,
nessuno cercherei
e da nessuno mi lascerei trovare.
Vivrei nella mia essenza
e dell'assenza stessa farei presenza,
nel battito incessante del mio cuore
In un respiro calmo,
di questo grembo cosmico.
Nel bagliore balenante
di un galattico infinito
vivrei
Il mio eterno tempo.
Si aggirano per strade divenute sepolcri
i loro passi sono come parole incise
su pallide lapidi di paura
ogni sillaba attutita dalla strada
è un sibilo simile ad un ultimo respiro
ci riconosciamo appena
dietro un mantello di costrizioni
che pochi hanno il coraggio di strappare
vorrei urlare, urlare, urlare
e nello stesso tempo abbracciarti
fino a che il tuo corpo si fonda
con il mio
l’urlo si spegne in un silenzio assordante
di inedia, i nostri corpi sono involucri
di anime immerse in anestetico.Che fai, nuvola sola?
Te ne stai lì in mezzo al blu
Come una triste bagnarola
Nelle acque di lassù
Come un' isola sul mare
Senza un arcipelago
E sei sempre impassibile al vento
Non sei stanca dell'eco del cielo?
Di questo sole che si muove così lento
In questo inverno pien di gelo
Degli alianti che ti passano accanto
E degli uccelli, che a vedere
Dalla mia finestra
Aperta ad areare
Sembrano così vicini
Ma anche così lontani
Troppo rapidi per fargli una foto
E ora, da che sembravi grande
Muori sopra queste lande
Gonfia e pronta ad espanderti
sembravi voler conquistare il cielo
Ma ora comincio a perderti
Ti dissolvi, pezzi di te se ne vanno
Perché in fondo sei solo aria
Vapore di acqua bianca
Pallida, languida e stanca
Una mortale materia
Sembri cotone o lana di pecora
Ma non sei così solida
Ecco, sei sottile sempre più
Tra poco te ne andrai
Nel ricordo del sempre
Dissolta in aria che io respirerò
Permea nei giorni che dimenticherò
Addio, nuvola. Mi mancherai
Hai mai provato
a pensare
cosa sarebbe il mondo
senza l’amore?
Secondo me, sarebbe
come un mare
senza onde,
come un albero
senza foglie,
come un fiore
senza petali,
come una farfalla
senza ali...
Non avrebbe
alcun senso la vita,
senza l’amore.
di recitare?
Hai un'età, non trovi?
Il tempo delle mele è finito
e da un bel pezzo come sai
togliti la maschera
e lascia quetare
sei strategico scarichi
colpe ad esseri innocui
facendole sue mentre
in realtà sono tue
malato sì, sordo anche
ma con il cervello
che però funziona ancora
aprofittando delle pecorelle
smarrite, qualcuna debole
alla quale fai credere
di essere una povera vittima
e soltanto tu
piangendo, per avere sempre
l'asso nella manica
attutendo, i colpi per te
PS: Chi vive vicino a malattie come il parkinson demenza vascolare è veramente un guaio soprattutto se poi non si possono evitare. Vorrei che molti potessero evitarle o quantomeno spesso
Abili dita le tue
come pennelli
per esaltare pittura
in ogni sfumatura.
Con il tuo sguardo
delinei valli di piacere
su notevole trama.
Tocco affamato
su siffatto quadro
a crear alluvione
d’impeto.
Ventagli di ciglia
sbattono sfacciati
per vibrazioni uniche
nell’ammirare tale scena
su tela d’amore.
Colei che ad un semplice sguardo fuggente del proprio figlio risponde con un bacio caldo nelle sue carezze più sentite, colei che vorrebbe stringere forte al suo petto trattenendo nelle sue braccia per sempre l'unico tesoro importante, e che per esso darebbe la propria vita ma a sua volta trova la forza nel dargli una spinta e dirgli "Vai!" solo per il suo bene. Colei che sbaglia ma per troppo amore, in lei la tenerezza delle sue effusioni da donare nella sua sensibilità, quel bacio della buonanotte nella quiete del silenzio che il sonno trasmette, colei che nelle notti insonne non conta le ore ma i respiri del proprio figlio, dolce mano che dona sicurezza incoraggiando nei passi della vita la forza dell'avventura in ogni circostanza, quel rifugio e conforto sicuro nelle lacrime delle delusioni che si incontrano inevitabilmente nel camino. Saggia educazione nello spirito introducendo e proiettando nel mondo il cuore che cura amorevolmente in quello che è la realtà, e mentre veglia incessantemente tenendosi da parte mentre tutto vede ma nel contempo tace, soffre ma sorride trovando il tempo per mille lavori per il benessere del proprio figlio non curandosi di chiedere in cambio un semplice "Grazie".
Con grande tenacia non molla mai la presa, anche quando sommersa da grandi sacrifici!
Auguri mamma, auguri per quello che rappresenti per l'amore che sai mantenere e dare senza sosta, senza riserve!
Auguri per te mamma, che non ti risparmi mai, auguri speciali a te nel giorno della tua festa, tu che conosci fino in fondo nel profondo del tuo cuore l'emozione di cosa vuol dire davvero essere e sentirsi chiamare mamma.
Auguri a te che non fai mai pesare l'importanza che rappresenti in famiglia e nel mondo, ma che vuoi essere fin in fondo da quando hai deciso di esserlo, per scelta e per amore!
conosce bene la matematica,
ha un fare molto suadente,
gli piace pavoneggiarsi tra la gente.
Fa l'appello con molta pazienza,
di quest'ultima non rimane mai senza,
accetta insulti e illazioni,
è anche abituato alle provocazioni.
A tutto ha una soluzione,
tanto sa che paga Pantalone,
propone spesso lavori straordinari,
generando l'ira dei più avari.
Rassicura dicendo che tutto si può negoziare,
e uno sconto a tutti promette di strappare,
ma non gli chiedere di toccare proprio quella,
perchè mai ridurrà la sua parcella.
dimorano pensieri lussuriosi
indugiano desideri eccitanti.
Il tuo guardo catturato
da rotondità armoniose
palesate da velata femminilità.
Avverto i tuoi occhi infuocati
ammaliati da tale folgore
smaniano d’ardore.
Compiacenti nel bramoso desio
schiudo allora il fior mio
al tuo guardo d’amor.
La mia donna, Notte, è fuggita di nuovo
Silente come un bimbo spaventato dal buio
Che fa tana nel suo letto tormentato dai sogni
Gli stessi che mi ha dato per cullare il mio sonno
Ma sono solo io, o sono solo al mio risveglio?
Sapete, è furba la mia donna
In un momento, sola, si arrampica nel cielo
E semina quel campo di nuvole con stelle
Ma poco dopo lei, senza che me ne sia accorto
Vola via nel vento, lasciando volteggiare il suo velo tutto nero
E lo lascia cadere, scoprendo il grande cielo
O, quanto è malvagia la mia donna
A volte, se mi volto lesto, la vedo andar via
Con grazia, lenta, trascina una veste tutta nebbia e cieli bui
Ed io lì a urlare "torna, torna!"
Ma lei avanza e sparisce la sua forma
E ora? Sono solo
Allora è solo un sogno
Notte, ancora sei scappata sulla sella, senza sosta
Perché sempre, Notte? Domani tornerai
Cercherai di sedurmi e ci riuscirai
E ancora su un cavallo e poi via, chissà dove
Fa freddo, sai, Notte?
Ma il tuo abbraccio non scalda
Quando piango penso sempre
A quanto tu sia scaltra
Ma poi, lì solo, sento qualcuno avvicinarsi
Un sole, molto timido
Che è rosso come fiamma e scalda come il fuoco
C'è una fanciulla, più bella di Notte, ma di poco
Quando esce dall'oriente e l'accoglie l'orizzonte
Ha paura, paura matta, la sua guancia si fa scarlatta
Lei è Alba, la mia sorella
Ogni giorno guida il cielo su una raggiante sella
Ma è sola, la mia Alba
Solo il sole, quando sale sa farle compagnia
Solo i corvi, quando sorge, vede nella campagna
Solo il sale delle lacrime sue la terra bagna
La mia compagna, la mia sorella
Che mai lascio sola
Che se pur breve, col suo splendere mi dona meraviglia
Che piange rugiada sui prati perché uomo non lo vede
Ma io ci sono, o sorella
Non piangere, mia meraviglia
Gli uccelli neri che ti volano attorno
E si posan sulle fronde ti rendono mora
Come moro è il mare quando Notte lo oscura
Come moro è il mirto delle valli di Sardegna
I rami delle querce quando abbagli la radura
Ondeggiano alla luce che il lume tuo disegna
O Alba, mia sorella, splendi ancora!
La terra è ansiosa ad aspettare la tua luce
E sii sempre più forte e ardente e audace!
Non hai nulla da temere, di cui aver paura
Perché io ti amo e ti ringrazio
Per come al giorno tu dai spazio
Per come brilli più d'ogni stella
Come sei bella, Alba, come sei bella!









