Una bisettrice di stelle
lacrimerà su diari
di nuda speranza
e se il battito del tuo vivere
cadrà nel buio
dei meridiani del dolore,
ricordati sempre del mio tempo
acceso nei tuoi pensieri,
di un abbraccio d’anima
nel cuor di mille silenzi.
con animo fiacco
il portico del disagio
per raggiungere l'incertezza intarsiata sulla tua soglia
nel concedermi ristoro, svelando successivamente
la vera impronta
del tuo cuore
mentre incrociano
i miei occhi
nel scrutare le tue rime
tra le mani bascule
nell'accogliermi quiete,
o respingermi omettendo grovigli di gemiti
da scordare ipso facto,
oltre quella porta legnosa
decifrata in indifferenza
che gela il fiato!
Opzione ineludibile
tra albo e fosco.
E la notte inghiotte il fuoco
Cadi a stento nel tuo sonno
A poco a poco il tuo volto s'invela
"Oh, parlami, sei tu? Sei ancora tu?" Io dico
"Perché il buio ti cela così bene
E il tuo volto nell'ombra pare ballare
Nelle ore del sole"
"Piccola Psiche
Piccolo animale spaventato
Cosa ti porta, amico, a questo inutile dispero?
Il buio è ciò che all'occhio non dà
Per amare meglio e in modo più vero
Non cercar le mie parole
Cerca la mia sagoma, il mio odore
Bagagli di luce
mormorano al tramonto
disegnando l’anima
in un pomeriggio d’ottobre.
Diari di foglie dimenticate
volteggiano nei viali solitari,
scricchiola nei silenzi ambrati
un timido riccio di castagna
e nella soffitta dei respiri miei
carezzo profumi di mosto,
di muschio e di pino,
chiacchiere d’autunno
immaginate ad una finestra.
E mi afferro ad un filo d'erba
Per non cascare
Nell'immensità dell'universo
Crescevo sotto l'infinito
Ed un turbinio di stelle
Accompagna la mia veglia
Quando riguardavo la mia immagine
Sotto l'orsa a studiar le carte
Vedevo tutto diverso
Come se nel cielo
Il lento muover delle stelle
Avesse cambiato verso.
Così rimembro io
La perduta voce
Di quell'amore che volle
Lasciarmi solo
Ma più tremendo
Insieme con il corso
Del cielo trepidante
Ed il filo d'erba che mi sostiene
Cambia al variare della stagione.
all'assalto dei corvi
Son io
E' la carne che si mostra senza censure,
è la ribellione dominata
Un po' di distacco critico.
E' solo un sogno!
- Che succede dopo? -
Esco dallo specchio
Sto camminando su cocci di vetro
come i miei occhi fissi.
…
Sono ancora dentro.
e' la mia cantina con i suoi scatoloni,
negli anni ho dimenticato il lor contenuto,
ma quello di uno in mente mi è venuto.
Ci sono i giochi della mia bambina,
che ormai non è più piccolina,
lo apro e c'è la sua palestrina,
che sfiorava con la sua dolce manina.
Tutto giace nel silenzio e nel torpore,
la muffa lo conquista con il suo odore,
purtroppo proprio niente ci posso fare,
gelosamente lo torno a conservare.
Vado quindi nel mio appartamento,
cercando di nascondere il mio tormento,
lei è lì con il suo nuovo telefonino,
la sua mano che lo sfiora pian pianino.
Non mi accade spesso di intimidirmi,
nel vederti sondare il mio cuore,
quando succede riesco a pronunciare,
pochissime parole cortesi,
ogni tuo sguardo, tiene unito,
mi tengo forte perché è l’amore,
che ti manda da me!! Chiede di manovrarmi
a tuo piacimento, tanto bene o male,
ai tuoi agganci, mi rassegno,
confido in ogni tuo gesto
sei un’ottima creatura, ed io desidero
soltanto averti accanto, ascoltarti
e seguire i tuoi saggi suggerimenti!!
Basta così poco, per accordarci in questo gioco,
a te non rinuncio e tutto quello che posso concedo,
sia chiaro ritengo immensa
la fortuna del tempo che per me disponi,
per questo nel cuore conservo
il profumo che diffondi sino alle radici!!
Sss …
è tornato persistente
l’ottobre che conosco.
S’era perso di vista
all’imbrunire dei tempi
ma siccità, certo
non lo ha incantato.
Prevista acqua sino a sera
un sereno giorno di serenata
quando, tutt’attorno tace
d’assente fragore di tuoni e lampi
nella magia del silenzio,
lui ammalia.
E senza farne malattia
di troppo avverso
d’umido ch’entra nelle ossa
stemperato
traduce il verso della vita
che in ritmo Divino
disseta la terra.
il colore attorno non mi è normale,
il verde acceso del passato agosto,
ad altri colori sembra lasciare il posto.
Mi guardo attorno fiducioso,
cercando un albero più baldanzoso,
i miei occhi vanno invano a scrutare,
prendendo atto che il tempo non si può fermare.
L’albero della sua veste si sta per spogliare,
una nuova chioma si prepara ad ospitare,
la sua linfa darà ancora la vita,
soppiantando quella foglia ormai ingiallita.
Una stagione tira l’altra come in un’altalena,
dove l’uomo spera di non trovare pena,
a breve un soffio di vento anche discreto,
di tutte queste foglie farà un sol tappeto.
Chiacchiero coi riflessi del tuo nome
e lo incido nella pioggia
come luce d’inverno
e lo mescolo alle mie vene
come questo cielo di settembre.
L’anima s’inurba di te
in un confine di malinconie
ed il tuo silenzio sale
per il cuor mio disfatto
come lacrime di vento
fra i borghi solitari.
Echi d’alba e passioni
si regalano ai ricordi
e la vita senza noi
è un battito spento,
un romanzo svestito d’emozioni,
una stella nel fango,
una passeggiata con me stessa
in una confessione d’universo.
Se l’inverno dei pensieri
abitasse nel tempo di una rosa,
l’alba dei nostri nomi lontani
cadrebbe sulla mia bocca,
come un raggio di luna
a cercar la tua anima spoglia.
Per sempre ti regalerei
apostrofi della mia solitudine,
i confini spaiati di una stella,
le maree silenziose del cuor mio
e tu disegnerai per me
solo petali di un cielo eterno,
solo la casa dei nostri baci
sottratti ai capitoli del tempo.
Se l’inverno dei pensieri
abitasse nel tempo di una rosa,
l’alba dei nostri nomi lontani
sarà per sempre fame d’immenso
a saziare il nostro destino.
Mentre fora incombe il mattino
E io beato sul mio lettino
Ai ricordi mi ten saldo la mente
Memorie di cibo e di amici
Che ben mi vonno, che assai mi mancan
Di mari smeraldi che mai mi stancan
Di vivi color e viaggi felici
Il bel Paese, che l'Appennin parte
E la bella terra che 'l monte veglia
Landa pervasa di grande sgomento
E pur m'ammalo al pensier de l'arte
Ciò che potea e non è mi sveglia
E mi sovvien sol furia, e tormento
Voglio ringraziarti, insieme a te finalmente,
rilassato, e completamente ricambiato
appassionatamente, sento di essere governato da te,
merito dell’immensa fiducia e del tuo affetto,
sei un’anima buona, e chi possiede
un cuore fragile, facilmente si lascia contagiare!!
Ti ringrazio, so di non riuscire a starti dietro,
ma non mettere mai nessun freno
al tuo delizioso entusiasmo,
se concedi il lusso di poter entrare ed uscire
dal tuo cuore senza neanche chieder permesso,
tanto amore solletica la fantasia,
ogni mio desiderio è per te,
mi vieni ad aprire alla porta del cuore
perché non vedi l’ora di raggiungermi,
sento tutto il potere sfidarmi
dovrò essere capace di renderti almeno in parte,
l’armonia che porti nella mia vita,
non riuscirò mai a gareggiare con te,
accetto sedere al fianco, dell’ideale compagna di viaggio!!







