Per mio Papà


Vergineo giglio: sole!

Amena immacolata

- grazia alla fiaccolata-

sei prece di candor.


A te cosa aggrada?

di noi, la nostra vita

di noi, la bea salita

vergogniamoci ancor.


Ti doniamo: cammino

verso quel monte santo

che ci copre col manto

fatto di cielo e amor.


Siamo tuoi figli, oh Sole

della ragione vera

non sia una chimera

quella fé interior.

Stefano Govoni, 27/08/2022

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Profilo Autore: Fone  

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Mi rimembro antiche
voglie, e ristoro sono
le dita tue che marcano
la pelle, lasciando impronte chiare.
Mi agito nel sogno
ricordando il tuo viso
nascosto da rami e foglie,
presenza incarnata nel cuore
come artiglio, non puoi andare.
Perdute sono le armoniche bocche,
che in un bacio d'amore
cercavano sollievo e desiderio.
Sorvolano i pensieri la mente
come alianti perduti nel cielo,
e mi raggomitolo in attesa
del tuo profumo, che porta
legni e spezie a dilatare
il respiro.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Delle volte mi soffermo a pensare

alla solitudine degli altri senza comprenderla,

sarà perché con la mia ho imparato a conviverci.

Si lamentano in continuazione per quel male oscuro

che scava nelle profonde radici dell'io incompreso.

Eppure non sono realmente sole, hanno famiglia,

un marito accanto o amici veri che stravedono

e darebbero la vita per la loro felicità.

Insoddisfatte e lamentose cercano altro,

forse evasione o attenzione che pensano di non ricevere

soffrono del male di vivere, eterni insoddisfatti,

ogni appiglio è valido per poter afferrare e comunicare sconforto

scaturito dal loro subconscio in modo errato e amplificato,

in qualche modo cercano di esternarlo al mondo sempre più distratto,

cercando quelle attenzioni di cui avvertono eccessiva carenza.

Insomma persone insoddisfatte di ciò che hanno

talvolta vorrebbero demolirne altre in egual misura.

Allora mi rendo conto che la mia solitudine è buona compagna

e nelle nostre lunghe chiacchierate riesce a farmi riflettere su tante cose.

Sul dolore che ho provato per una mancanza vera,

importante come la luce dei miei occhi eppure, è quella stessa luce

a spronarmi a non arrendermi alle prove della vita,

dandomi la forza di discernere tra realtà e fantasia.

Il dolore non si inventa, solo dopo averlo provato si può esternare

talvolta resta incompreso ma si evincerà sempre

nella percezione trasmessa dall'anima.

Sicuramente ci vuole una forza non comune

per non cedere all'inganno dello sconforto e della malinconia

che potrebbe condurre a gesti estremi.

 

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Io in Islanda non ci sono mai stato
Mai nello stato di ghiaccio e fuoco
Ma istanti freddi, fermi in quei cieli distanti
Mi affondano immaginando di immergermici dentro
Solo soletto al mio caminetto arroccato
Cantando sgolato e a denti stretti
Gelato su quell'isola senza germi

Quella lingua dura di mare tra mura
Di scogli e scaglie di lava che lavano
Tutto lo sporco da cui ora fuggo
Che posto pulito
Zero nasi ficcati e zero noise
Niente traffici imbottigliati tra casoni a caso
Che ti inquinano anche dentro
A forza di contatto con tanto schifo

Ma un pezzo di pazzo pensereste di me adesso
A chiedere asilo in quell'antro
Ebbene sogno soltanto, lasciatemelo fare
Spero che da qualche parte un faro
Ci sia in cui mi farò guardiano del mare
Custode del mio niente
Tutto questo in mente
Tutto questo sognando ingenuamente
Di far la mia locanda
Certo non calda, ma sicuro candida
In Islanda 
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Profilo Autore: Ealain  

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Beata Vergine: luce

che ramminga solevi

amar i tuoi allievi

di prece dacci ancor.

Insegnaci ragione

di quel figlio divino

d’esser dell’agnellino

ab aeterno amor.

Sole abbacinante

che sprigiona rugiada

che sia e ti aggrada

che siam tuoi favor.

Ed il pianto antico

si converta in cielo...

si mandi dal Carmelo

gioia speranza e livror.

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Profilo Autore: Fone  

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Ah, sto' cchiena
'e dulure stammatina...
quase quase mme
piglio n'aspirina.
Tenco pure nu poco
'e male 'e panza:
forze tenco
quacche intolleranza.
Eccì, eccìù, e..ccià,
aggio fatto ciento starnute:
si vaco annanze accussì,
so' ggià pronta p' 'o tauto.
Uh Madonna mia
comme sto' ccumbinata,
stammatina pe mme muovere
nce vo' nu carrarmato.
Aggio fatto nu colpo 'e tosse,
mme so' asciute ll'uocchie 'a fore.
Tenco nu dulore forte mpietto,
niente niente fosse 'o core?
Salute a vvuje
e pparlanno cu ddecenza,
nun vaco bbona 'e cuorpo:
tenco nu poco 'e flatulenza.
'O core fa pu ppù,
nun ce 'a faccio cchiù.
Quanno saglio 'e scale
mme vene ll'affanno:
tenesse ll'enfisema
o quacch'atu malanno?
Quanno respiro faccio
'o siscariello,
ma fosse nu poco
'e brunchitella?
'O duttore dice
ca nun m'aggi' 'a preoccupà,
tenco nu male comune:
sono affetta da anzianità.
Passata 'a sissantina,
è nu dulore ogni mmatina.
Quanno 'o tiempo passa,
è nu terno a llotto:
si po' facimmo 'a tombola,
allora sparammo 'e bbotte.
Simmo tanta nummarielle
ncopp'a cartella d' 'a vita:
ogni ghiuorno ca passa
pazziammo na partita.
Quanno sott'ô traguardo
simmo quase arrivate,
jammo sempe cchiù llente:
senza sciato e affannate.
E allora nun fa niente,
accussì vaco annanze:
nu poco zuppechianno
e nu dulore 'int'ô scianco.
Pe mme chello ca conta
è cca arrivo nfin'a llà:
quase â fine d' 'o percorso,
senza tanto spapetrià.
Nun me mporta si spisso
mme fanno male 'e rine.
Si tenco 'o core pazzariello
e nu poco ballerino.
Si quacche vvota,
tremmo c' 'a mano.
Si pure cu 'e llente,
nun veco bbuono 'a luntano.
E nnun voglio penzà
a qquanno vaco
a ffernì 'int'ô puzzo:
d' 'o calice d' 'a vita
mme voglio bbere
nfin'a ll'urdemo surzo.
Quann'essa vene
e annanz'â porta fa "drin drin",
i' aizanno 'o calice, saluto...
po' faccio ll'urdemo bbrinnese: cin cin.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Abbiate coscienza...
Salmodiate i canti al Signore...
 - così parlava il nunzio -
ed ora che è sera chi canterà
delle glorie passate che passano
degli sforzi che sono sudore
e con essi divengono più
ma quegli sforzi che sono solo sudore
e peggio con ego e dolore
che ne valgano ancor alla terra
di tanto orrore?
Poco e nulla, ma forse conviene,
cantar e salmodiare ed il Nunzio
che lo fa sa perché sa che se lo fa
grande il suo premio sarà.
E voi nunzi della sera
uomini belli e mortali
ricordate che il tempo cagiona
conoscenze, fatevi savi.
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Profilo Autore: Fone  

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Lei

danza nel cortile

prima di morire

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Profilo Autore: Labbra Tristi  

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Il respiro 
avvolse il Creato
 il silenzio t'accolse
al tuo Vergine Cielo 

Di lune nascenti 
affamate di lampi 
l'eco fu luce 
d'essenza fiorivi 
in quel tempo remoto

Ora il volto
 puoi chinare 
se d'amor mio 
piango al tuo sguardo 
 che solo te 
ha sempre amato.



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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Tuonano i palchi
nelle notti brune d'amor
fra il muschio fra cervi e daini
il vento si nutre di sapore

La natura risplende
e sembra anche l'anima
di chi la mira brillare
di quella luce che trans-abbacina
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Profilo Autore: Fone  

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Morto un papa un altro se ne fa,
non vale lo stesso per il papa',
morto lui non c'è più nessuno,
che il suo posto prenda per ognuno.

Un accento fa una bella differenza,
di uno si rimane ahime' senza,
questa la dura legge della vita,
beato ancor chi non l'ha capita.

In tutto questo si va avanti,
facendo fronte a tutti quanti,
rimangono ricordi e insegnamenti,
a cui ricorrere nei vari momenti.

Il papa non a caso è senza figli,
per evitare di crear scompigli,
in dote un accento lui non ha,
seppur grande non sarà mai il mio papà!
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Pezzi unici

- anime -

da vincolo umano

uniti.


Forza è coraggio.

 

Dai
non restiamo primizie svendute

 

a prezzo di realizzo

del proprio pozzo.

 

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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Da lontano ammiro la tua insegna,
di gentil profumo la strada è pregna,
in programma non v' è di entrare,
ma dall' acquolina mi farò tentare.

La decisione è ormai bella e presa,
varchero' il tuo uscio a man protesa,
alla cassa mi dirigero' spedito,
ordinerò il mio dolce preferito.

La scelta tuttavia è ampia e ricca,
la mia vista velocemente ci si ficca,
l' idea allora cambio repentinamente,
un vassoio mi passa di prender per la mente.

Così maturo la voglia e così sia:
'Un vassoio da dieci paste da portar via',
sul palmo di una mano quanto acquistato,
esco felice ed assai fiero del mio operato.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Quando invecchierò,
guardami con la stessa
emozione che provi
quando vedi il sole tramontare.
Fermati ad ammirare i miei rossi,
i miei arancioni, i miei gialli
che si mescolano
con l'azzurro del cielo.
Quando il sole va a dormire
cercami nel buio della notte:
sarò la tua luce.
Quando il nuovo giorno nasce,
cercami all'ombra
di una grande quercia:
sarò la tua frescura.
Amami all'imbrunire
e quando i miei capelli avranno
il colore della luna,
accarezzami il capo
e disperdi le mie nubi;
affinché non si
trasformino in pioggia.
Amami anche d'inverno
e quando i miei rami
saranno secchi e spogli...
tu dammi acqua
e disseta la mia anima;
affinché non inaridisca.
Se ho freddo coprimi
di abbracci,
se tremo riempimi di baci.
Dimmi che mi ami:
dimmelo con gli occhi,
dimmelo con il cuore.
Se mi allontano avvicinati,
se non ci sono cercami.
Guardami ogni giorno
con la stessa emozione
di quando vedi
sorgere il sole.
Al calar della sera,
salutami con
un arrivederci
e mai con un addio...
perché per te
ritornerò sempre:
sarò il tuo raggio di sole,
la stella più luminosa del cielo.
Come due alberi,
uno accanto all'altro,
con le chiome al vento
e con salde radici...
ci sorreggiamo
nel viale della vita.
Il giorno in cui
un vento violento
si abbatterà su di noi...
...se vedi che ho paura...
stringimi forte la mano.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Tacciono 
gli uccellini
stamattina
e plic, plic
fa la pioggia 
sulle grondaie.
Ma ecco!
Da lontano:
Il Picchio 
e poi il Merlo 
e fruscìi d'ali
veloci, veloci.
Saranno Rondini!
Le prime auto 
rumorose
sulla strada bagnata.
Un cane abbaia
alla solita bicicletta 
e plic, plic.
E ancora piove!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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