Il lento ondeggiare dei dubbi

al frizzante vento invernale

annulla caterve di frivolezze

al non avvezzo agli intrighi.

Sulla soglia il pensiero insorge

meditando quali strumenti usare

se un'esplicita ira schermisce

turbando un brioso silenzio.

Dalla valle in andamento calmo

un intricato declivio s'erge fortuito

e un'ondata di brioso turbamento

evidenzia un confortevole rifugio

ben lontano dalla tana dei lupi

che petulanti mostrano l'invasività

del potere sapientemente imposto.

Le prime fioriture sorridono impavide,

sfidano l'inverno e le sue trappole,

agghindate con timide speranze,

pronte ad accogliere una serena primavera

con l'incitamento di un vecchio saggio

che s'accinge al meritato riposo.  

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Ho capito che ti avrei cercata

per l’eternità

là dove il tempo soggiace allo spirito

dove il ricordo non scema con l’accumulo

degli anni

e le regole del mondo non scalfiscono

l’imperitura bellezza del distacco

dalla rabbiosa terra

ho capito che mi sarei perso tra le stelle

inghiottito dal cielo nel sospiro della notte

in cui sei svanita

avrei seguito la tua aura    

lontano troppo lontano

per tornare ad essere intrappolato

alla terra nostra dove lentamente

andavo a morire per l’avarizia di un tempo

cattivo.  

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Forse dovrei amarti con maggior forza,

 oppure desideri continui in modo, così delicato,

conducimi tu, per continuare a circolare,

nel tuo incredibile cuore,

io non sono mai stato risoluto,

e tantomeno non mi va di insistere,

ma ho tremendamente bisogno

dei prodotti che contieni nel cuore!!

Non saprai mai, i sacrifici che ti offro,

ogni volta che facciamo due passi insieme,

non saprai quanto impegno spendo per amministrarmi,

invaso dai barbari desideri,

e se riesco per un po' a fermarli,

poi subito ripartono, sempre più decisi,

ad affrontare le tue morbide labbra,

tu mi tieni il broncio,

mentre io sto a lottare e ristabilire ordine,

ai miei desideri che chiedono

di non lasciarli troppo sfaccendati,

capricciosi come sono, se non le dai

un minimo di attenzione, si irritano

con abbastanza facilità!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Cosa sarà mai?
Sentire parole
che prendono
forma colore e un nome
è un'esplosione musicale
che assomiglia
ad un incantesimo
che si inarca
in sorriso d'emozione
nel cuore,
un giro tondo
in mezzo a questa sala
ove volteggio leggiadra
tra le mille farfalle
colorate e immaginarie
che mi fanno da coro
in questo cuore,
che impazzito batte controcorrente alla luce
del sole,
cosa sarà mai?
Amor per te?
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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La lavatrice purtroppo non ha funzionato,
deve intervenire un tecnico specializzato,
è una vecchia indistruttibile Margherita,
la forza centrifuga l'avrà però rimbambita.

Cambiarla di fatto mi dispiace,
non le darò ancora l'eterna pace,
voglio pagare l'uscita ugualmente,
chiedendo che qualcuno arrivi alacremente.

Borsa in spalla ecco arrivar l'indomani,
un uomo dal passo svelto e ruvide mani,
nello smontare il cestello argentato,
spunta solingo il calzino d' un neonato.

Lì per lì cado nell'assoluto oblio,
in casa ormai il piè più piccolo è il mio!
Poi realizzo cosa ho davanti agli occhi,
un calzino dei ragazzi quand'eran marmocchi!

La pupilla lucida preoccupa il manutentore,
lo rassicuro dicendo che è solo raffreddore,
lo ringrazio tanto per l'emozione donata,
anche se la lavatrice non l'ha riparata.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Giochi nella notte e vendi il tuo  amore

Per Comprare quel veleno che si chiama droga.

Sei madre di due figli e dai a loro l’amore,

l’amore che ti è mancato in età minore.

Che tu ai sempre cercato, in quel tuo amico uomo.                                          

Che ti riempiva di cose e promesse favolose     

Ma una sera di primavera, in giro col tuo campione ,

ti mise seminuda, sotto a un lampione.

Sei diventata donna, la donna dei motori.

Tu capivi gli altri dandogli il tuo amore,         

a volte ti fermavi e gli chiedevi il nome.       

Mentre il tuo lo cambiavi a secondo dell’umore.

Ma tu dovevi sorridere e vendere l’amore.

Scherzavi e sorridevi, all’uomo col motore .

Che diventava sempre più esigente col passare delle ore.

Ritornavi a casa con l’anima al demonio

Donavi i tuoi soldi all’uomo  protettore

Che diventava ricco, non conoscendo amore

Lavavi quello sporco dell’uomo col motore

Che ti sputava fango col passare delle ore

Ma tu dovevi sorridere e dire ciao amore  

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Profilo Autore: nicodemo Vetere  

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Ma solo pensare a te, ricordare te , immaginare te , 

con  occhi lucidi , verdi e ridenti , 
con due , tre rughe a traccia di un passato pieno  

e soffici bianchi capelli da accarezzare

come  nuvole d’ardore ,
da raccogliere, da custodire .

Non c’è un  cielo migliore

che si appoggia al mio viso 

ogni volta che ho voglia di meravigliarmi 

guardo il cuscino e non c’è cura, un’intesa, una voce che 

a questo punto della mia vita  mi trova qui ad ascoltare ,

proteggere , amare . 

Comoda quando  la testa riposa

quando il the di cannella e arancia fuma la stanza 
quando il sorriso del poco e del niente
riempie e svuota i pensieri.  

Io parlo a Dio, del tempo che avanza –
parlo di noi,  dei miei desideri. 

Ho paura ! 

Allora tu  la mia forza  più grande

grato del respiro ti avvicini e in un abbraccio sollevi  ogni ombra 

e in un bacio racchiuso come acqua cheta che scorre 

mi presenti limpida la nostra vita

e placido mi dici :< questa è , questa sarà e niente altro> . 


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Hai lo sguardo dolcissimo, di chi conosce,

 l’importanza dell’amicizia,

 l’intensità degli affetti, diversi di volta in volta,

raccolti e frutti che alzano e abbassano

l’entusiasmo, di chi non deve ripetere sempre

gli stessi gesti ma, via via,

avvicinarti sempre più al mio cuore!!

Per negoziare se vogliamo conquistarci,

dobbiamo decidere immediatamente,

e trovare insieme soluzioni serene e pacifiche,

guardandomi così, credo proprio,

che venga abbastanza

facile commerciare con il mio cuore,

che trema sempre e subito

quando ti deve affrontare,

 per me è importante starti vicino,

non chiedo mai di più, prendimi pure

 per indifferente, purché possa commerciare

con il mio cuore, è il miglior modo per affrontarti!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Quando ti senti sola e la tristezza

Cattura i tuoi pensieri, il vento bussa alla tua finestra.

Pensami.

Io aspetterò il tuo pensiero.

Come un bambino aspetta

La sua mamma.

Come il  mare  aspetta il fiume per baciarlo.

E io geloso del vento che accarezza il tuo viso.

Del sole che bacia la tua pelle.

Ti penserò anche io

quando il vento fischia il tuo nome

e mi spettina i capelli

guarderò il mare ti seguirò tra le onde

fino a l’orizzonte.

Tu pensami.  

   

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Profilo Autore: nicodemo Vetere  

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Ricorda i colori dei fiori
ricorda i giorni felici
quando il sorriso
non ci abbandonava mai.
Ricorda il cielo azzurro
e le rondini
sorvolare il nostro cielo.
Ricorda quando siamo stati eroi.
Ma ricorda pure
quando siamo caduti.
Ricorda quando abbiamo visto
la luce di quei fiori
che girano come il sole
ricorda...
ricorda.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Vorrei sapere, cos’è questo stato d’animo che conquista,

 e vuol vincere con facilità e tecnica,

elaborando strategie di lunga pratica,

non fermandosi più tanto a pensare,

oramai ho raggiunto i sentimenti necessari:

 oramai faccio parte della tua esistenza

 tuttavia qualcosa mi dice, sia indispensabile

continuare ad allenarmi, e con decisione,

per prendere sempre la decisione migliore!!

Provo ad osservare il cuore,

come sia ritornato tutto in ordine,

anche lui ora desidera per noi,

pace, e serenità, sento sia la soluzione migliore,

 che forgia e concorda con il cuore,

  perfettamente ben allenato,

così, gli affetti fra noi, continueranno

 a crescere, per il nostro alleato orgoglio!!

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Profilo Autore: Tonino Fadda  

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Vorrei non vederti soffrire perciò
al tuo dolore non presterò fianco
a distrarlo come posso cercherò
con qualche rigo sul foglio bianco.
Vorrei donarti il sorriso sincero
d'una nuvoletta che strizza l'occhio
a un lingotto d'oro divenuto opaco
che si butta via come un peccato.
Da giullare potrei esibirmi se solo
un attimo dimenticassi simil dolo
in fondo non è poi cosi sicuro
che non sia stato per te un regalo
allontanarti da quel soggetto strano.
La solitudine è stata sua compagna
unica scelta d'amare lui e la montagna
ne ha sorbito vera e totale essenza
nonostante giovanile parvenza
l'han ben forgiata di ruvido granito
e con essi dialoga indisturbata
per ore intere della sua giornata.
Anche tu sei in buona compagnia
vivi e sogna con rinnovata energia
attingendo forza dal tuo mare
che se pur adirato mai è stanco
d'incitarti a ritrovare la quiete.
La vita è un piccolo passo in più
oggi o domani ma tu...Vivi adesso,
alla nostra età sta pur sicuro...
E' concesso.
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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Questa aria leggera
di poche parole
porta ricordi
e poche vocali
e sillabe mal messe.

Il vuoto riempie il vuoto
e si recide lo scricchiolio del tempo.
So cosa fare,
potrei essere male infernale
e invece mi ritrovo come un fiore di campo a godere
dell'aria della sera.

Bella questa vita che se ne va
e poi restano i versi del tuo compromesso.
Io vado dove l'anima è libera e occhi non la vedono.
Quando ogni male par ridere,
il silenzio compare e la tua vita s'avvolge d'ali
e un angelo indica il buio.

Un tempo scrivevo.
Un tempo che sarà altro tempo
mi vedrà anfora antica guardare quel tempo che fu dolore
Ultima lirica di mille altre che verranno
dove l'alba non ha notte
e le oscurità dipinte sono vite vissute.

Non amo i saluti che uccidono i vissuti.
Siamo solo fruscii che lievi lasciano tracce sulle anime,
niente più, niente altro.
E un sogno di ginestra custodirà i petali secchi
d'un'estate lontana che ancora mostra il suo calore
che nessuno potrai mai capire.

Mai ebbi troppe parole per parlare,
solo qualche verso
e quello che scrissi riempì i miei finti mondi
tanto finti da essere veri.
Ora finisce quest'ultimo rigo per tacere sul male ricevuto.

Cassandra senza ascolto
tace nelle voragini dei mostri marini.
Dorme il profumato tiglio
nel piano che cerca le sue note
nel mondo che nella sera si tinge le gote.

Porgo finzioni alle finzioni
brucio nella Ilios ferita dai cavalli Achei
e guardo il limite del mare
dalle terre d’Otranto
dove il tramonto non esiste
se non nel luccichio segreto dell’alba.

Il castello sogna albe e tramonti
divisi dai mari
che indossano gli ossimori per non incontrarsi.

Le corde che penzolano dalle case
impiccano l’aria appiccicata
che sale arrampicandosi sulle finestre
e gechi immobili fissano le pagine d’un diario
attraverso vetri di piombo.

Ricordo solo ora la dolcezza del risciacquo
che accarezzava la sabbia di cotone
e vedo nuovamente quel fazzoletto bianco
che s’agitava alla brezza legato.

Le navi d’Ulisse vagano nel Mediterraneo
e la mia mente scruta un passato sotterraneo
prigioniera degli incanti di Circe
soggiogata dalla giovane visione
del porto vecchio.

Sono vecchio
nel destino dei viali senza ritorno
nelle schermaglie delle battaglie inesistenti
tra le onde dei mari e quelle dei pensieri
tra un passo in salita
e il cerchio della luna preso fra le dita.

Vorrei dire
“cantami o Diva del pelide Achille”
per narrare le mie profondità lignee
per urlare poemi abbandonati
negli scogli degli errori.

Attendo eteree vesti bianche
nel sermone cantato dal tempo
nelle lezioni che queste erte mura danno
mentre appoggio membra distratte
nell’immaginifico orizzonte,
mentre i miei occhi vegliano la notte.

Ecco il vento
e i suoi sussurri leggeri
che ancora vogliono raccontare
le storie…
Ed io mi perdo in distese di prati gialli
lontano dalle acque
lontano da ciò che amo.

Muoio cosi nell’appoggiare il mento
sulla mielosa pietra
stringendo il mio poema
e sono Oriente
e mare
e terra.
In questa Otranto dimenticata
nel cuore d’un agosto
che mai ebbe vita.

«Cantami amata mia musa dei tuoi occhi, io che non vedo, io che per vivere ogni volta devo morire nella sera nei tracciati delle stelle, nei declivi della terra, nelle terre arse e brulle, nelle fronde dei mediterranei pini. Io che come Ulisse viaggio senza tempo per mari inesistenti alla ricerca della mia persa Itaca»

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Una calda notte addietro
Mi svegliai in un sogno
Con la testa soffice
Poggiata sul bagnato

Una vecchia chiamava
Vestiva di pelle di carta
E collana di conchiglia
Cogliendo quelle sperse per strada

Su di me si fionda, grida
"Presto, presto!
Alla chiesa, al mercato
Che il pesce è fresco!"

E in viuzza i pescatori
E le donne in vesti di vela di barca
ad ormeggio i bambini, stanchi
E nessuno sputa suono 
Fragili fantasmi, senza corpo, a passeggio

Sembrano le strade sol di chiese
Chiuse tra vicoli di aria salata 
E il mare si siede
Sotto il sole e i piedi di bagnanti
Abbraccia le casette
E di schiuma il sogno invade
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Profilo Autore: Ealain  

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E la guardavi senza amore
come si guarda il niente
Un bicchiere rotto contro il muro
confuso nel rumore che fa la gente

E la paura della sera
quando il sole parla senza voce
come chi ha urlato perché si dispera
e chi urla contro chi ha una croce

Il muro adesso ha solo lividi
Vorrei avere freddo
ma ho sulla schiena caldo e brividi

Chi sei non lo so più
Ti guardo e non sei tu

Il costo del disprezzo è il silenzio
e una banconota il suo tabù

E non ti riconosco più
Vengo alla tua finestra
che si appoggia su una gru

E mi ritrovo a odiarti 
nel giudicare del tuo guardarmi
Mi lascio andare piano piano
Solo immagini da lontano
Per non immaginarti
quando è già mattino
e so che non sei vicino

Per non ammalarmi
quando sei assassino
e roccia con la spada
quello che mi imprimo

Se solo ci fossero principesse da salvare
dagli stereotipi di un'epoca zoppa
Se esistessero gare al contrario
dove l'ultimo abbassa una coppa

Se si invertisse il tempo
La logica dello spavento
dell'imperversare del ritmo alternato
del sorriso maligno
e di quello spento

Per ritrovarsi a rastrellare il vento

Ma non ti riconosco più
sei un orologio a pendolo
che con un pugno fa cucù

E non so da dove sia partita la tua fine
Si equilibrano le forze di tensione
lungo la fune
Per arrivare a quegli estremi a cui ci troviamo

Ci daremo il bacio della morte
per dirci Ti amo
solo perché crediamo dell'Al di qua

Ma perché mi odi così, papà?
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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