Presumere
il sentir giusto
le parole dette verbo
ed il gusto
al dispensar melodiche asserzioni
per arrecar conforto...
quando,
umana è la grazia dell'errore,
consola il fatto, di avere la speranza
che almeno in parte ci crediamo...
essenza
che a nulla valgono le orecchie
senza padiglioni, a recepire
ed i sorrisi vestiti a festa per confondere
o inorridire
o ad essere il migliore
al cospetto della parte di facciata posta a recitare...
chi mai può dire d'esser nel giusto
arrogarsi vanti o intercessioni
sapendo in fondo di valere
quel poco che c'è dentro...
a te mio tremulo simile, rivolgo
il mio pensiero, una parola che ti possa
far felice almeno un poco, in questo
tenero risvolto ch'è la vita.
Doverti amare amando parte
Inconscia-mente osare l'arte
versando riga...
come da grano nasce spiga
il germogliar mi si addica
il suscitar l'incanto, che io prediliga
dovendo ordire cara amica
di parola e senso in più m'intriga
la risulta che già posano come ortica
le pungenti spore di paprica
giungeranno assai, è storia antica
tra mente e cuore e non si dica
ch'è tempo perso, senza far fatica
l'abbracciarti ed ornarti, purché non sia finita!
Poesia scritta il 05/06/2009 e riveduta ggi 15/01/2022
