Inutile quantificare
il danno è esteso,
e si va sempre a peso
pagano sempre i pochi
anelli deboli
che giocano ai duri
alla catena, dove il cuore
indurisce ulteriormente
indigeni o migranti
siano indigenti o indigesti
nell’espiare colpe
anche d’altri:
basisti e mandanti
e comuni indifferenti
quanto
sanificare
regimi e ambienti.
Giusti giri
senza rigiri
giuste dosi
di fame addosso
ad escludere patosi
- che troppo insiste
e stroppia … sempre -
In sù la campagna antica
Ed il suon dell'ora terza
Ed il dolce sì alla vita.
Il canto del nuovo giorno
Sospira e intavola la mia dipartita
- è poesia che immortala
- è poesia ma che significa?
Muove il suon dolce e soave
Del sacro di quel che rimane.
Ed ecco sento augelli far festa
Ma il dolor mio piange
Fa sospirar lungo l'inutil vita
Di quel poco che l'è or'accanto.
Come un rivo che stretto
Al sol si compiace e grida
Poveretto infatti è senza pioggia
Come un amante
Senza più la sua amica.
Ma tu Poesia, infinita ed immortale.
Ti compiaci e piangi gentile
Di cosa poi - se tu fossi contenta
Ti canterei soave, ed è questo che chiedo:
Poesia aiutami gioia da condivider col'ali.
proprio come quando nasce una frittata,
d'improvviso nel ciel nuvola appare,
e piove senza affatto disturbare.
La pioggia nutre un manto erboso,
per l'aere v'e' un profumo odoroso,
l'acqua forma pozzanghere incerte,
subito spariranno le meno esperte.
Non mi dispiace di certo la frescura,
nei giorni troppa è stata la calura,
son contento anche per i contadini,
che attendon l'acqua nei loro giardini.
Ma una cosa proprio sa di iattura,
la noto guardando l' autovettura,
ieri appena lavata e tutta pulita,
oggi da gocce di terra tutta riempita.
Sei gratificante sino all’ultimo centesimo,
ogni impulso generoso ha un prezzo da pagare,
apprezzo la tua massima delicatezza
ammirabile in circostanze simili!!
Cosa non fai per rendere apprezzabile
l’affetto convincente che su basi vantaggiose
confidenzialmente con il più adatto entusiasmo
mi consegni insieme ai magnifici e stagionati sentimenti!!
Emozioni tutte indispensabili e necessarie,
invitate ad aumentare la collezione
delle emozioni che ci precedono dall’alba,
illuminate dalla felicità che inevitabilmente
si è inserita nella nostra vita quotidiana
benefici della tua umanità che traccia
un nuovo percorso tra le stelle, inevitabilmente devo
magnificarti questa cascata d’amore, sincere considerazioni che devo, a chi mi precede sempre
attaccata, alla guida del mio cuore!!
Nell silenzio cupo della notte,
sulle note d'un fiato sfumato
occhi di grillo osservano.
Sulla strada mezza nuda
carica di peccati,
attorno a un fuoco
attende la miseria
col conforto di pochi spiccioli
per soddisfare altrui voglie.
Mentre una bocca da sfamare
attende il ritorno a casa.
Forse non sa o non vuole sapere
perché la mamma il giorno dorme
e la notte lo lascia solo a piangere
con la paura del buio.
Domani avrà un giocattolo nuovo
e un paio di scarpe per andare a scuola,
Con un sorriso bagnato di pianto
il bimbo s'addormenta.
Occhi spiano e pensano.
Pensando di scoprire l'arcano
appaiono ridicoli e malfidati.
Fidati ragazzo
amica è la voce.
Attento ai tranelli.
Amici veri son finiti
scopano nei bordelli
ma no!
Hanno chiuso.
Scopano nelle strade.
Spazzino...
Spazzi bene.
Scopano in casa!
Spolvera bene Gelsomina,
ti spio,
fai finta di non sapere,
ti spio lo stesso,
sono un fesso.
Cesso?
Tu l'hai detto.
24/03/2019
la fine della calura lei sancisce,
una sensazione di sollievo all'improvviso,
il sudore scompare per magia dal tuo viso.
Aria fresca esce da alti bocchettoni,
uniformando tutte e quattro le stagioni,
tu ti senti avvolto in un piacevol refrigerio,
sembra il vento di un aereo ad Orio al Serio.
E' veramente una gran bella invenzione,
basta che però paghi il signor Pantalone,
con quel che costa bisognerebbe dar un taglio,
uscendo di casa munendosi di un ventaglio.
Ma nell'era del consumismo tutto è scontato,
anche rinfrescar un ambiente poco frequentato,
la natura ormai ci sta mettendo sugli attenti,
fra un po' mancherà anche l'acqua per lavarsi i denti.
Con te trascorrerò i miei giorni,
è arrivato il momento di guardarci negli occhi,
nei nostri cuori è entrata la felicità,
una beatitudine nel prenderci per mano!!
Gentile gioia non siamo più gli amici qualsiasi,
ora siamo noi, con questa felicità
tutta da comprendere, riusciamo a leggerci
il profondo del cuore sempre a portata di mano,
ci pensi un amore tutto nostro, da leggere,
perché il nostro non è un ti amo qualsiasi,
è più pulito il nostro cielo,
e ci guardiamo così perché il buonumore
ci nasce nell’anima, se il cielo ci ha offerto
questa speciale occasione faremo di tutto per non sprecarla, sei io sono l’uomo giusto
tu sei una creatura speciale,
abiteremo in questa favola, io non chiedo altro
che immergermi in te, non c’è miglior ristoro,
delle tue morbide labbra!!
‘86
«Avevo te.
Sputavo formiche sui tavoli,
vestivo al buio con paillettes rosse
e del wiskey facevo un bicchiere vuoto di notte».
Avevo un cane bianco
e una coppa d'oro
colma di sangue coagulato
e righe di siringhe
riempite col veleno che cura.
La mia benzina era senza piombo
e dormivo di giorno nelle bettole
fra verdi biliardi
che puzzavano di porto.
«Avevo una Lancia marrone conficcata al centro dei ventricoli.
Era il tempo delle mele cotogne, i cinema si vestivano alla superman e i pidocchi rubavano i peli ai cani per rivenderli ai negozi dei parrucconi.
Nessuno parlava di cose buone o cattive abitudini, nessuno parlava di nessuno e tutti di qualcuno.
Le assemblee sociali si sciacquavano la bocca con le società dei bastardi benpensanti e mal pagant
ma alla fine nemmeno esse pagavano un cazzo»
Sul marciapiede posavo lo zaino vuoto dei colmi,
tagliavo il vento di grecale attraversando ponti e porti
e le mie lacrime gonfiavano le ruote degli autobus,
Paperino guidava ancora tenendo un litro di vino rosso
come tacca del sedile.
Le fermate erano a discrezione del conducente e se l’alcol
era finito non si fermava.
Nelle feste appendevo i muri di pietra sotto le scale
e le puntine dei giradischi suonavano solo Dylan.
Palazzi grigi e figli di puttana alti tre metri mi precedevano nel mio cammino,
vatussi del cazzo che mangiavano struffoli e piccioni nel sacchetto del panificio.
I gettoni telefonici erano per le porte del Paradiso, gli squilli erano uomini borderline che ti aprivano le porte delle cabine e io gettavo nei tombini le “gingomme del ponte”.
Avevo vestiti di paillettes e cappelli di paglia rossa e labbra colorate, tre soldi in tasca e Dante era morto prima d'esser condannato al rogo per aver condannato egli stesso.
«Ora non ho più nulla e faccio il vegetale da balcone nelle ore assolate, nella solitudine di città morte d’uomini e vive di morti.
Talvolta vivo pure nei bidoni della spazzatura e la gente mi digrigna la bava addosso quando scoperchia il vaso di Pandora per defecarci i propri egoismi.
Sono il piscio nero che scorre sotto un palazzo grigio e quando la luce della notte si fotte i lampioni un brivido mi prende e trascino le budella lasciando sull’asfalto sapore d’escremento».
Avevo un cane bianco,
tre soldi in tasca
E una busta di sogni
che nessuno imbucherà più nella cassetta postale.
«E spegni quel cazzo di climatizzatore che voglio sudarmi la pelle mentre mi fumo l’ultima cicoria di campagna che ho trovato al mercato»
Pubblicità regresso
«La carta igienica “Tallevio” non verrà fornita per il blocco delle piantagioni di cotone da parte dei bruchi avvelenati»
I mei anni,
Fioca tremula etra in cuore
sei germe regresso
nel tuo accennato chetarti,
ti sottrai dalle mie narici
a piccoli dosi
e in piccole dosi adagi
fronzoli schegge di paturnie
in bagliori di stizza
sull'erba sciatta
dell'anima mia,
come stelle cadute
arse di sogni in fiore
nel balsamo della giocondità
che ansimano chiarori d'albe
in quei miei respiri
appesi a filaccia
consunta d'amore!
Possa io respirare
nuove stagioni
a pieni polmoni
senza velata morte!
Possa io bagnarmi
il viso di lacrime di luce.
Possa io essere
un flusso di vita rigenerato.
Il kalipè veste di speme
e avanza verso le cime
più alte della mia anima
quelle liete aspettative
che sorridono al sole alto.
Amo quei stormi di pennuti
assomigliano a gocce
di coriandoli dispersi
nel loro canto antico,
alleviano grezzi torpori
inermi della stracca
mia nuda essenza
in sospiri tonfi
nel mar dell'oblio!
Possa io lesta riabbracciarmi
ritemprata in germogli d'aliti
con ali boreali
turgidi di verde fiducia
protese in quel destino
che or il suo sguardo amico
dissimula meticolosamente,
inabissandomi nello sconforto
dei respiri sospesi
tra il sudore dell'inferno
e il refrigerio del paradiso.
una papera tenta di improvvisar un nuoto,
lui va avanti come un polveroso trattore,
ignorando i sentimenti di uno spento cuore.
C'era un qualcosa che oggi non c'è più,
una tavola imbandita e odor di ragù,
angurie tagliate a fette giganti,
servite in mano per tutti quanti.
Gesta di operosa di gerarchica premura,
che di te bambino si preser cura,
niente rimane di tutta quella danza,
se non delle foto in una buia stanza.
Cerchi una ragione a questo naufragare,
è il ciclo della vita che vedi materializzare,
e seppur metti in atto lo sforzo che vuoi,
è questa una barca da cui scender non puoi.








