Il lento ondeggiare dei dubbi
al frizzante vento invernale
annulla caterve di frivolezze
al non avvezzo agli intrighi.
Sulla soglia il pensiero insorge
meditando quali strumenti usare
se un'esplicita ira schermisce
turbando un brioso silenzio.
Dalla valle in andamento calmo
un intricato declivio s'erge fortuito
e un'ondata di brioso turbamento
evidenzia un confortevole rifugio
ben lontano dalla tana dei lupi
che petulanti mostrano l'invasività
del potere sapientemente imposto.
Le prime fioriture sorridono impavide,
sfidano l'inverno e le sue trappole,
agghindate con timide speranze,
pronte ad accogliere una serena primavera
con l'incitamento di un vecchio saggio
che s'accinge al meritato riposo.
Ho capito che ti avrei cercata
per l’eternità
là dove il tempo soggiace allo spirito
dove il ricordo non scema con l’accumulo
degli anni
e le regole del mondo non scalfiscono
l’imperitura bellezza del distacco
dalla rabbiosa terra
ho capito che mi sarei perso tra le stelle
inghiottito dal cielo nel sospiro della notte
in cui sei svanita
avrei seguito la tua aura
lontano troppo lontano
per tornare ad essere intrappolato
alla terra nostra dove lentamente
andavo a morire per l’avarizia di un tempo
cattivo.
Forse dovrei amarti con maggior forza,
oppure desideri continui in modo, così delicato,
conducimi tu, per continuare a circolare,
nel tuo incredibile cuore,
io non sono mai stato risoluto,
e tantomeno non mi va di insistere,
ma ho tremendamente bisogno
dei prodotti che contieni nel cuore!!
Non saprai mai, i sacrifici che ti offro,
ogni volta che facciamo due passi insieme,
non saprai quanto impegno spendo per amministrarmi,
invaso dai barbari desideri,
e se riesco per un po' a fermarli,
poi subito ripartono, sempre più decisi,
ad affrontare le tue morbide labbra,
tu mi tieni il broncio,
mentre io sto a lottare e ristabilire ordine,
ai miei desideri che chiedono
di non lasciarli troppo sfaccendati,
capricciosi come sono, se non le dai
un minimo di attenzione, si irritano
con abbastanza facilità!!
Sentire parole
che prendono
forma colore e un nome
è un'esplosione musicale
che assomiglia
ad un incantesimo
che si inarca
in sorriso d'emozione
nel cuore,
un giro tondo
in mezzo a questa sala
ove volteggio leggiadra
tra le mille farfalle
colorate e immaginarie
che mi fanno da coro
in questo cuore,
che impazzito batte controcorrente alla luce
del sole,
cosa sarà mai?
Amor per te?
deve intervenire un tecnico specializzato,
è una vecchia indistruttibile Margherita,
la forza centrifuga l'avrà però rimbambita.
Cambiarla di fatto mi dispiace,
non le darò ancora l'eterna pace,
voglio pagare l'uscita ugualmente,
chiedendo che qualcuno arrivi alacremente.
Borsa in spalla ecco arrivar l'indomani,
un uomo dal passo svelto e ruvide mani,
nello smontare il cestello argentato,
spunta solingo il calzino d' un neonato.
Lì per lì cado nell'assoluto oblio,
in casa ormai il piè più piccolo è il mio!
Poi realizzo cosa ho davanti agli occhi,
un calzino dei ragazzi quand'eran marmocchi!
La pupilla lucida preoccupa il manutentore,
lo rassicuro dicendo che è solo raffreddore,
lo ringrazio tanto per l'emozione donata,
anche se la lavatrice non l'ha riparata.
Giochi nella notte e vendi il tuo amore
Per Comprare quel veleno che si chiama droga.
Sei madre di due figli e dai a loro l’amore,
l’amore che ti è mancato in età minore.
Che tu ai sempre cercato, in quel tuo amico uomo.
Che ti riempiva di cose e promesse favolose
Ma una sera di primavera, in giro col tuo campione ,
ti mise seminuda, sotto a un lampione.
Sei diventata donna, la donna dei motori.
Tu capivi gli altri dandogli il tuo amore,
a volte ti fermavi e gli chiedevi il nome.
Mentre il tuo lo cambiavi a secondo dell’umore.
Ma tu dovevi sorridere e vendere l’amore.
Scherzavi e sorridevi, all’uomo col motore .
Che diventava sempre più esigente col passare delle ore.
Ritornavi a casa con l’anima al demonio
Donavi i tuoi soldi all’uomo protettore
Che diventava ricco, non conoscendo amore
Lavavi quello sporco dell’uomo col motore
Che ti sputava fango col passare delle ore
Ma tu dovevi sorridere e dire ciao amore
Ma solo pensare a te, ricordare te , immaginare te ,
con occhi lucidi , verdi e ridenti ,
con due , tre rughe a traccia di un passato pieno
e soffici bianchi capelli da accarezzare
come nuvole d’ardore ,
da raccogliere, da custodire .
Non c’è un cielo migliore
che si appoggia al mio viso
ogni volta che ho voglia di meravigliarmi
guardo il cuscino e non c’è cura, un’intesa, una voce che
a questo punto della mia vita mi trova qui ad ascoltare ,
proteggere , amare .
Comoda quando la testa riposa
quando il the di cannella e arancia fuma la stanza
quando il sorriso del poco e del niente
riempie e svuota i pensieri.
Io parlo a Dio, del tempo che avanza –
parlo di noi, dei miei desideri.
Ho paura !
Allora tu la mia forza più grande
grato del respiro ti avvicini e in un abbraccio sollevi ogni ombra
e in un bacio racchiuso come acqua cheta che scorre
mi presenti limpida la nostra vita
e placido mi dici :< questa è , questa sarà e niente altro> .
Hai lo sguardo dolcissimo, di chi conosce,
l’importanza dell’amicizia,
l’intensità degli affetti, diversi di volta in volta,
raccolti e frutti che alzano e abbassano
l’entusiasmo, di chi non deve ripetere sempre
gli stessi gesti ma, via via,
avvicinarti sempre più al mio cuore!!
Per negoziare se vogliamo conquistarci,
dobbiamo decidere immediatamente,
e trovare insieme soluzioni serene e pacifiche,
guardandomi così, credo proprio,
che venga abbastanza
facile commerciare con il mio cuore,
che trema sempre e subito
quando ti deve affrontare,
per me è importante starti vicino,
non chiedo mai di più, prendimi pure
per indifferente, purché possa commerciare
con il mio cuore, è il miglior modo per affrontarti!!
Quando ti senti sola e la tristezza
Cattura i tuoi pensieri, il vento bussa alla tua finestra.
Pensami.
Io aspetterò il tuo pensiero.
Come un bambino aspetta
La sua mamma.
Come il mare aspetta il fiume per baciarlo.
E io geloso del vento che accarezza il tuo viso.
Del sole che bacia la tua pelle.
Ti penserò anche io
quando il vento fischia il tuo nome
e mi spettina i capelli
guarderò il mare ti seguirò tra le onde
fino a l’orizzonte.
Tu pensami.
ricorda i giorni felici
quando il sorriso
non ci abbandonava mai.
Ricorda il cielo azzurro
e le rondini
sorvolare il nostro cielo.
Ricorda quando siamo stati eroi.
Ma ricorda pure
quando siamo caduti.
Ricorda quando abbiamo visto
la luce di quei fiori
che girano come il sole
ricorda...
ricorda.
Vorrei sapere, cos’è questo stato d’animo che conquista,
e vuol vincere con facilità e tecnica,
elaborando strategie di lunga pratica,
non fermandosi più tanto a pensare,
oramai ho raggiunto i sentimenti necessari:
oramai faccio parte della tua esistenza
tuttavia qualcosa mi dice, sia indispensabile
continuare ad allenarmi, e con decisione,
per prendere sempre la decisione migliore!!
Provo ad osservare il cuore,
come sia ritornato tutto in ordine,
anche lui ora desidera per noi,
pace, e serenità, sento sia la soluzione migliore,
che forgia e concorda con il cuore,
perfettamente ben allenato,
così, gli affetti fra noi, continueranno
a crescere, per il nostro alleato orgoglio!!
al tuo dolore non presterò fianco
a distrarlo come posso cercherò
con qualche rigo sul foglio bianco.
Vorrei donarti il sorriso sincero
d'una nuvoletta che strizza l'occhio
a un lingotto d'oro divenuto opaco
che si butta via come un peccato.
Da giullare potrei esibirmi se solo
un attimo dimenticassi simil dolo
in fondo non è poi cosi sicuro
che non sia stato per te un regalo
allontanarti da quel soggetto strano.
La solitudine è stata sua compagna
unica scelta d'amare lui e la montagna
ne ha sorbito vera e totale essenza
nonostante giovanile parvenza
l'han ben forgiata di ruvido granito
e con essi dialoga indisturbata
per ore intere della sua giornata.
Anche tu sei in buona compagnia
vivi e sogna con rinnovata energia
attingendo forza dal tuo mare
che se pur adirato mai è stanco
d'incitarti a ritrovare la quiete.
La vita è un piccolo passo in più
oggi o domani ma tu...Vivi adesso,
alla nostra età sta pur sicuro...
E' concesso.
Questa aria leggera
di poche parole
porta ricordi
e poche vocali
e sillabe mal messe.
Il vuoto riempie il vuoto
e si recide lo scricchiolio del tempo.
So cosa fare,
potrei essere male infernale
e invece mi ritrovo come un fiore di campo a godere
dell'aria della sera.
Bella questa vita che se ne va
e poi restano i versi del tuo compromesso.
Io vado dove l'anima è libera e occhi non la vedono.
Quando ogni male par ridere,
il silenzio compare e la tua vita s'avvolge d'ali
e un angelo indica il buio.
Un tempo scrivevo.
Un tempo che sarà altro tempo
mi vedrà anfora antica guardare quel tempo che fu dolore
Ultima lirica di mille altre che verranno
dove l'alba non ha notte
e le oscurità dipinte sono vite vissute.
Non amo i saluti che uccidono i vissuti.
Siamo solo fruscii che lievi lasciano tracce sulle anime,
niente più, niente altro.
E un sogno di ginestra custodirà i petali secchi
d'un'estate lontana che ancora mostra il suo calore
che nessuno potrai mai capire.
Mai ebbi troppe parole per parlare,
solo qualche verso
e quello che scrissi riempì i miei finti mondi
tanto finti da essere veri.
Ora finisce quest'ultimo rigo per tacere sul male ricevuto.
Cassandra senza ascolto
tace nelle voragini dei mostri marini.
Dorme il profumato tiglio
nel piano che cerca le sue note
nel mondo che nella sera si tinge le gote.
Porgo finzioni alle finzioni
brucio nella Ilios ferita dai cavalli Achei
e guardo il limite del mare
dalle terre d’Otranto
dove il tramonto non esiste
se non nel luccichio segreto dell’alba.
Il castello sogna albe e tramonti
divisi dai mari
che indossano gli ossimori per non incontrarsi.
Le corde che penzolano dalle case
impiccano l’aria appiccicata
che sale arrampicandosi sulle finestre
e gechi immobili fissano le pagine d’un diario
attraverso vetri di piombo.
Ricordo solo ora la dolcezza del risciacquo
che accarezzava la sabbia di cotone
e vedo nuovamente quel fazzoletto bianco
che s’agitava alla brezza legato.
Le navi d’Ulisse vagano nel Mediterraneo
e la mia mente scruta un passato sotterraneo
prigioniera degli incanti di Circe
soggiogata dalla giovane visione
del porto vecchio.
Sono vecchio
nel destino dei viali senza ritorno
nelle schermaglie delle battaglie inesistenti
tra le onde dei mari e quelle dei pensieri
tra un passo in salita
e il cerchio della luna preso fra le dita.
Vorrei dire
“cantami o Diva del pelide Achille”
per narrare le mie profondità lignee
per urlare poemi abbandonati
negli scogli degli errori.
Attendo eteree vesti bianche
nel sermone cantato dal tempo
nelle lezioni che queste erte mura danno
mentre appoggio membra distratte
nell’immaginifico orizzonte,
mentre i miei occhi vegliano la notte.
Ecco il vento
e i suoi sussurri leggeri
che ancora vogliono raccontare
le storie…
Ed io mi perdo in distese di prati gialli
lontano dalle acque
lontano da ciò che amo.
Muoio cosi nell’appoggiare il mento
sulla mielosa pietra
stringendo il mio poema
e sono Oriente
e mare
e terra.
In questa Otranto dimenticata
nel cuore d’un agosto
che mai ebbe vita.
«Cantami amata mia musa dei tuoi occhi, io che non vedo, io che per vivere ogni volta devo morire nella sera nei tracciati delle stelle, nei declivi della terra, nelle terre arse e brulle, nelle fronde dei mediterranei pini. Io che come Ulisse viaggio senza tempo per mari inesistenti alla ricerca della mia persa Itaca»
Mi svegliai in un sogno
Con la testa soffice
Poggiata sul bagnato
Una vecchia chiamava
Su di me si fionda, grida
Alla chiesa, al mercato
Che il pesce è fresco!"
E in viuzza i pescatori
E le donne in vesti di vela di barca
Fragili fantasmi, senza corpo, a passeggio
Sembrano le strade sol di chiese
E il mare si siede
Abbraccia le casette








