ecco un altro incidente stradale,
una manovra fatta male,
che è risultata ahimè fatale.
Sul quotidiano una fotografia,
e' un ragazzo che non so chi sia,
la sua auto accartocciata,
la sua vita e' purtroppo terminata.
Leggo che lascia moglie e figlia,
e nello sconforto la sua famiglia,
al vaglio dei sempreverdi inquirenti,
la sequenza dei tragici accadimenti.
Mentre scrivo affranto questa mia,
un parroco prepara la triste omelia,
intanto va avanti questa mattanza,
istantanee di sorridenti passeggeri a oltranza.
La felicità non è
che un attimo ,
un sobbalzo che ogni tanto passa.
Mi lascia cose
un punto di luce che
meraviglia
una carezza
che si abbandona
l’intesa con il mio cuore
che tutto ama .
E si aggroviglia nel
filo buono delle cose
in cerca di un giaciglio di pace
si attacca agli occhi
con la leggerezza della vita
con tutto ciò che passa e
non pesa.
Cosa vuoi che sia attenderci per tutta la giornata,
se al calar del sole
ci aspetta questo scambio di ospitalità,
momenti preziosi che vogliamo
conservare anche per il futuro!!
Non è così alto il prezzo dell’attesa,
nonostante sia difficile parlare con l’altro mondo,
sembra quasi, che ci si parli in lingua straniera,
eppure tutti, sono sempre compiacenti con noi,
andrà tutto bene ragazzi, non preoccupatevi,
non sarete mai soli: ci dicono le stelle
sedute un po’ più su da noi
in un cantuccio del cielo, hanno scritto:
“Angolo Riservato ai Ladri di Sogni!!”
Nel buio della notte,
O nella luce del giorno
Teniamo aperti gli occhi
Tenendo stretto al petto,
E alzando gli occhi al cielo,
Speranza amore e carità.
E che una luce diversa
Risplenda nel buio della notte,
E possa condurci,
Nel segno della Croce,
A pentimenti con atti d'amore!
del mostrare sprazzi di perché
era dimentica
e il cielo s’inclinava
come un tavolo senza gambe.»
Come polveri di rosse terre lasciavo andare i pensieri nel vento del pomeriggio cercando specchi nelle pozze d’acqua d’un trascorso temporale.
Le vie fangose, così ruvide nella loro ghiaia vecchia, parevano addormentate fra solitudini dimenticate e carri di legno che in ectoplasmi correvano senza essere trainati.
Il verde olivastro d’alberi morti non esisteva oramai più e, se le tonalità sfumate di gialli e bianchi
parevano ancora ornare i campi, qualche spelacchiato stelo d’erba s’arrampicava verso l’alto abbarbicandosi a tronchi centenari rimasti immobili nel loro finire.
I miei passi avevano suole rese pesanti da umori invernali e nell’incipiente senso di primavera si scuotevano senza riuscirci di fardelli non voluti.
Le gambe parevano curve e instabili e le mani erano scolpite da solchi di linfa antica.
Nello sguardo le ciglia s’appoggiavano al cristallino coprendo i trascorsi e donando aspetti canuti che esaltavano il contrasto interiore dell’anima.
Nei gesti ricamavo dipinti immaginari sugli orizzonti e distinguevo in modo confuso figure conosciute che volevano ancora sopravvivere al tramonto della strada.
Tremante nella mia balbuzie cognitiva saltavo di vita in vita e di tanto in tanto, nell’andare del passo, allungavo le mani cercando di catturare quei quadri d’impressionismo.
Ero forse anch’io una linea di sottile colore ad olio stesa su una tela appesa a disadorno muro,
fra anfratti di povere lasciati nel sonno del tempo.
Avrei potuto mai vedermi in quel quadro?
Un uomo solo nel rupestre divenire d’un tramonto…
Me ne andavo così, fra le mie anime, felice d’un giorno vissuto e mai passato perché quando la vita intinge il pennello nei colori mai svaniscono del tutto e io, seppur etereo, ero parte di quella ancestrale composizione.
«Parlami ancora dei marittimi declivi,
dell’onde fragili che amavano morire
senza aver mai vissuto,
dei viali fra margherite ed erbe
fluttuanti anch’esse ai venti bizzosi dell’Oriente.
Parlami e t’ascolterò
perché ancora qualche sprazzo di colore
attende d’esser steso»
C'è nel cielo
la meraviglia delle nuvole in fila
come pezzi di attimi
da mangiare
soffici di panna o punteggiate di maestrale
riccioli di una dama
distesa sul prato
preghiere fluide sulle case
sulle cose
sugli alberi
sulle strade
che un silenzio bisbigliano
e agli occhi parlano
il canto semplice di Dio .
Presumere
il sentir giusto
le parole dette verbo
ed il gusto
al dispensar melodiche asserzioni
per arrecar conforto...
quando,
umana è la grazia dell'errore,
consola il fatto, di avere la speranza
che almeno in parte ci crediamo...
essenza
che a nulla valgono le orecchie
senza padiglioni, a recepire
ed i sorrisi vestiti a festa per confondere
o inorridire
o ad essere il migliore
al cospetto della parte di facciata posta a recitare...
chi mai può dire d'esser nel giusto
arrogarsi vanti o intercessioni
sapendo in fondo di valere
quel poco che c'è dentro...
a te mio tremulo simile, rivolgo
il mio pensiero, una parola che ti possa
far felice almeno un poco, in questo
tenero risvolto ch'è la vita.
Doverti amare amando parte
Inconscia-mente osare l'arte
versando riga...
come da grano nasce spiga
il germogliar mi si addica
il suscitar l'incanto, che io prediliga
dovendo ordire cara amica
di parola e senso in più m'intriga
la risulta che già posano come ortica
le pungenti spore di paprica
giungeranno assai, è storia antica
tra mente e cuore e non si dica
ch'è tempo perso, senza far fatica
l'abbracciarti ed ornarti, purché non sia finita!
Poesia scritta il 05/06/2009 e riveduta ggi 15/01/2022
Volevo amarti per vedere
nel tuo cuore come si sta,
volevo amarti anche durante la passeggiata:
non si possono bloccare determinate azioni,
quando entra in gioco il cuore,
tu sei sempre pronta a far qualsiasi cosa
per farmi stare bene!!
Volevo amarti, poi mi è venuto il dubbio,
chissà se anche tu vuoi amarmi,
se stiamo insieme certamente
qualcosa ti sconvolge, quando siedi accanto,
il mio cuore sale, perché vorrebbe
lo custodissi nei tuoi sogni
il cuore si fa spazio nell’abitudine,
e spalanca le sue porte
davanti ad una incredibile creatura come te,
stupendamente speciale, tutta da amare!!
Di certi posti
conserverai il passato come
riflesso di tante vite
di altri
custodirai i ricordi
di altri
l’armonia delle strutture
un miscuglio di luci diurne e notturne
che si susseguono in ogni spigolo,
ad ogni angolo,
nella linea dei corrimano di legno ,
nei sentieri terrazzati ,
nelle strade lastricate di sole
perdute nel vento di una stagione e
vestite di una falce di luna che di traverso
imbratta ogni notte .
era latrato di belva.
Gelida la sua unghia
allo specchio v'è
l'urlo di Munch.
Non un sibilo dalla bocca
Forte ha urlato il vento
poi, la porta
luci sinistre si perdono
in un cielo che non esiste!
Distinguo appena un sole innocente
che si specchia nel nulla!
Affogo i miei pensieri in questo
tempestoso mare!
Aspetto quella luce…
un arcobaleno mi salva…
e rivedo me stesso!
Oggi piove a dirotto, e mi sento sensibilmente innamorato,
percepisco la tua voce,
distante chilometri dal mio cuore,
anche tu hai il solito sorriso,
hai i colori dei fiori che mi guardano e sorridono,
quando ho gli occhi lucidi,
sanno bene anche loro che sto pensando a te!!
Oltre te, soltanto i fiori mi riconoscono,
convinti che senza di te
non mi va di fare neanche una passeggiata
convinti che, se non ti vedo tutti i giorni,
non riesco a stare bene, ho troppo bisogno
della mia dose d’amore quotidiano
sei qualcosa di troppo importante,
averne soltanto le notizie, secondo i fiori non basta,
anche io ho tremendamente bisogno,
di riversare il mio affetto alla creatura interessata,
e prendere posizione nel tuo cuore!!
mentre ti accarezzo amorevolmente
con il mio bene che ti voglio!
Guardami come
non hai fatto mai
con nuovi occhi,
occhi di un altro tipo d'amore!
Sono per te,
quel lampo luminoso
e tuono imponente
squarcio nel buio pesto
che ti meraviglia
in un secondo
per poi svanire!
Sono per te
quella lacrima rugiada
sui petali del tuo cuore
che ti intenerisce l'essere
per poi lasciarti secco
una volta dissolta!
Sono per te,
quelle stagioni senza tempo nelle clessidre
che ti sospendono felice
nel cielo terso da nembi,
quando io cammino
a piedi scalzi
intessendo radici
per la via del mio vivere.
Sono per te,
quel rogo di fuoco
che ti brucia i sensi
quando mi pensi
ma non ti scalda perennemente
le tue membra!
Sono per te,
quella più bella stella
brillante tra le tante
che ti rapisce lo sguardo
ma non sempre ti guardo!
Sono per te,
quella incessante pioggia
di pure emozioni
che scivola percorrendoti
il corpo mentre ti lava l'anima donandoti estati,
quando il mio obbiettivo
è raggiungere un altro
inesplorato nuovo posto!
Sono per te,
quella alta marea
onde impetuose
colme di passione
che investe la tua voglia
di avermi tua,
ma non combacia con la mia!
Sono per te,
la tua sfida col destino
per vincermi come premio
fatto di oro e cristallo,
ma per te non sono in gioco!
Sono per te,
quel tuo rosaio
olezzo di voluttà
tinto di porpora in velluto come le lenzuola che vorresti disfare insieme a me,
mentre io vorrei
solo piegarle!
Sono per te,
quella spada di giustizia rendendoti forte nelle tue lotte con la vita,
mentre ne consegue solo
la mia sconfitta!
Sono per te,
quel tuo soave
Angelo di salvezza
quando in un orecchio
ti sussurro dolcezza,
mentre non apro
le mie ali per amore per te...
E ancora sono,
sono ancora tante altre cose per te, ma non per me!
Ti prego adesso
guardami,
guardami con altri occhi
con occhi nuovi
aperti al volto della verità,
la realtà che svela ancora
che nella vita vi sarà ancora
chi col suo miele
ti cospargerà
le labbra e il cuore,
chi col suo amore
sarà balsamo
per la tua bramosia d'amore!
Chi ancora arriverà
per starti accanto,
e non soltanto nei sogni!
Chi nelle sue splendide sembianze
meravigliosa creatura sarà tuo paradiso terrestre ...
Quello che non sono
e sarò mai,io.







