Il passo si perde tra le spighe amiche
Un campo infinito di natura generosa
Le piccole, nutrienti perle tenere
si concedono alle nostre esigenze,
piegandosi servili al volere del vento,
formando una calda onda matura.
Verrà il giorno in cui una impietosa macchina
deciderà la sorte designata
fin dalla lontana semina
e quel piccolo fuscello vitale
compirà il suo gesto puro e buono.
Ancora una volta la natura sarà il dono più prezioso per l’uomo,
ma nessun ringraziamento verrà mai riservato
a quel piccolo miracolo inconsiderato
che tanto ci dà, chiedendo in cambio
solo un po’ d’acqua vitale
ripasso le foto di ieri
una ad una le appoggio sul cuore
sfrutto tutta la luce
nel metterti a fuoco
anche il dolore
mescolato agli attimi
è poca cosa
in tale bellezza
grazie per aver esaltato
la mia vita
foto bellissima
della mia anima.
Salivo a fatica un sentiero,
raccogliendo pezzi di sole
sparsi tra gli arbusti
in un pendio scosceso.
Si fermò sulla strada secca
una bestia dal passo stanco
e tra le sue nubi bianche
due grigie corna sulla testa.
Fece segno di salire ancora,
laddove avrei visto aprirsi
il cielo, ai piedi di un monte,
nel tramonto e nell'aurora.
Cosi arrivai, in cima al pendio,
sopra terra rossa bagnata dal sole,
calda, come i tetti bassi e rubini
come se avesse piovuto d'amore.
Come se avesse piovuto di foglie
giù per i monti, le rocce distese,
ma non sul mare là infondo..
blu cobalto di perle turchese.
Due viuzze insieme tra vecchi tetti
avrebbero portato nel luogo più triste
e solitario dove riposa il cuore di chi,
in quella terra eretta nel cielo, è nato.
Ma io restai lì, a far brillare il mare
negli occhi, ad ogni batter di ciglia,
ad ogni respiro di brezza, così dolce
e commossa nella tua carezza,
Nel tuo amar che mai finisce,
rivivo il tuo ricordo,
ascolto la tua voce, Lubenice.
con la mente persa
Niente intorno coinvolge i miei pensieri
Disperata cammino
Il vuoto mi circonda
Voglia di finire
E' buio dentro
nessuna luce si apre all'orizzonte
Sono persa persa persa
senza te
E sapere che questa mia sofferenza
è motivo di disturbo per te!
Lontananza che diventa insopportabile
ma che ti fa rinascere lontano da me!
Laudata sii mia signora
con il sole, la luna
e le chiare stelle.
Laudata sii mia signora,
divina sacerdotessa dell'amore,
che conduci il poeta errante verso il
sommo bene, la verità,
la pace.
Laudata sii mia signora,
manifestazione della bellezza divina
e della potenza della natura.
Donne amate,
liete
a Dioniso
danzate.
Di gioia
a lui
cantate.
I vostri corpi
ignudi
al piacere
consegnate.
Danzate,
danzate,
danzate.
La vostra mente
dalla morale
liberate
Nel fuoco del peccato
danzate.
Con lo spirito finalmente
liberato,
da vuoti ed inutili sensi di colpa
che altri v’hanno inculcato,
alla natura divina del mondo
partecipate.
Danzate,
danzate,
danzate.
Cantami,
o musa,
inni di seduzione,
sensuali melodie
che inducano
in tentazione.
spalancami
le vie inesplorate
del piacere
per godere
della tua bellezza,
per mirare
del tuo corpo
le dolci, sinuose
e fresche nudità
in estatica contemplazione.
concedimi
la tua rosa selvatica,
perché sentendo
il suo pungente
e primitivo odore,
che accende nel mio cuore
un naturale ardore,
io possa cantare
la beltà e divinità
dell'amore.
INTREPIDI STRASCICHI
DI VIAGGIO IRROMPON
IL MIO RITORNO
NELLA QUIETE DEL CREPUSCOLO.
ANNODAN SALDA
QUESTA BARCAROLA
A UN VECCHIO MOLO
STANCO E BARCOLLANTE.
SEDEVO LI
AL CALDO FRASTONO
UN GIORNO DI SCIROCCO,
FISSANDO IPNOTIZZATO
L'ORIZZONTE IN MUTAMENTO.
SORPRESO POI
DAL MIO SOLITARIO RIFLESSO
TRALASCIAVO SFUMATURE
ABBAGLIANDOSI IN LONTANAZA.
INCURIOSITO M'ACCORSI
D'ESSER GIA PARTITO
VERSO LA DERIVA
DI CONSUETI PUNTI DI VISTA.
SUL GENTIL SFONDO
ORA OSSERVO
SCORCI DEL PAESELLO
CHE M'APPAION PIACEVOLI,DIVERSI.
ALLORA LEGGERO ABBANDONO
PESANTI VELIGE D'UN PASSATO
FAN LORO FIUTAR
DIETRO NOVE ORME
SAPORI D'UN SENTIERO
MAI BATTUTO PRIMA.
Tutto fa l'amore:
la luna con il sole,
il mare con la luna,
il cielo con le stelle,
l'acqua con la terra,
l'ape con il fiore,
il fuoco con il vento.
Eros è energia vitale che move ogni cosa.
A lui ribellarsi saria cosa
assai perigliosa.
Ti prego Vergine mia,
divieni mia sposa.
Sotto un cielo di luglio
stelle di bombe cadono a sciami
Impattano al suolo
violentano vite squarciano anime e vicoli
Aprono tombe
Urlano i morti altro dolore
Banchi di povera merce si sciolgono al fuoco
Treni allo Scalo
invocano un cielo di promesse di morte
Una bimba risorta non trova più strade
tra binari scagliati contro un sole che esplode
Tra ritorni di vita non ritrova il suo mondo
Nel silenzio di un dopo di polvere
la bimba risorta riabbraccia la madre
E' l'antica fiaba della storia dell'uomo
Vorrei urlare con tutta la voce che ho in corpo
e chiederti perché non mi Ami
Perchè?
Vorrei perdermi ancora tra le tue braccia
Guardare il mondo con te.
Gridare finché la voce non si fa rauca
e il corpo stanco si affievolisce come rose appassite.
Gridare di dolore,
dolore immenso che lacera le viscere,
per lui
che indifferente ormai si è girato da un'altra parte.
Non rubarmi quel segreto pensiero
Lasciami fantasticare nel mio piccolo oblio
Mi appartiene e lo celo gelosamente
Una cosa che mi tiene viva
L’espressione profonda del mio senso
e nessuno potrà profanarlo
Nessuno infetterà il mio spazio
È lì, nel buio ovattato
che giace nel suo punto felice
Una felicità che solo un pensiero può dare
Impossibile da raggiungere
Solo chi ama può percepirlo
perché è il mio punto buono
e il legame profondo
che solo l’empatia amorosa raggiunge
E allora unisco le fonti
Condivido questo incontro
e lo presto per poco
Ma rimarrà sempre e solo mio
non sapere cosa fare
e pensare che andrà meglio
Ma aspettare un segno
che mai più avverrà
E ritrovarsi a piangere
a ricordare il nostro tempo
i nostri incontri così intensi anche se a volte brevi
Paura di non riuscire a rinascere
E sentire un vuoto dentro che strazia
Dolore immenso nel cuore
Tutto il resto è nullo
Navighi tra i pensieri tra le dolcezze delle sue parole
ma non poterle più ascoltare
E immaginarti da un altra parte
vederti ridere, scherzare... ma non con me...
Amore perduto
Amore finito
Amore per sempre
ma solo nel mio cuore!
Un solido recinto tiene in vita un’edera preziosa
foglie oscure messe a celare segreti
la vita quotidiana protetta dal muro verde
chissà quanti momenti si svolgono dietro quel riparo
quanti pensieri tutelati dal fido arbusto
arrampicato a guisa di servitore fedele
messo lì per dare il suo massimo
ad un padrone che lo nutre
un’acqua indulgente rinfresca le sue radici
ringraziandolo giornalmente per il suo fido servizio.
Un’edera amorosa ripara, rassicura, rinfresca, fiera di quel lavoro
che le è stato affidato anni prima
e continuerà indefessa ad amare quell’acqua fresca
che giornalmente la disseta e la fa crescere
e seguirà il padrone prudente
finchè non verrà decisa la sua fine



