Ti guardo come scrutare il cielo,
velato è. Leggendolo, mi domando
dove sei, sottilissima presenza
istante di un momento subito
Hai raccolto acqua piovana
Nel silenzio del cielo
la guardavi
mentre pensavi, nell'infinito
delle sere, indecifrabili
accese e spente nell'universo
che ha raccontato gemendo
in orme di nubi
nell'emisfero pensante
sempre cercando
Era tardi per vivere il tempo
che cerca il vento abbracciandolo stretto
Nelle parole vivono di ricordi
sofferenze e gioie
Scacciano i pensieri quotidiani
Nell'apparire stanchi,
incontrano sogni spensierati
dove le notti pensano a momenti
verso tramonti
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Profilo Autore: poesie profonde  

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Correvo nei prati
dai monti giù a valle,
Sotto il sole di maggio
Col mare alle spalle.
Miravo, seduto,
La volta infinita
Quando una farfalla, 
Leggiadra,
Mi volò sulle dita.
Lucente, brillante,
D'azzurro il colore
L'aria tingeva
Di bello e stupore.

Facile, così
Com'essa vola,
Mi fissò l'occhi
E mi rivolse parola:

"Oh! Divino,
Non provare paura
Se riesci a sentirmi
Senza fatica alcuna.
Natura possente
M'ha donato la vita,
E la stessa m'ha sempre
Condotto alle tue dita."

Come fosse uno spettro
Fu stupito il mio sguardo,
Sfregandomi L'occhi
Come stessi sognando.
Ma mai più reale
Realtà m'era parsa
Che dopo tre attimi
Non era scomparsa.
Coraggio alla mano,
Riavuta la lingua
Chiesi:
"che vuoi che faccia?
A che magia attinga?"

Sicura e forte
Volava da mano
E la voce potente
Echeggiava lontano

"Nel tempo, nei mesi
La vita si stende,
Scorre sovente
Fugace e silente.
Ciò che per me è vita
È un pugno di ore
Per te mio divino, che
Hai in petto quel cuore.
È con somma pietà,
Caritatevolmente,
Che ti propongo in custodia
Il mio frutto del ventre.
Affinché tu lo possa
Proteggere al vento,
Al fuoco, al mare
E ad ogni infausto evento.
Tu che vivrai
Dove per me sarà morte,
E salvarlo potrai
Dalla cattiva sua sorte.
Se in grembo tu avrai
Questo dolce mio senso,
Se si mi dirai
Perirò qui in silenzio."

Commosso dal gesto
Ebbi in cuore sconforto,
Fu nel tempo della scelta
Che il suo cuore fu morto.
Colsi il baccello
In un pianto amaro,
Cullato dal vento
Quel frutto ebbi in mano.
Tra l'acque del tempo
E la corse dell'ore
Passarono i giorni
E nacque il suo cuore.
Non fu una parola
Ne forma di vita,
Ma pura coscienza
A sfregarmi le dita.

Di questo e dei giorni
Che son volti a seguire,
Son frutti su frutti
Nei tempi a venire.
Guardiano sovente
Degli indifesi
Passando la vita
A protegger gli illesi.
Ed ora che i giorni
Mi contan la fine,
Ricordo quel cielo
Li in sù alle colline.
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Profilo Autore: Labbra Tristi  

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Tu che hai ospitato i miei Natali,
che tutti gli anni sembravano uguali,
tra le tue mura mi aggiro spaesato,
stanza dopo stanza rimango senza fiato.

La cameretta dove mi son erudito,
vi raccolgo polvere se passo un dito,
la sala da pranzo un tempo affollata,
solo con foto in primo piano arredata.

Il tavolo che d'ogni leccornia veniva imbandito,
con mezza tovaglia ora viene riempito,
il frigo che d'ogni bene era gremito,
oggi s' apre senza generar appetito.

Ah se indietro si potesse tornare,
Pasque e Natali poter riassaporare,
non sembrerebbero più tutti uguali,
ma preziosi attimi da rendere immortali.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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La vita scorre come il fiume
che va verso il mare
con cascate all'improvviso
e ostacoli da superare
cadute per poi rialzarsi
e seguire lungo il sentiero.
Fermo sui binari,
seduto guardo
attraverso il finestrino
osservo i passeggeri sconosciuti
salir con sguardo sincero
visi travagliati,
visi allegri, vedo riflessi.
Non abbiamo tempo
per dialogare e ammirare la bellezza
né per sostare,
sempre in fretta in questa vita.
Altri fermi fissano a lungo,
come persi nel vuoto
il treno della vita
prosegue giorno dopo giorno
era una piccola sosta
in una piccola stazione della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Sorvolo remoti lembi

ignoti persino agli Dei

anfratti e pertugi

alla luce del sole

e scrivo.

 

Distraggo il tempo

che si diverta

e pretese più non avanzi

mentre in cadenzato passo avanzi

né lento, né veloce.

 

Presente e trascorso

passi e ripassi

fra le stelle si perda

nei ricordi, quelli

più belli

indelebili in marchio

sicché riempia l’aria

di forte emozione e debole

umidifichi.

 

È  strano come il tempo

vinca ogni partita, anche

quante in perfetto svantaggio.

Io lo inganno

tento persino di fermarlo

proteso a carpire

 

ma è assurda poesia

… vana protesta.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Amiamo errare in acque perigliose 
sfidare le burrasche di mari oscuri
ormeggiati in un porto sicuro
ci siamo assopiti
un lungo sonno senza bruschi risvegli
eppure io vorrei 
guardarti ancora
percepirti ancora
assaporarti ancora
sfiorarti ancora
sfidarti ancora
nutrirci ancora
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Profilo Autore: Bianca  

Questo autore ha pubblicato 9 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ciò può sembrare strano
ma non lo è, con il silenzio del vento
tutto si dissolve 
ed un uragano dimostra
una imposizione


Si riceve amore quando non si dimostra di volerlo, solo cosi, da chiunque si ha
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Oh gran Vergin beata
stella dell'ufficio del Carmelo
sì a noi cristiani proprizia
sul nostro attuale sentiero
tu che dall'alto dei mondi
insieme al Santissimo Padre
di grazia il ciel inondi
della sua grazia... beata Madre
e l'abito del carmine che io porto
sicuro rifugio del penitente
sembra che avendolo scorgo
la natura migliore e splendente
grande Regina sovrana ogn'ora
sei la Vita per la Vita
 gioia che conduce ancora
l'agnello al giardino beato
La causa dell'Angnello beato perora
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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
In questa notte
 - è una notte di luglio -
c'è il mio viso e la tastiera
una poesia ancora non scritta;
sentinella quanto manca
della notte?
Vigila è quasi mattina...

Le mie mani scrivono
ed è quasi mattina...
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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Dal verde pino
dal fievole frinire
d'amore canta

nel tramonto d'agosto
la cicala prostrata
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Il cielo annuncia il suo favore
bimbi e fiori di arancio
e per quelle che piangono
per consolarle
sgranavo il mio organo da chiesa
per la gente in lacrime
per coloro che non hanno nulla
per gli affamati
e Dio dall'alto dei mondi
divino infinito immortale
da lassù ci vuole cercare.
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Profilo Autore: Fone  

Questo autore ha pubblicato 177 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Esiste un arbusto affascinante
come il pericolo,
che se lo ammiri incorniciando con le dita gli occhi sembra un quadro che Natura ha dipinto.
Ma che se ti viene voglia di assaggiarlo
è un biglietto d'addio per l'altro mondo.
Potrei farne un infuso e berlo,
ma se cadessi a terra
come un lenzuolo tremante
senza più respiro
e se da quell'altra parte non ci fosse un bel niente,
allora di te
non mi resterebbe nemmeno il ricordo.
Allora di me
non resterebbe nemmeno il desiderio
di poterti raggiungere.

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Profilo Autore: Syrio  

Questo autore ha pubblicato 26 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
È l'enigma di ogni mattino,
cosa lasciar fuori sul giardino?
a breve passerà il lercio camioncino,
portando gli avanzi del mio cestino.

Ogni giorno a qualcosa è dedicato,
plastica ,vetro umido e indifferenziato,
non è facile tutto poter ricordare,
sul muro un appunto vado ad attaccare.

Certo che l'estetica grida vendetta,
la mia dolce metà vedo interdetta,
ma il rischio che si cada in errore,
la rimette in sesto con il suo umore.

Finalmente tutto ora è più chiaro,
il mattino di informazioni non sarà più avaro,
e mentre programmo il futuro con maestria,
odo il camion della nettezza a mani vuote andar via.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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L'autunno disegna lampi,
i temporali tuoneggiano
illuminano d'aspetto
la forma spessa e legano
il clima sereno
a quel felice contado
in cui menano
poesia e canti
in tanti
come cauterio ameno.
Vivo giornate effimere,
al limite della soppravivenza
come chi non ha e brama avere
catarsi
e ci pensa
infatti lascia alla forma il suo aspetto
e lancia lenza
nel profondo per cercare una forma ideale:
nel suo ideale è donna
e decenza.

Così questo noto
ammira la sua amata
è infatuarsi e chiedersi:
"cosa può cambiare?"
Scrivo ed accetto
sia giusto per essere
ma non toglietemi la profondità
altrimenti non avrei materia
con cui perforare questa amata
e sentirla infinita e mia:
come l'ostro,
che biancheggia le nubi notturne
di lampi che fanno apparire al cielo
forme poco note
ed è la mia donna simile
- sempre nuova -
un chiaror vespertino
che viene e va
appare e sparisce
d'un tratto
e mi lascia 
e mi lascia
parlare al silenzio
ed amar qualcosa di altro:
senz'altro fuoco e Ginevra.
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Profilo Autore: Fone  

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Appoggiata davanti al davanzale,
l'orizzonte
si nota una lontana linea invisibile all'occhio umano
io, schiava dell'abitudine e dei negativi pensieri
guardo l'infinito,
ripensando i percorsi del mio cammino.

Ci sono buchi oscuri davanti ai miei occhi
oscillano come mosche in estate in cerca di cibo
poi si fermano come aver trovato il nido ben fatto.

Un colpo di luce piacevolmente, arriva senza preavviso
entra senza bussare,
sa che può farlo in quell'istante
tu notte,
compagna dei miei viaggi,
in silenzio te ne stai
e nel tuo silenzio,
hai acceso la luce della vita.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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