Intaglio lacrime di stelle
e l’orizzonte si divide
come battito d’anima
su sguardi e meridiani,
su apostrofi distanti.
Fra i petali del tempo
coccolerò consonanti d’inverno,
spiccioli d’infinito perduti,
e tu, silenzio d’amore,
come luna di piombo,
agita il plettro della mia vita,
sono ancora pioggia
caduta sul tuo dolce volto.
ci si avvicina piano in pompa magna,
dall'oscurità si viene d'improvviso avvolti,
gli occhiali da sole vengono tolti.
Tutto intorno regna un buio tetro,
nulla si scorge dal mio vetro,
eppure le luci sono accese,
ma solo di fronte son ben spese.
Il giorno con la notte si confonde,
le forme sembran più rotonde,
strano diventa anche il rumore,
diversamente rimbomba il motore.
Ad un tratto una fioca luce,
la pupilla alla dilatazione induce,
l'eclissi è finalmente terminata,
il sole torna a riempir la giornata.
Chi ci ama, con baldanza entra nel cuore,
vuole sfogliare nella nostra vita
non vuole sia avvolta dall’indifferenza, la sua presenza,
ininterrottamente si appollaia sul cuore,
conquista mandandoci raggi di sole
quelli più caldi per annunziarci il ritorno del bel tempo!!
Misteriosamente con aria distratta,
farcisce i sogni, tanto sarà lei ad occuparsene,
rinnoverà l’atmosfera di un dolce rinnovamento,
soffiando all’interno di ogni risveglio,
clamorosa ospite tutto controlla
finchè non riesce a far scoppiare dal ridere di felicità,
approfittando di ogni attimo di distrazione,
quando in frammenti di confusione,
riesce ad entrare nei nostri pensieri impossibili per noi,
ma mai per lei!!
un peso insostenibile mi travolge
l'agonizzante attesa di quello che sarà
Anche le fredde valli d'inverno
sperano nel sole di primavera
I campi addormentati
nelle dolci lacrime celesti
Fa di me un albero di pesco
così che possa fiorire al suo tempo
Fa di me un placido ruscello
così che possa scorrere al suo mare
Finché inverno tornerà
Nei tuoi baci l’universo
ed una cometa di sguardi
a declinarci l’anima
come equinozi di giglio
caduti dalle tasche della luna.
E tu che t’apostrofi sul petto
come pinacoteca dei silenzi,
disegna il romanzo crepuscolare
del bozzolo dei nostri abbracci,
trema sui capoversi del mio cuore
come pianto di una nuova stagione.
L’amore sfiora il naufragio dei ricordi,
inclina confessioni d’immenso,
rammenda i sipari del nostro tempo
ed io resto qui ad aspettar
nei tuoi baci l’universo intero.
negli agosti di rabbia arroventati,
d’autunno, al pianto delle foglie,
in tante scoraggianti primavere,
ho provato a sognar serenità.
La voglia dei miracoli svaniva
e davo colpa al solito destino.
Un saggio incontrato nella vita
mi consigliò di non pensare al fato
e di guardare attentamente il tempo
da non confonder coi malanni dentro.
Così, nell’accader delle stagioni,
mi incantò il tepore d’un camino,
non mi bruciai al sol sulla scogliera,
apprezzai un’edera ribelle
e l’ombra donata dal mandorlo in fiore.
Assorbendo bellezza allor m’accorsi
del valido ripristino del cuore.
Emigrai nel sito delle smanie
per osare di più immerso nei sogni
alla ricerca del gusto della felicità.
*
Stesura 05/08/2022
Poesia vincitrice del Contest Poetico Online POESIA FILOSOFICA, Sezione Freud, organizzato dal Gruppo Riflessi di Poesia (2022) ispirata al tema: “Forse c’è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: perdere la voglia di sognare ancora.” (S. Freud)
Sei la persona che più ho amato
ed ora non ti vedo più
nel mio quotidiano.
C’era qualcosa di così bello
quando mi parlavi piano,
quando salutavi con la mano
quando mi amavi ...e basta.
Ma anche ora
non sono morte queste cose
vivono ancora in me
quando guardo il tuo ritratto
è come se mi prendessi per mano
a salutar con me l’Ave del ciel
il tenero battere d’ali
della farfalla, il cielo quello
per cui hai voluto salvarmi
traendomi fuori dal vuoto
e dall’infelicità -
mia amata, mia gioia.
L’orchestra del silenzio
bussa al pianto dell’inverno,
dicembre matura divisioni
sfocate di malinconia
ed un costato di quiete
si sbriciola nei miei occhi
come bozzoli d’aurora
firmati da un romanzo di neve.
L’orizzonte è una lettera muta,
un battito di luce fioca
scolpito come strascico d’io
in quest’anima di cristallo.
Senza amore non c’è possibilità di andare avanti,
è l’amore che apre le vie ed i cuori delle persone,
guarda negli occhi con adorazione,
quando entra nella nostra vita,
rendendola subito luminosa
è massiccia la sua potenza
una grande fortuna la sua pace,
immensa la soddisfazione con cui rassicura i sorrisi!!
Si insedia nelle stanze, nelle pareti,
e si può parlare dell’entusiasmo,
con cui lavora per presentarci al mondo,
in una veste del tutto nuova,
sconosciuta anche a noi,
finalmente affascinati non riusciamo più,
a divincolarci dalla sua stretta,
con trasporto ha messo una mano sul cuore,
vuol sentire se siamo rimasti contenti
del suo arrivo, ma prontissimo a sgommare,
alla prima delusione!!
per le elezioni fatte a maggio,
si fanno anche in altri mesi,
ugualmente son molto attesi.
Trepidanti si attendono i lor dati,
che anticipan di fatto i risultati,
sulla statistica essi son fondati,
alcuni partiti ne escono smontati.
Dai politici di turno vengono poi interpretati,
come se per leggerli servissero gli scienziati,
ad una percentuale danno la lor interpretazione,
anche uno zero per cento ha la sua spiegazione.
Non ci sono ne' vincitori e ne' vinti,
tutti ne sono molto convinti,
l' unico dato certo in questo concertare,
e' la gente che non va più a votare.
Sotto l'orsa a studiar le carte
Vedevo tutto diverso
Come se nel cielo
Il lento muover delle stelle
Avesse cambiato verso.
Così rimembro io
La perduta voce
Di quell'amore che volle
Lasciarmi solo
Ma più tremendo
Insieme con il corso
Del cielo trepidante
Ed il filo d'erba che mi sostiene
Cambia al variare della stagione.
Volatile dubbio si insinua
nel cielo
lacrime d’angelo lavano strade
sporche di detriti di un mondo passato
avanzo di un tempo in cui la malizia
confondeva il senso comune delle cose
l’antico è una tela sfatta di punti incompiuti
e rattoppi alla buona
tessuto logoro che non scalda
nell’inverno presente
la fredda neve verrà assorbita
da nuove trame instancabilmente
intrecciate mai ferme e sempre mutevoli
l’apparenza è perfezione fittizia
inganno che copre la sostanza delle cose
essa si fa vedere agli occhi
solo attraverso uno strappo dell’esistente.
Se fossi brina
sulle cattedrali dei pensieri tuoi
bacerei questo inganno di papaveri
scolpito da una catechesi di stelle
per non invecchiare il cielo
col battito dei tuoi appuntamenti.
Se fossi costato
dei miei silenzi senza aurore
sommerei questo scalzo infinito
al perimetro dell’anima mia
e non giocherei coi miei sguardi,
e non negherai i tuoi frammenti
perché sempre saremo eternità
regalata alle pagine del vento.





