E scende inesorabile
Ma quanto brucia
Una semplice goccia
che dà tanto dolore….
o tanta gioia
E ti sorprendi per essa
Non vorresti che si liberasse
eppure lo fa.
Lei è libera
Libera di formarsi
Libera di sfogarsi,
nel bene e nel male….
ma libera!
E la invidi…
E vorresti essere lei….
Perché non potrai mai sentirti così.
Non riuscirai mai ad esprimerti come solo lei sa fare
Muta nel suo dolore
Caotica nella sua felicità,
ma sempre scende!
Indefessa!
Anche se un fazzoletto la ferma
Il suo scopo l’ha raggiunto
Far sapere che qualcosa è successo
E sarà sincera
Rispettata o umiliata,
ma mai cambierà il suo essere
di chiamarsi la lacrima
E voglio essere felice
Ad ogni costo
Voglio guardare allo specchio le mie labbra
Che si incurvano generosamente in alto
Dandomi un’espressione bella
Una luminosità disarmante
Che muta, urla a tutti la gioia del mio cuore
Caro specchio
Mi aiuti a capire
Che la felicità rende belli
Senza trucco né falsa espressione
Calore deciso
Renditi vivo
Esplodi nella mia anima
Regalami un momento indimenticabile
Fammi godere la dolcezza del sorriso
Che solo uno specchio
Amico fedele può decantare
Non reprimere questo momento
Fallo esplodere complice
Rinnova il mio animo con un miracolo
Che solo l’attimo felice può dare.
Al calar del sole,
bacio la tua bocca,
rosa rossa,
carica di passione
focosa, ardente
e sensuale malizia.
Respiro la tua anima
Pura, divina
e profumata d’amore.
Poi viene la luna.
E tu sei bella come nessuna.
Candida come un giglio,
appassionata di vermiglio,
con seducente voluttà,
ti lasci accarezzare languida.
Più ti accarezzo,
più il tuo corpo,
maestoso, divino
e bello,
trema di piacere
e la mia eccitazione cresce;
il sangue diventa fuoco nelle vene.
Poi balliamo
in una frenetica danza
in onore a Dioniso
e ci uniamo alla grande madre:
Natura.
Così, mi lasci penetrare il tuo cuore
in un dolce, focoso
ed estatico amplesso
d’amore.
soffici raggi dorati riempite il mio cuore stellato
il tuo respiro dolce, stuzzica la mia pelle nuda
così caldo e umido come una brezza del sud
il tuo profumo, il profumo dei fiori che sbocciano a notte
il vostro gusto salato e piccante, come l'aria calda del mare
il corpo trema al mio minimo tocco
un salice, scosso dal vento vigoroso
il tuo aumento di muschio è così rugiadosa e invitante,
dolcemente, e seducente, si chiama me ...
di inginocchiarsi e il gusto di delizie segreto
perso in un vortice senza fine del tuo desiderio
come la luna di settembre telai in testa
bagna la nostra carne nella sua luce lenitiva
… quante paure restano in te senza parole
che strano amore è il tuo quand’io il mio ti do sincero:
mi dici t’amo ed io ti credo ,mi dici vai ed io vado
mi dici ,che la vita tua è niente senza me ed io ti rassicuro .
Che al primo ostacolo saresti pronta a lasciarmi
a ignorarmi per poi mai più vedermi ?
E’ una farsa per giocare a prendere e lasciare,
uno scopo da raggiungere tracce di dolore .
E non capisci è la tua mia felicità quel che voglio
e non mi importa di restare solo!
M’importi tu che resti ferma nel mio destino,
la compagna dell’età più bella.
Che strano amore è il tuo
mi fai Re per un solo giorno :
l’amante procace vestito da cavaliere
il don Giovanni che fa la corte alla sua donna.
Sei il mio mal corrente la mia impazienza
e di paesaggi e valli le nostre scorribande ,
sarai tu a dirmi :amore ,andiamo
su quel mare in quella città dove c’è il sole .
Mi dirai : voglio vivere con te per amarti sempre !
E il vuoto del mondo non sarà dolente,
oggi senza te non avrò domani
e dalle nostre menti un suono squilla.
Che strano amore che è il tuo
io mi dono a te svestito da ogni resa ,
forse non l’hai capito ma sono vero
tutto ci renderà tristi se si oscura il cielo .
Coprimi
con il tuo amore,
di baci
con il tuo sapore
di carezze sfiorate.
Coprimi di te
con il tuo corpo caldo
avvolgimi alla tua
tenerezza di uomo.
Tenerezza
che si abbandona
all'abbraccio stretto
che toglie il respiro
e porta all'estasi infinita.
Coprimi di te
respirando sussurri
di piacere!
crudele è il tuo sguardo
Il tuo cuore arso
senza più amore
è crudele verso chi
voleva solo trattenerti il più a lungo vicino
Una scenata di troppo
e crudele sei diventato
Dimenticando attimi prima
attimi caldi
e desiderio d'amore
che ci hanno avvicinati nel tempo.
Niente più parole
Crudele sei diventato
Il 7 marzo
di un anno felice
Un bimbo paffutello
con gote preziose e delicate
Occhietti ancora anonimi ma belli
pronti ad esplodere alla vita
Il tuo prepotente “ci sono anche io”
rimarrà nel mio cuore indelebile
Una felicità immensa mi penetra il cuore
Vivrò per te!
Sarai il mio respiro,
la mia anima,
ogni istante della mia vita
Sarai il mio tutto
la mia lacrima che riga il viso
Vedrò con i tuoi occhi
Respirerò ogni tuo momento
Mi distruggerò quando ti saprò triste
E ringrazierò il cielo quando ti vedrò sorridere
La commozione nel vederti felice mi blocca il respiro
Una goccia del mio sangue
Il mio riposo nella notte tranquilla
e la consapevolezza che per tutto questo vale vivere
La verità dell’esistenza
Non sarà mai scontata……mio figlio!
Vive in te.
Si agita nella parte tua
più intima.
Solletica la tua essenza.
Masturba la tua coscienza.
Eleva dell'assoluto
la conoscenza.
Esalta la volontà
di potenza.
Accende e dà forma
ai desideri più
nascosti e trasgressivi
rende i sensi lascivi
del tuo corpo,
emancipando lo spirito
ad un livello sublime
di libertà e sapienza.
Ti fa sognare.
Ti fa volare.
Ti fa godere.
Questo è il piacere.
Correva il somaro, quanto un ghepardo
ma l'intento suo era altra meta,
ché, di seguire il tempo, si,
s'era messo in capo
senza domandarsi se fosse meglio
viverlo da sveglio oppur da morto.
"Non sono veloce assai", si rese conto,
allor, due ali in schiena si legò
e provò a spiccare il volo
dal pizzo di un alto monte
ed al suolo, il "ciuco" si schiantò.
Non parlava come l'uomo, però capiva,
ma l'uomo non capiva cosa volesse il cane;
allor pensò d'ammaestrar la bestia,
coi colpi di un ramo senza foglie;
ma l'uomo non capiva cosa dicesse il cane
poi, la bestia mostrò l'intelligenza
e l'uomo restò allibito del suo fare
perchè del ramo coi denti fece frasca
che nel camino pose accanto al ceppo.
Il tempo non bastò ad una scimmia
per farsi uomo di bel sapiente
come quelli, che dalle grate,
pensavan di familiarizzar con lei
porgendo una banana matura assai
"tanto" dicevan quelli:
"Che sa la scimmia di frutti marci"?
Di subito l'animale sbucciò la sua banana;
la man destra stringeva bucce
la man sinistra teneva il frutto e,
sporto il braccio oltre la grata,
l'infilò in bocca all'uomo stolto.
Fra i tre, il somaro appare il tonto
e tra gli uomini non a caso tal si dice
a chi mostra di sè stupidità banale
seguendo l'indice di chi l'induce
a ripercorrer sentieri, sempre quelli,
per mantenere oscuri i suoi livelli
e l'intelligenza strappargliela di mano
sì, che non vada oltre l'imposto limite,
e rimanga, l'imbecille al suo dire, attento,
per un plauso risicato, mascherante offesa.
Così il poeta scrive il verso
e non si cura di saper se il dire
l'intelligenza onora, se quivi scrive
la parola insulsa, di niente intrisa,
che poi colora di saggia perspicacia
nel blasfemo giudicar l'altrui pensiero
legato al giogo di presunzioni assurde
d'essere il saggio che saggezza inala
all'ebete di turno dalla testa assente,
che di ragionare bisogno non sente
e neppur d'aprire l'occhio, se la sente,
vinto da lusinghe, per lui assai belle.
Così il poeta canta… all'animale un verso.
Il mio inno alla stupidità
Gianni Nachira
Donna selvatica
Dolce e focosa
Bella e assai golosa
Del mio sesso bramosa
Avida e goduriosa
Essenza seducente
Di malizia assai ardente
Accogli tra le tue gambe
la mia verga vogliosa
audace e peccaminosa
E nascerà un frutto delizioso:
Amore.
Mi arricchisco del mio poco
O del mio tanto
Sono io
Con le mie malinconie
Con le mie esplosioni di allegria
Presa dalla quotidianità frastornante
Le mie pause di riposo mi sono d’aiuto
a mantenere un equilibrio mentale e fisico
Non voglio risparmiarmi,
non voglio distruggermi
ogni cosa scandisce il suo momento
ogni momento scandisce la mia vita
voglio essere parte del mondo
posso dare tanto
non bloccate la mia fantasia
non distruggete l’alito fresco dei miei sogni
condividete l’esperienza buona del mio essere
un cofanetto pieno di tesori non brillanti
non bisogna luccicare per essere grandi
basta la presenza
una presenza certa,
vera
una presenza essenziale,
viva
non si può vivere nell’oblio della superficialità
perché il cofanetto rimarrà vuoto
li accantoni giorno dopo giorno
in cassetti invisibili
in angoli senza luce
pieni di polveri e
sogni invecchiati
ti dedicano melodie
non capite
ti sussurrano a ogni fine di luce
ciò che sarebbe
ciò che potrebbe essere
ma noi nel contorno dorato
non vogliamo percepire
tale consiglio
e fuggiamo in routine
che anno colle potentissime
aggrappati al sicuro escludiamo i sogni
nel già
nel dopo
nel forse
moriamo
senza provare
ciò che sarà
o che potrebbe essere
io oggi
voglio vivere.
Un fiore è sbocciato profumando il mio cuore
I petali mi pervadono le membra
Li sento vivi, parte di me
Sarà il preludio di un frutto maturo
Non sarà un peso per me, albero
che dovrà sostenerlo nella crescita
Sarà linfa vitale per il mio tronco
Mi sento fortunata.
Padrona della terra.
Un dono immenso mi è stato dato
non so se lo merito o meno
ma lo tengo stretto a me
La tua vita integra la mia
scrollati di dosso quella tristezza interiore
aprimi l’anima
non tenermi a distanza,
perché tu sei la mia presenza,
la mia gioia.
Affidati al mio amore
e ti sentirai protetta.
Ogni massimo di ciò che posso darti è tuo
bambina mia!
Una presenza che dà stabilità al mio senso quotidiano
La certezza che esiste un amore che va oltre l’universo
Acqua che placa la mia sete di madre.
Mentre ti dedico questi pochi versi mi commuovo.
Non devo!
Devo essere solo felice e riempirmi la bocca col tuo piccolo grande nome
LISA



