Mia amata da te spero
Come un saluto ad un amico
Come la pioggia dopo l'arsura
Come una brezza verso sera
E se mi darai di queste
Son convinto sarò felice
Ora e come per sempre
Quasi fosse il mondo
Senza nessuna stagione -
Dietro la maschera di quiete estiva
che accompagnava il mio percorso
avevo paura di perdere i miei passi
nel suono delle cicale amico dei miei pensieri
nei quali tu difficilmente ti orientavi
c’erano solo gli alberi di un viale
ai lati della nostra iniziazione
nata dall’ispirazione di un paesaggio
apparentemente sempre uguale
in realtà coltivato con i piccoli semi
del cambiamento
sparsi dappertutto
notati solo dagli occhi più acuti
e gentili.
mi avrebbe prescritto di sicuro un prelievo,
un controllo del valori è sempre consigliato,
anche se un ago in vena mi rende agitato.
Ogni tanto una visita e' da fare,
in ospedale mi devo per forza recare,
la piacevolezza del posto è opinabile,
l'attesa all'accettazione interminabile.
Un contenitore di urine mi sta vicino,
sembro in compagnia di un bicchier di vino,
lo daro' all'infermiera con la frangetta,
lei in cambio mi darà qualche provetta.
Si apre una tendina che mi fa poco contento,
non è quella di un negozio di abbigliamento,
mi siedo e inizio ad intraveder strani arnesi,
due minuti a occhi chiusi saran ben spesi.
Fiumi di lacrime
per un eterno addio
la consapevolezza della fine che matura ogni giorno
ma si rifiuta di ammettere una verità troppo dura
troppo amara da digerire
troppo triste da sopportare
e muori ogni notte, ogni volta che ci pensi
ogni volta che rimani da solo con te stesso
a riflettere con la testa stretta tra le mani
ogni volta che cerchi di scoprire cos'hai di sbagliato
stringendo tra le dita una vecchia foto,
ogni volta che cerchi di capire dove hai mancato
cosa potevi fare e non hai osato,
non ci sono parole adatte, ne consigli corretti
sono lame affilate i ricordi che tagliano il cuore
braci ardenti le emozioni vissute
che lacerano lo stomaco chiuso e vacante
i sogni diventano incubi irreali
cerchi una protesi per l'anima sofferente
per andare avanti, sopravvivere ancora un istante
cerchi un rifugio sicuro dove nasconderti
e vivere in silenzio il tuo tormento
ma non c'è luogo dove poter fuggire da te stesso
non c'è balsamo che possa lenire il tuo dolore
la vita non ha più nessun valore
non vale più la pena di lottare
un'esistenza vuota non ha senso
meglio morire
mettere finalmente la parola fine.
Ma resta ancora forse una speranza
un'illusione stupida, assurda, irrazionale
una piccola fiammella nella notte
che ti trattiene ancora e ti mantiene in vita
e allora scopri lentamente e con stupore
che a confortarti è proprio il tuo dolore
proprio quelle pene che hai patito
quelle sofferenze che ti hanno consumato
diventano un bisogno bieco, confortante
il motivo più importante per lottare
e provare così ad andare avanti.
dei tuoi delicati baci sulle labbra?
delle tue carezze da settimo figlio ?
- quello più lontano dal primogenito.
Sai tu che le ninfe salutano
i baci con altrettanti sapori
di turbini nell'acqua leggera del gusto
il fresco ghiacciaio delle nevi
che rinfresca nel torrente quel ventre
verginale ma fecondo
il saluto impossibile di quell'incontro.
carezza d'estate
di seta a fiori variopinti
di sussulti e bisbigli d'amore
sulla mia rosea bocca
orfana di rugiada
del tuo ardore,
orfana di alacrità
nelle tue movenze,
orfana di quei fondali
nei tuoi occhi colmi
di buriana tinta di porpora,
vento caldo che incendia
il dolce miele
sulla pallida pelle mia
arsa di candore!
Ma il rancore
è un sandolino acredine
che mi porta in alto mare
come vogatore vagabondo,
e possiedo un solo remo
disuso arrugginito
di salsedine lacrime,
di quei sentimenti crisoberilli
da disperdere
nell'infinito azzurro
dove non puoi sentire
le urla disperate
dei miei lamenti,
non puoi percepire
quanto soffro la tua assenza,
non puoi immaginare
quanto mi manchi ancora,
oltre la tetra fine
di un tramonto dipinto
col guanto senza indulgenza
sul cencio insensato
del nostro fato!
Oh no, caro amor
che il seno del mio livore
ho coperto di timide illusioni
tra le frecce ammorbate d'ira.
Oh no caro amore mio
non te lo dirò mai più
che ti amo ancor più del sole
quando illumina
tutte le sue stelle
per farle sfavillare
al suo sguardo,
come le mie rosse gote
al tuo tenero sguardo
di predilezione!
E mi lascio perdere così,
tra scontrosi fluttui
e forse un'altra onda
mi travolgerà inghiottendomi
nelle sue viscere
per assaporare la consistenza
del mio essere
come hai fatto tu,
dopo aver rubato lene
a corde di arpa
e canto di musa
le perle della mia gioia
di cui mi cibavo per amarti!
Oltremodo, oltretutto, oltremondo.
il tuo compleanno è finalmente arrivato,
messaggi superiori alla media giornaliera,
così si va avanti ringraziando fino a sera.
Poi un giro alla solita pasticceria,
una torta da pagare e portar via,
una foto con candela sul tuo telefonino,
qualche risata e un bicchier di vino.
Trascorrre così una giornata diversa,
l'aere di festa sembra tersa,
poi la torta rimasta nel frigo finisce,
e lì ti accorgi che tutto svanisce.
Ognuno torna al proprio posto,
qualche regalo nel cassetto riposto,
la tua carta d'identità appar più sbiadita,
la maneggi perplesso tra le tue dita.
L'indomani ti svegli con un anno in più,
il solito caffè ti aspettta davanti la TV,
ma ecco la coda della della festosa giornata,
far colazione con la torta avanzata.
che gioca a nascondino.
Perché io ho sentito il volteggio delle tende
Che piantano picconi nelle segrete radici
E la terra solcata il loro chiodo fende
Le notti sono inquiete
Cara, le talpe che trivellano i terreni
In questo campo inquinato dai benzeni
Questo siamo, e dunque che faremo?
E il puzzo di inestinguibile sudore
Passeggiare di notte pregando
Quando io mi lamentavo
Lui mi disse "non essere fesso parlando
come i fiumi verso il mare
È per questo, cara
Quando il mondo si chiude
ripongo le parole
nel mio scrigno verde
Posato è il sorriso accanto al letto
L’afa arida di Giugno
è vestita di insonnia
e la sera è diafana:
ha zigomi smagriti e orbite cave,
ma labbra mai sazie
Non si spegne l’attesa...
Di là dalla finestra cicale tramano.
Trascinato nel deserto della solitudine
il modo di scomparire a tentoni cercavi.
Ecco nell'oasi della disperazione
una gazzella a offrire conforto.
Anche lei è alla ricerca d'amore
ciò che ha non le basta, vuole di più,
desidera ciò che non ha mai avuto.
Eccitazione proibita serpeggia
pulsano vene, batte forte il cuore
desideri insoddisfatti reclamano
gusto dolce del tradimento è...
Ora e subito da soddisfare.
Non più deserto, oasi d'amore,
trasgredire solo importa seppur
fango venga scagliato altrove
da una gazzella smarrita.
Ma...
Tutto presto finisce
se non si trova
l'oggetto del vero desiderio
e...quanto più sarà desiderato
più impietoso sarà lo smacco.
E poi...
Come bolla di sapone svanisce
un leggero soffio e puff...
Intanto dall'altra parte del mondo
un bisonte nero ignavo sbuffa,
sbuffa annoiato nel suo talamo.
quando a casa sai che verranno amici,
la sua testa è collegata ad un manico,
grazie a lui allontani il tuo panico.
Le sue strisce di tessuto son prima imbevute,
successivamente strizzate a mò di spremute,
poi come con una bacchetta di magia,
anche la peggior macchia fa andar via.
Su e giù lo sventoli come un ligio soldato,
cancellando quello che purtroppo è stato,
dopo un p ci prendi anche gusto,
tutto sembra tornar al colore giusto.
Poi per un attimo provi come un sognator a sognare,
'ah se questo mocio anche il passato potesse cancellare',
basterebbe un passaggio sulla tua anima peccatrice,
per cancellar da essa ogni profonda cicatrice.
Poi realizzi che questo possibil non è,
e finisci di lavar l'ultimo pezzo di parquet,
ma all'idea di esser ripulito dal Vileda,
il tuo pensier vien catturato come preda.
nelle fantasie di un giorno
che vola sulle ali di un sogno! È una forte brezza di libera volontà di vivere realmente quella libertà di esistere realizzando quella chimera che scorre nelle vene
senza arrestarsi mai, scalfendo il domani
con l'identità di chi
non teme sconfitte
del tempo trasversale, inondando sporadico
le vie del mio incedere armigero animosa di trionfi nel destino che traspira
umori contrastanti,
senza insabbiare mai
la dolce luce di rugiada
che vuol fulgere agli occhi della tenace speme
ciò che nel cuore urla
con veemenza
contro il turbine dell'ostilità,
a contrastare ciò che
nelle radici del karma
ha biforcato incastrando
ciò che contro ogni avversità deve ineluttabilmente originarsi come diadema
che cinge la sorridente anelata vittoria,
scettro tripudiato
contro sguardi travisati
da turpi stizze
a svelare amorfi bagliori
del loro ispide cuore
bisbigliando parole tonfe
gettate nel fango imposturo che veste la loro indole,
valorizzando solo
la stoffa del mio coraggio.
andare a Bormio o sul mare salentino,
sulle isole Tremiti puoi pernottare,
o in Sardegna ad ammirare il mare.
Sulla costiera amalfitana puoi soggiornare,
Sorrento e Napoli unitamente visitare,
sulla bella Sicilia puoi andar a sbarcare,
le sue granite lentamente assaporare.
Le Cinque Terre puoi andar ad esplorare ,
passar da Sanremo a sentir cantare,
andar in spiaggia fino a Tropea,
passando da Scalea e risalendo a Maratea.
Tutto è ancor du più in Italia puoi fare,
senza il rischio di doverti annoiare,
ma la cosa importante per la vacanza perfetta,
e' fare tutto senza guardar all'orologio la lancetta.








