Ritornelli di mare
vestiti di un tramonto
son letteratura di sguardi
lasciata ad ascoltare
questo rimario d’estate
caduto sulla spiaggia
dell’eco dei pensieri miei.
Luglio è un bacio di luce,
risacca d’orizzonti lontani
sull’uscio dei miei meridiani,
così carezzo la mia vita
fra apostrofi di conchiglia
e taccuini d’onde blu.
Non c'è tempo per essere lento
E striscia e risale per le vie
È tutto così troppo
Rincorrere orari e binari
Gettarsi questo groppo umano
Come droga in vena
Chi brulica qui sono solo fantasmi
Spenti come fiaccole nel giorno
Fiacchi e lenti girando in tondo
Producono solo un suono sordo
Raschiate, screpolanti
Tra i gemiti e i miasmi
Ma in fondo tu lo sai e lo so anch'io
Anche noi siamo come loro
Una massa che non vede e sente
E questo tutto alla fine è niente
Io, donna,
speranza senza attesa,
a volte sirena a volte
eterna bambina,
mi sostengo dei gemiti
dei fiori che sospirano
nel silenzio.
Mi nutro di essenza
e acqua che scorre,
mi nascondo dietro
veli che ricoprono
come nebbia.
Anelo al paradiso,
ma ho solo segni
sulla pelle che si
riflettono negli occhi
delle stelle.
Dolce ribelle, fragile vetro,
non dimentico
che io sono...io.
Nel frequentarci, ora non sono soltanto chiacchiere,
mi spetta una porzione del tuo cuore,
bastevole soddisfazione per essermi distinto
buontempone nel costeggiare
senza mai sbiadirmi innumerevoli giorni,
trascorsi sotto il sole e sotto le piogge,
ad aspettarti, e solennemente a meditare,
in attesa di un incontro con la più
favolosa amante!! Per fiancheggiarti sino a casa,
desideravo soltanto chiacchierare
e insistentemente dire il bene che mi portavo
appresso al tuo sguardo, sontuoso e romantico,
intravvedendo così una tenue luce
dallo sgabuzzino del cuore, il minimo barlume,
di speranza, ma per me era
immensa vitalità, guardandoti arrossivo,
per la voglia pazza di stringerti la mano,
felice di quell’avermi acconsentito,
di fare un tratto di strada insieme,
perché ero uno stupido, che voleva far parte del mondo,
e mi accontentavo di aspettarti, in fondo alla strada!!
si sente come una fitta al cuore,
avverti un senso di smarrimento,
non leggerai più un suo componimento.
Colui che scrive in prosa o in poesia,
non è persona che si trova in tra la via,
egli si fa interprete dei pensieri di tutti,
raccontando pregi e difetti di belli e brutti.
Chi a questo scopo la penna fa camminare,
tra le persone speciali è da annoverare,
è la voce di emozioni di tante persone,
e va ringraziato con un pizzico di commozione.
Quando tale persona viene persa,
l'atmosfera par esser un po' diversa,
orfani si rimane di un nobil pensiero,
scritto con arte e animo sincero
Divisioni d’infinito
carezzano le desinenze del mio io
ed un grembo di cielo
avanza petali del nostro domani,
tesse battiti di nostalgia
impigliati in refusi lunari.
Sbottono una valigia d’eco
fra le consonanti dell’anima mia
e ripenso ai nostri giorni feriti,
ad un sipario d’incontri perduti,
ad una risacca di cometa
a stringere solitudine d’eterno.
Rafia di vuote abitudini
soccorre il tempo dei pensieri
in questo silenzio d’aprile:
sei l’idea spoglia
del mio cuor in divenire.
con cui mi fai sentire sicuro,
il migliore amico sulla terra,
e il più bello, forse perché insieme a te
va tutto bene, certo non ci manca
la stessa spensieratezza di fare tutto
continuamente giocando, ma sei da sempre tu
fra le tue braccia che ad ogni tramonto
mi salvi, è una meraviglia dimenticare
tutto il mondo e pensare soltanto ad amarti,
tu comandi e accendi le stelle,
che dolce stare nel porto dei tuoi occhi azzurri,
una dolce fatina, i miei stessi desideri,
e sai bene che quello che desidero di più
sei tu, il tuo magnifico corpo
da sempre desiderato,
perché sei da sempre uguale,
stracarica d’amore per me!!
Diari di pioggia
a parlarmi di te
e diagonali di margherite
al capezzale del mio eco
ora che ogni ferita
è un desiderio senza te.
La sera sfama la mia anima
in un pianto di battiti
e son qui a rileggere i tuoi sguardi,
il mare dei tuoi fianchi,
il silenzio dei tuoi pensieri,
il perimetro dei miei inverni.
Soffia un cateto di brina
il petto dell’ombra mia,
ti cucio al mio tempo imperfetto
come bacio che mai rinnego.
acqua per lavarmi da riempire uno stagno,
mi guardo i profili come non faccio altre sere,
sistemo le basette come fa il mio parrucchiere.
Son quasi pronto per andar ad uscire,
fuori ormai sta anche per imbrunire,
l'ora 'X' sta finalmente per scoccare,
puntuale all'incontro non potrò mancare.
Le scarpe in tinta con la cintura,
un bell'orologio come finitura,
L'uscio oltrepasso di tutto punto,
il mio capello di gel appare unto.
Entro baldanzoso nella mia autovettura,
tirata a lucido con tanto di contrattura,
intanto leggo un messaggio sul cellulare:
' Guarda non riesco, ho avuto da fare!'.
'Porca di quella troia!' ho esclamato,
'Ora dove vado così conciato?'.
Non mi resta che andar al supermercato,
e comprar il gel che poco prima ho terminato.
Finché ci sei tu c’è l’amore,
l’amore più impossibile, indifferentemente
ci sia la possibilità di poter affondare,
finché stiamo insieme abbondiamo di felicità,
poi potremo anche discuterne,
ora lo ritengo importante, amarci,
esaminarci, finché ci piacciamo
restiamo alla fontana di questo amore!!
Finché volteggiamo felici,
finché ci accarezza il piacere,
finché passeggiamo sui sogni,
e tutto avvolge di divina meraviglia,
non ci sono parole per descrivere tanto amore,
finche abbiamo questo raggio di sole
per poter scrivere altre poesie,
restiamo innamorati di noi stessi,
accoccoliamoci per fare un bel pieno di energie,
per quando usciremo da qui,
e il vento del mondo ci minaccerà di nuovo!!
E mi ritrovo
a declinare l’anima,
a spendere nei miei sguardi
il romanzo dei tuoi meridiani
e spegnerei anche l’eternità
in un vernissage di solitudine
stretto ai confini del mio cuore.
Un’orchestra di margherite
cena con un battito di luna
nell’equazione spenta
di una lacrima di mare
ed assaggio i miei silenzi,
ed aspetto i tuoi dividendi
in un sospetto d’infinito
regalato all’eco degli inverni.






