Eri bella.
Signora dei mari.
Dalla tua maestà
il grande lago dominavi.
Regina di grandi commerci.
Grande era la tua natura.
Sublime la tua cultura.
Eri bella,
giovane
e vergine signora.
E adesso guarda
come ti sei ridotta:
Una vecchia puttana
dalla mafia corrotta.
Una lurida vecchia
che puzza
di pizzo clientelismo appalti truccati morti ammazzati...
Tuttavia,
nel fondo dell'anima mia,
spero tu possa risorgere
più bella che pria.
Sicilia mia.
Cristo non è morto in croce. Cristo muore in croce!
Cristo muore in croce, quando uomini, donne, vecchi e bambini, civili inermi, vengono colpiti dai missili ("intelligenti!" si intende!) di una stupida guerra senza senso.
Cristo muore in croce, quando un bambino viene violentato da un figlio di puttana, che la società, in maniera raffinata, chiama pedofilo, compromettendo per sempre la sua innocenza.
Cristo muore in croce, quando milioni di bambini, giorno dopo giorno, muoiono di fame, mentre i ricchi, un’esigua parte della società mondiale, diventano sempre più ricchi.
Cristo muore in croce, quando l’amore di un uomo viene ricambiato con ceca indifferenza.
Cristo muore in croce, quando un uomo, nel buio della propria anima e del proprio cuore, si fa un buco di dolore.
Cristo muore in croce, quando chi combatte quotidianamente, perché la giustizia trionfi, viene ucciso da chi, governato da sporchi interessi e mosso dalla cupidigia, segue la legge del male, violando il diritto e soggiogando i più deboli, umili ed onesti.
Cristo muore e morirà sempre in croce, fino a quando l’umanità non alzerà la voce, per gridare "no!" alla guerra, al terrorismo, all’ingiustizia e all’odio. Ma soprattutto, alla stupidità, all’irrazionalità umana che li provoca.
/in silenzio canterò /
il tuo passo.
Sotto nuvole che mutano
aspetto la forma
aspetto il pittore
che crei ora.
E il vento
che sposta, petali a terra
li incolli in questo quadro
su tele nuove
di pelle mia
ora libera
da macchie.
Inno a Venere
La tua voce profuma di rosa.
I tuoi baci morbidi come la seta.
Bambina mia,
Tu sei bella come un’armonia.
Guardando nel profondo dei tuoi occhi,
in te mi perdo
e ad un tratto divampa il fuoco della passione.
Poi il nulla, il vuoto, la pace dei sensi.
In te, il mio corpo si ritempra
E la mia anima s’acquieta.
In te vivo e muoio,
ricongiungendomi con l’assoluto.
Bella come il sole, forte come la tempesta e gelida come la neve.
Tu sei venuta lieve nel mio cuore,
accendendo in me forti desideri d’amore.
Ma poi, così come sei giunta, te ne sei andata.
Per un attimo, ho creduto di poterti amare;
invece, mi hai lasciato solo in questo mare.
Tuttavia, ovunque tu sia, io ti amo.
Anche se mi hai spezzato il cuore,
non reco rancore.
Ma, per te, nel mio animo, ho in serbo solo, e soltanto,
dolci pensieri d’amore.
Nell'astratto la ricerca
è vedere l'essenza
sulla scia dipinta
nel celeste
accarezzato da nuvole
l'apoteosi dei tratti commuove
perso in linee irrraggiungibili
unisco i capi del non visto
nel quadro delle tue labbrra
dipingo
passi futuri
nella sicurezza
delle tue nuvole
si addormenta
il cuore
reale amore.
A CACCIARE LE MOSCHE
E POI LE TORTURO
PICCHIO SEMPRE I MIEI AMICI
PERCHè IO SONO UN DURO
HO PRESO A CALCI LA MAESTRA
PIANGERà DI SICURO
IO AL CONTRARIO DI MIO PADRE
NON SONO UN PAGURO
CHE AMMAESTRATO OGNI MATTINA
SI ALZA
PER ANDARE AL LAVORO
SONO LIBERO E VOGLIO ESSERLO
IO
VOGLIO
UN VERO FUTURO
Da un paese lontano
è venuto
ed oggi, lo proclamiamo beato.
Ma non siamo noi, miseri mortali,
a decider queste cose.
E' Dio che l'ha beato
Sin dal dì in cui egli è nato
e della sua presenza ci ha beato.
In una terra di dolore
è stato inviato,
calpestata ed offesa,
assetata di pace,
affamata di giustizia,
per donarci il suo cuore,
colmo di luce:
la luce
del divino amore.
Nessuno pensa al sogno tuo:
avere ombre nei canali di palazzi,
di signore inginocchiate
a pregare,
tutto un olimpo di cipressi e di fari...
Se ci penso non hai desideri,
l'inverno è già un sogno:
rilucono pesci mezzaluna
cerosi
sotto la falce.
(Brescia, Patrimonio Mondiale dell'Unesco 2011, Monastero di Santa Giulia e Capitolium)
Un panino ben fornito
Pasto succulento meritato
Quante briciole cadono in terra
Ma oggi voglio osservarle e….
Ecco una operosa formichina
Arrivare di gran carriera
Si sofferma pensosa e guardinga
Studia la maniera di attaccare la sua preda
Si avvicina
L’aggancia et voilà
Il gioco è fatto
La preda è sua
Grande fardello per piccola operaia
Inizia il faticoso cammino verso una meta agoniata
Il nido
Un rifugio contro le intemperie
Un serbatoio di provviste
Un luogo dove incontrarsi
Una sicurezza contro gli insetti predatori
E l’amica formichina prosegue il suo cammino
Inesorabile
Spedita
La strada è lunga e pericolosa
La paura di agguati sempre incombente
Ma lei indefessa
Con le sue zampine felici
Corre
Verso la meta che le assicurerà la vita
del tuo ritorno
sono lì
nell'aria aspetto il te
spalanco
i polmoni
un solo fiato
ti odoro
tutto è
a un passo da gli occhi
senza accorgermi
nel buio
nel silenzio
nel desiderio dell'aria
capisco la differenza
della mia vita
senza di te.
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Cambiamento
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A chilometri ora
sento te
in tutto il mio spazio
l'immagine piega il cuore
danza l'ombra
che ti porta da me
a occhi chiusi ora
immagino il mare
immagino il vento
immagino il sole
ma il tuo contatto
è respiro
che accresce il ballo.
Se tu mi disprezzi,
canterò per te
inni di lode.
Se tu mi schiaffeggi,
ti accarezzerò.
Se la tua bocca pronuncia parole ingiuriose,
la bacerò.
Se tu mi odi,
t'amerò.
Se non mi ami...
non importa.
Amare è donare,
senza nulla in cambio domandare.
Per te Amore
albergherà per sempre
nel mio cuore,
finché Morte severa
gli consentirà di palpitare,
finché il dolce sonno eterno
chiuderà per sempre
gli occhi miei.

