il vuoto impenetrabile. Mentre
La partita a scacchi prosegue.
da parrucchiere nei cespugli.
si interrompe sul pari.
Nel silenzio
di un arcobaleno.
che cambierai tutto,
come quando arriva
una nuova stagione
nella quale rinnovi
il tuo modo di fare
adeguandoti
alle sue esigenze,
ecco per l'appunto
ti adegui alle sue esigenze
ma mai viceversa,
perché quando
arriva l'onda d'amore
sai che farai di tutto
per cavalcare la sua cresta
adeguandoti a esso
pur di non perderlo,
perché lui
non si adegua mai a te
per restare per sempre!
Ti lascerà affondare
morente di freddo
in frantumi irregolari
inesorabile sfacelo
nel cuor leso
spontaneamente gabbato
dallo schiaffo bieco
nel suo diniego
al prestabilito suo termine,
risucchiato nel vortice
della delusione
che annienta
l'anima in estasi
colma d'emozioni,
tu ne soffrirai,
e tutto questo
nella più totale
e assoluta consapevolezza
di ciò che un flirt
comporta a tue spese.
Qualunquistica esposizione
per tuo conto evidenziata
conteggia dissensi nei sensi
intenzionalmente intesi.
Ipocrite reazioni attese
scivolano disattese
nel vortice della ragione.
Non puoi dileggiare chi scruta
vetrine in disuso da tempo.
Ulteriori convincimenti
rafforzano decisioni adottate
spazzando via colpe presunte
o pressioni psicologiche continue
intenzionalmente scagliate.
Subire nell'inerzia con illusoria attesa
che il tempo ripari presunti torti
subiti o perpetrati, è una favola
trascritta solo per Pinocchio.
Chi nasce e nuota nel fango
prima o poi ci affoga dentro.
Il male che consuma dentro
è meno infido delle parole.
Il mio papà era buono,
bravo, intelligente,
non amava soltanto la moglie,
anche i suoi figli.
Il mio papà era educato,
era dolce e sentimentale,
onesto, altruista, orgoglioso e dignitoso,
tutto quello che aveva era solo la famiglia.
Il mio papà era lavoratore,
la notte faceva il pane,
il giorno poi lo vendeva,
anche se con poco guadagno.
Il mio papà era tesoro,
se gli chiedevo dieci mi dava venti,
prendi diceva, i soldi non bastano mai,
attento però, non li sprecare.
Il mio papà era buono, educato, lavoratore, un tesoro,
eppure io lo chiamavo soltanto papà,
troppo egoista e poco riconoscente io sono stato,
ora mi manchi e se ci fossi, non ti chiamerei papà ma, tesoro.
la tua necessità è dovuta a faccenda distonica,
un numero che inzia con 800 devi digitare,
dall'altra parte qualcuno speri di trovare.
Tali numeri è risaputo non esser a pagamento,
questo spiega il notevole affollamento,
i minuti di attesa sembrano mai finire,
non sai bene contro chi invieire.
L'invito udito è espresso in maniera poco gradita:
'rimanere in attesa per non perder la priorita acquisita',
il tuo orecchio diventa caldo come una bruschetta,
mentre la mano irta sorregge la cornetta.
Dopo un' ora passata ad ascoltar musica opinabile,
risponde un tizio che non sembra molto affabile,
tu non ricordi perchè un'ora prima l'avevi chiamato,
mentre lo ricostruisci lui ti ha già riattaccato.
Il tuo disappunto diventa visibile a chi ti circonda,
hai le sembianze di un esemplare di anaconda,
a ruota poi prendi il color di una foglia d'ulivo,
se lo chiaman numero verde ci sarà pur un motivo!
e mi lanci un bacio di quelli
che tu solo sai
Giochi con quell'aria maliziosa
una formica tra le tue mani
a cui poter fare ogni cosa
Come puoi non essertene accorto
mi hai in incastrato nei tuoi sguardi
e tua preda son risorto
Nei tuoi occhi furbi lo vedo
solo guai porterai
al luccichio però cedo
Ma che altro fare
se bello come il diavolo
sei solo tu a farmi tremare?
Io ti lascio il potere
e tra le fiamme della tua anima
mi tenti a cadere
Sarò dannato in eterno
ma con quel sorriso
ti seguirei anche all'inferno
non è che uno scatto
immortalato nella prigione
dell'inafferrabile secondo
per liberare l'attimo
nella spontaneità
di un'ancestrale
ricordo utopico,
da portare dall'avito natio
dell'essere congruo
ampliandosi
nel rotocalco senza tempo
del cuor sensibile
in sua vita
a incensare la sua essenza,
una bella atavica
fotografia vintage
a cancellare talvolta
astrusi cacotopie
in un giorno futuro
tra le mani trasognanti,
quando asciugheranno
armoniosamente
nella tristizia tutte le lacrime
quelle gemme d'emozioni
che non appassiranno mai
tra vestigi e florilegi
decorati nel presente
che arranca,
ricamando senza sosta
istanti per cui vivere,
istanti per cui morire,
sul lembo del fato
che avvolge di stupori
da assaporare
con consapevole incontestabilità.
presto si alza la mattina,
spesso lavora indefessa
e tarda si corica alla sera
Ogni giorno il forte falegname
presto si sveglia la mattina,
spesso lavora indefesso
e tardo si corica alla sera
Ogni giorno l'avido barone
tardi si sveglia la mattina,
non lavora mai indefesso
e presto si corica alla sera
Di costoro che cosa ne rimane,
la memoria non ne permane,
del baron qualcun non si scorda
ma delle fatiche nessuno ricorda.
Intorno a me deteriora il cibo
Imputridisce l'acqua
Le vespe aspettano di banchettare
La paura, è lei che si diffonde
Come voci nel cielo
Come rifiuti nelle onde del mare
Che abbiamo costruito con la cura delle api
Eccoli, gli estranei mi guardano dormire
Mi scrutano come una bestia allo zoo
E io in gabbia penso
Ancora celato dalle vecchie serrande
Senza sentire scricchiolare intorno
e mi lascio andare...
tra la terra secca
dal sole riarso
e quel l'adombra
con le acque tiepide
del mio negro ricordo.
Ed è il tempo
una variabile impazzita
come quel rivo
taglia e aguzze le pietre
così le mie pieghe
tra le mani che scrivono...
di quei vaghi ricordi,
che fanno altrettanti loro simili
- ricordi -
ed è vanità questo ricordo
ed il tutto l'accompagna
ed è - di sera - un desiderio di stelle.
Ho vagato nella notte
cercando di comprendere
dove giacciono i miei desideri
assopiti da tanto
in luoghi che non so.
Ho indossato ali
per volare nel cielo
e vedo te, sorridere felice,
un alone di luce diamantata
incornicia la tua persona.
Una carezza il tuo sguardo,
mi tendi le mani ed io
non riesco a raggiungerti
o sfiorarti un solo attimo.
Qualcosa che non comprendo
mi trattiene e mi attrae,
una forza misteriosa
mi fa cadere giù,
in un tunnel senza fine
e la luce che ti avvolge
sempre più è lontana.
Il mio viaggio si interrompe,
mi ritrovo sola senza te,
le stelle dal firmamento
sono scomparse.
Ho compreso...
Non è ancora maturo
il tempo per raggiungerti.
Vedrai,
riuscirò a sorprenderti.








