Lontanissimo

confine,

fragile di sogno,

ora sei lì

sulla battigia

disegnando forme

che l’acqua

cancella.


Lentamente ti volgi,

hai il vento nei

capelli,

libera in quello

con un balzo t’innalzi,

fra nuvole di pane

tremula danzi,

fulgida al cielo

infine ti lanci.


Torni di pioggia

e cadi sui campi,

sei l’umida rugiada,

sospirando,

ti spegni.


Libera sei

agile di fiamma,

cresta di candela

 sui muri della

stanza

ora che sei luce,

ora che sei traccia,

vivi sospesa

e l’inquietudine

 t’abbraccia.


Di te io canto,

e di un’altra

fiamma

che brucia in me

l’antica danza,

e già m’inebrio

 del suo bel nome

 per lei vesto

ogni colore.


Non mi avvicino,

senza rumore,

perché non scappi,

l’ultimo fiore

da me che sono

l’antico fabbro,

che forgia il tempo

e vive in ogni spazio,

ombra di luce

che al mondo ritorna

di vita in vita,

di forma in forma.


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Profilo Autore: matteo  

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Commenti  

Debora Casafina
# Debora Casafina 22-10-2011 13:49
Complimenti :-) poesia dalla forma complessa ma scorrevole,lunga ma mai stucchevole,profonda nell'emozione come nella scelta accurata dei termini più enfatici senza strafare :-) Benvenuto nel club:-)

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