nei vicoli stretti,
turisti con in testa
cappelli fosforescenti,
tutti sorridenti,
fan finta d'esser immuni
I nuvoloni,da dietro
la collina,
dopo il mezzodì,
fan rimbombare i tuoni
come rombi di cannoni
I turisti, come le api,
cercano il polline
sui fiori
Il perimetro del tuo eco
colorerà comete di malinconia
ed un compleanno di sguardi
siederà fra apostrofi di cuore
come sinossi d’anima
accoccolata nei ricordi.
Ed esplodi nei miei meridiani
come un bucaneve a primavera,
la luna sazia il mio confine,
e tu, punteggiatura del mio esistere,
abita nei miei pensieri
e saremo ferita d’eterno
sui leggii del mio silenzio.
La sera scivola sui fianchi
leggera
Angeli ballano nella campagna
O forse è solo questa luce obliqua
e gli angeli sono idranti
ad innaffiar la terra
Sudo di te
su di me
nuda
- Allucinazione -
Poi il nero prende forma
e resto sola
senza favola
Ti amo perché mi piace amarti,
ti accarezzo, perché non riesco a farne a meno,
ti amo perché la vita è troppo breve,
ma sento sia importante viverla bene
e spenderla al meglio, quindi meglio di te non c’è né!!
Ti amo, perché con te mi viene tutto facile,
il mio cuore da sempre mi indica
soltanto una cosa, il tuo cammino,
fatto di sorrisi divertenti e brillanti,
anche tu finalmente sei felice quando ti porto fuori,
sei teneramente rilassata
si capisce lontano un miglio
che sei affascinata da me,
oramai non riesci neanche a negarlo,
ed io sono felice che finalmente mi abbia trovato,
da qualche parte del tuo cuore,
dove ho lasciato scritto,
sei tu la mia preferita!!
Come fiori appassiti
i loro passi stanchi
scrivono ai miei ricordi
e le loro fragili carezze
bussano al mio cuore.
E le rivedo a cenar
coi miei malinconici silenzi
nel fiato di questa sera d'ottobre,
curva su un tramonto d'autunno.
Cari nonni,
ho apostrofi delle vostre vite
nel palmo della mia mano,
le regole infrante dei giochi,
coperte di stelle i vostri abbracci,
estati d'anima spensierate,
romanzi di consolazioni,
morsi di sbagli e consigli.
Vi abbraccio e difendo
il bacio dei nostri ricordi.
con lei sara' una bella avventura,
due fanali che illuminan gli occhi,
non se la meritano i più sciocchi.
La sua targa poi parla chiaro,
il suo prezzo è stato molto caro,
seppur un po' avanti con l'età,
su di essa splende grande belta'.
Salgo su di lei con una certa compostezza,
poi la marcia inserisco con destrezza,
più di una sfrizionata le faccio provare,
il suo calore nell'abitacolo mi fa riscaldare.
Il mio giro ormai e' quasi terminato,
di fatto a destinazione son arrivato,
e' stata un' esperienza fenomenale,
la Ford Escort Cabrio è davvero eccezionale
A volte la nostalgia
di un caro è un prezioso
ricordo in un mesto pensiero tracotante tra le pieghe
della sua perdita propagginandosi nella mente,
per poi scendere nel cuore
come vortice di commozioni riscaldando l'anima
turbandola nel profondo, immaginando così
a occhi chiusi
di poterlo abbracciare respirandone gli olezzi
del trascorso vissuto insieme!
Originando inevitabilmente lacrime d'amore e d'affetto
che rigano copiose le guance
lasciandoci sussultare
dal calore dello stupore
nel rivelarsi che in fondo
quelle lacrime di luce
dolce rugiada d'angelo,
non sono altro
che carezze del proprio caro
mentre svelano
fitte in quei brividi
nelle strette del cuore
negli abbracci
di quel caro alato
che alacre e benigno
ci trasfonde nell'intimo
suscitati nell'epicentro
che risiede nel nocciolo dell'essere di chi lo anela
costantemente nei sogni,
per ricordare con tenerezza
che la lontananza in fondo
non è poi così profonda
nel tempo dell'uomo
se abita in noi,
ma è solo un'incresciosa
situazione spaziale determinata dalla distanza
che non getta mai
nel baratro
della reminiscenza,
se vie è ancora
quel nastro d'oro
che ancora indissolubilmente
unisce chi si vuol bene
anche oltre l'acredine morte.
(shampoo all'ultimo grido doloroso)
e lo sciabordare del pubblico invisibile
Così scivola appallottandosi
Il ragno ch'è mostruoso
a occhi chiusi
Infingardo mi palpa dove non deve
Per un attimo
Lento Lento Lento
Lisciando la lisca limata dal vento
E poi va: vivo o morto,
nella tenebra
di ciò che ancora non è fogna
E lavo via la pelle con le sue colle:
nel buio di quel buco finiscono le stelle;
ma anche la vergogna
Poi, ad acqua che tace,
finalmente all'armatura d'un giorno nuovo.
Non la mia natura,
solo intorno un altro medioevo
Sguardi di luna fra i capelli,
occhi sciupati dai ricordi,
son vuote e sole le mani
della tenerezza dei nonni
nell’apostrofo malinconico
dei paesaggi della vita.
Il pianto delle loro ombre,
curve come girasoli al tramonto,
si consuma indifferente
nelle nenie dei silenzi
come un’anonima storia
nel triste riflesso dei tempi.
Eppure ogni nonno
è un abbraccio profondo,
l’abbraccio del tuo passato,
l’abbraccio del tuo futuro.
Tu sei venuta al mondo,
perché c’era bisogno d’amore nel mio cuore,
sei passata per prendermi per mano,
e per aiutarmi in tutto quanto,
non mi riesce mai da solo!!
Ora con te non ho altro da fare,
devo soltanto amarti, metto le mani in tasca soddisfatto,
non avrei mai creduto fosse possibile, amarti!
Quanto son diventato pericolosamente sicuro,
sulle tue labbra, tranquillamente felice, commento
alle stelle l’accordo che ci unisce,
ci siamo caricati sulle spalle, tutta la sincerità del mondo,
disposti a spostare mari e monti
per vederla fiorire nel nostro fantastico giardino,
dove quotidianamente passeggiamo,
in armonia ci accompagniamo,
smarriti a respirare le stesse dolcezze
che ci riportano bambini, senza preoccupazioni,
seduti sul gradino del cuore,
all’aria tiepida di fine settembre!!
la giornata mi chiama come è normale,
la mia pancia mattutina è troppo sferica,
devo eliminar qualcosa tramite apertura sfinterica.
In bagno mi reco con passo claudicante,
mi poso sul water abbassando le mutande,
dalla finestra la luce è tenue e fioca,
anche il sole di voglia sembra ne abbia poca.
Sta di fatto che l'alba mi fa compagnia,
con i suoi raggi che crean forte armonia,
riflettono leggeri nella mia vasca,
intanto uno stronzo nel water casca.
Con lo sguardo al cielo in maniera sincera,
per questa nuova giornata faccio preghiera,
ma mentre la mia speme al ciel è arrivata,
mi accorgo che la carta igienica è terminata.
Circumnavigo i ricordi
in questo riassunto d’orizzonti
a scrivere nei miei occhi
come su alfabeti di papaveri
i riflessi della sera,
e tu, ruba pure le clessidre del mio tempo,
scambia i colori della tua vita
con l’uragano dei miei sogni,
corteggia il romanzo dei respiri miei,
stanca pure il petto delle mie lune,
brucia i miei vuoti pensieri
come il confine infinito
dei tuoi baci senza discorsi.
Circumnavigo l’eterno
ed esplodi nel mio cuore.
Candor sopraffino: siete beata!
Salutate per noi il vostro figlio
Vergine dal popol tanto amata!
benedite la nostra patria! Giglio.
Il nunzio ama prega e spera in voi
non in altra creatura ed ei vola.
I pastori alla fonte benedetta, i buoi
che si nutrono dell’acqua che cola.
Siete voi “Fonte santa del popolo”
e noi assetati di tanto amore
combattiamo con voi come codolo
ed è quella santa corda il rosario
che il ciel ci dona come favore
che il nunzio ci fa suo salario.







