Angeli di ferro battutti dal vento
all’ingresso di una chiesa
il crepuscolo è un attimo
che cancella per una notte
l’ultimo raggio di conoscenza
ali inossidabili continuano a vegliare
dall’alto del loro volo ammansiti mortali
i loro passi lenti sul sagrato
fendono la sera nella ricerca
di una speranza da abbracciare al risveglio
un’alba si intravede
al lume delle candele
che illuminano icone
adornate di sacro respiro
la notte è già passata
nonostante il buio lì fuori.
lento pede avanzo con te vicino,
sulla tua spalla la dolce mano poso,
accarezzo il tuo collo con far amoroso.
Un passo dopo l'altro ci raccontiamo,
la nostra giornata e ciò che facciamo,
io scopro qualcosa che non so di te,
tu impari qualcosa che non sai di me.
Un semaforo rallenta la nostra andatura,
il mio polso nascosto dalla tua capigliatura,
il tuo sorriso per un attimo scorgo,
diventa verde e non me ne accorgo.
Le strisce ci aspettano per attraversare,
sembran nuvole sulle quali sto per volare,
siam ormai giunti quasi a destinazione,
con te sarò sempre un distratto pedone.
all'alba
e poi rivederlo alla sera
tuffarsi nel mare...
e ringraziare insieme
il cielo,
per offrirci spettacoli
di immensa bellezza.
Sorreggersi a vicenda
e sapere
che se cado sei lì
pronto a sostenermi:
perché se
camminiamo insieme,
anche il percorso
più impervio
sembra più sicuro.
Guardare lontano
e sapere che se
a me sfugge qualcosa
lo afferri tu;
perché insieme
si guarda meglio.
Sulla lunga tastiera della vita,
suoniamo un concerto
a quattro mani
e ogni tasto ha
una nota diversa:
insieme la musica
non è mai uguale.
Insieme seguitiamo
a camminare
e andiamo avanti.
Se non vedi,
io sono i tuoi occhi.
Se non parlo,
sei la mia voce.
Se non sento,
sei la mie orecchie:
perché insieme
si sente il doppio.
Perché insieme
si guarda oltre...
e più avanti...
e più vasta...
ci appare
la grandezza
dell'immensità.
E non importa
quanto andremo lontano,
né quanta strada faremo...
ciò che conta
è camminare in due:
perché insieme
si va più lontano.
Perché in due
si sopporta
meglio il dolore
e le ferite fanno
meno male.
Perché in due
la vita ha più sapore:
perché quando
c'è amore...
non si invecchia mai.
Perché camminare
in due...
è il dono più bello
che la vita possa fare
a chi ha la fortuna
di camminare...insieme.
col bacio più dolce
sui petali di crocus
ai primi raggi di sole,
e tu coglierai con baldanza
l'estratto d'emozione
del cuore accogliendolo
nel buon giorno che svecchia
il fato tra le nostre radici d'amore estasiandoti, annusando l'essenza
del karma che trascrive
nuove formule per noi
sul leggio della vita
nella carezza del vento
sulle spighe di grano
già recise nel celebrare
quel tramonto d'autunno senza fine che verrà,
dove la dolce rugiada
non consuma tempo
nel pianto di quel che sarà,
aeriforme ma consapevole respira il momento
che si interrompe solo
al risveglio della lenta
e lunga accorata cupidigia
accanto al bianco delle pietre dei muretti a secco dei trulli, ove si fanno testimoni origliando nel segreto
di quel che i nostri nembostrati sveleranno coartamente sui petali
del sogno quando
rinnegando nel disgregare completamente un punzone, che effige la speme
mentre fugge sbigottito
dalla sua falce di luna calante per finire poi anche noi
col palmo della pece fine preannunciata con scroscio,
e poi guazzi sul terreno noi disarmi sparsi coi viola petali calpestati dal cruccio
nel dissolverci sfiniti
evaporando con essi,
anche quell'ultima goccia
che bacerai sul ciglio di fiore
che nascerà nella mite aura
come germoglio per vivere
di luce d'anima ubbia,
riluttante nel combattere
l'amor che non si vuole,
ma tutto è disposto a dare
per poter vivere
davvero d'amore,
ma d'amore davvero
si ha solo timore
di sentir decantare il cuore
quel cuore che non crede più,
ma in cibrei parole
d'amore vuol cantar
come sole scottante
a mezzodì d'estate accesa.
Scrivi di me sulla bocca
e poi dove abita il silenzio
telefona ad uno spicciolo di stella
ad incantarmi il cuore
come anima del tuo sguardo,
come indirizzo del tuo battito
e solo allora capiremo
d’esserci regalati l’universo,
magici diari d’eterno,
nel nostro abbraccio più bello.
Ed allora saremo come mare
a carezzare le stagioni,
furti di stupida solitudine,
dolce poesia d’immenso,
tempo che non lacrima sul petto,
noi d’infinito
nell’infinito caos del mondo
taciuto ad un fiore.
Il tempo al meriggio
migliora e calmo
dal lontano remigio
il Nunzio all’ora santa
in prece ora sta.
Del calmo odor dei fiori
inumiditi dalla pioggia
il buon merlo or ora
buon cibo cerca
pei pulcini che chiaman papà.
Il Nunzio che saluta
quello che verrà
prospetta e spera e beato sta.
Ed ora in casa chi studia
ed ora il lento lavorio
ed ora il canto del ciliegio
tutta la natura come muta sta.
Sembra il favor dei destini
che il filosofo saggio dispiega
- il merlo si stacca dai ciclamini
sopra la torre del nunzio va.
Così la canizie di chi sa racconta
il bel posto e la vita del contado
tutto disparato
c’è chi resta c’è poi chi va.
Ed il romito asilo
che antico e un po’ incerto
si va dispiegando certo
per quel che sarà.
L'attesa!
Il mare crogiola nella sua acqua,
onda su onda ad infrangersi su riva.
La nave attende di salpare,
ed il gabbiano di volar oltre le scogliere.
il giorno attende la notte e
la notte il sole ad invigorir la vita.
La vita è attesa, racconto da fotografare,
storia da poter proseguire,
la vita attende di esser vissuta,
fermoposta da consegnare.
Attender qualcuno o qualcosa,
episodi da chiuder ed aprire.
Ed un vuoto da colmare.
Una spiaggia calpestata,
ed un pattino da salvataggio
in attesa di soccorso.
L'attesa non ha finalità di fine
ne logica, ne illogica,
è stasi di vita quotidiana!
E mi avanzi
in questo bacio infinito,
tu che sei diagonale di giugno
e spigolo di mare,
luce d’un granaio di sguardi
e nevicata lunare.
Il tempo trema all’orizzonte
sui miei silenzi di stelle
ed un concerto di battiti
morde la nostalgia del tuo eco
come petali d’un violino
colorati d’inverno:
siamo giorni spenti
sul palcoscenico dei nostri perché.
Se è anche il cuore che lo detta,
grazie della fiducia che deponi in me
grazie per avermi ospitato nel tuo cuore,
e grazie per i sacrifici che fai e che farai per me,
sei una creatura troppo saggia e onesta
eppure hai deciso di rinchiudere me
nel tuo cuore!! Tutti i tuoi sentimenti
lì rivolgi a me, nel bene e nel male
questa storia oramai riguarda soltanto noi due,
è per noi l’amore che siamo arredando!!
Insieme impareremo ad amarci e a sopportarci,
nella nostra spedita somiglianza,
comunque, non stancarti mai,
e continua a coccolarmi sempre così,
continua ad essere per sempre la mia tisana,
e la mia dolcissima terapia,
mai trascorso tanto tempo,
con una così piacevole compagnia,
l’amarti nel quotidiano, sin dalla colazione,
con una spolverata d’amore rigoverna
e riattiva i sistemi del cuore!!
dovrei esser a cercar castagna,
ma son qui invece al tuo cospetto,
mentre il cuore mi si gonfia in petto.
Non mi devo riparar dal caldo sole,
nessun abbronzante da spalmar su prole,
la sdraio e il termos a casa resta,
il bagnino magari sarà in palestra.
Siamo soli io e te e l'orizzonte,
con i miei pensieri dentro la fronte,
ammiro la tua maestosa grandezza,
un vento leggero mi fa una carezza.
Il tuo eterno movimento come compagnia,
mentre io scrivo questa bizzarra poesia,
che forse non ha capo e non ha coda,
ma che quest'oggi in versi ti loda.
Cara Italia,
Quando penso alla mia terra mi emoziono, sono nata in mezzo al nulla con nulla, intorno a me palazzine marcite e amianto nelle guarnizioni dei garage, eppure quando cammino
sento sempre poesia.
Ti assaporo in ogni trama dei tuoi paesaggi, sei romantica
Quasi timida, per raggiungere le meraviglie della tue terre bisogna scovarle
Astratta perché ampia e intricata anche nella tua bruttezza
E le storie delle tue città più importanti, soprattutto quelle dei quartieri malfamati, piene di tragedia e teatralità.
Sei è un’artista, un’amante, sei passione
Se potessi con tutti i soldi del mondo mi candiderei in politica, una nazione che ha il cuore spezzato mostra il volto del suo popolo e l’italiano è nelle sue radici. Giù al paesino dove vive mia nonna ci sono poco più di 4 gatti e due vecchi, tra cui mia nonna e i parenti di mia madre. Ovunque cammini in quelle vecchie stradine da marciapiedi del secondo dopoguerra qualcuno è pronto a offriti caffè e bicchiere d’acqua. Noi Italiani sembriamo vecchi e logori , incattiviti dalla vita ma se soltanto entrassimo un attimo in quelle strade malconce ci accorgiamo che il paesaggio è rivelatorio, siamo fatti in questo modo: amiamo e ci consumiamo in nome di questo amore.
E io amo la mia Italia e da politico reincarnerei questi valori, questa speranza di vedere risorgere la mia amata nel nome dell’equità, della gentilezza e dell’educazione. Non mi venderei a nessuna alleanza di facciata, non lascerei che i miei interessi finiscano per condizionare i miei valori e distorcerli. Se avessi tutti i soldi del mondo mi sacrificherei per lei, lavorerei tutti giorni della mia vità affinché essa abbia l’opportunità di dare il meglio di sé, perché si tratta di avere le stesse opportunità fin dalla nascita, opportunità scolastica, economica e affettiva. I tre grandi pilastri: istituzioni educative, lavoro e famiglia. Cose che dovrebbero essere sacre e che dobbiamo assolutamente tutelare, cose che Io ho intenzione di tutelare o ne avrei intenzione in questo futuro Utopico,
Se avessi tutti i soldi del mondo io brucerei e mi consumerei per te.
Perchè Mia cara Italia ti amo,
Lavagne di pioggia
incise nei miei pensieri
piegano le fatiche d’un fior
come un raggio di vita
seduto sul crepuscolo.
Ho respirato silenzi
in valigie di pioggia,
divisioni di cielo
ed albe senza nome
ma un costato di novembre
bussa ai miei sguardi persi,
siamo ancora abitudine
sul petto della nostra storia?
Vorrei che fossimo sempre pioggia
a scriverci dentro l’eterno
come anime senza testo.
se sapessi suonarlo mi parlerebbe di te
ogni nota che se armonizzata alle altre
sono poesia di cui tu componi ogni mio respiro
ricordo il modo in cui mi sfiori e sento musica nello stomaco
nel silenzio oscuro della mia stanza le tue dita mi accarezzano
tutto sembra sbiadire e avverto solo quel leggero odore di te
sui cuscini, nelle coperte, sotto al mio naso
sei aria che trattengo per fermare un altro attacco di panico
e tutto ciò che avverto è quella melodia in lontananza che mi parla di te








