Scure le maniche, una croce di muschio.
Alla cava di occhi dimenticati
da domani
anche tu potrai vedere
la neve sulle braccia dei morti.

Lo stagno santo è così lontano,
stringe a sé i rami spezzati dei salici,
e a ciò che non è stato accenna
svegliandoti appena...
Da ieri
carcassa di fiori,
da oggi stella polare, Ofelia.


(2011) 

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Tu dormi senza cuscino
sotto una campana di veli,
farfalla
o foglia.

Tutto il sentiero è
bianco e dorato,
come se piovesse appena
dai rami di speranza che vegli.


(2006) 

 

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E' notte. Sotto le
onde nere
il fragore di code colossali
immobilizza,
come se guardassi il mare.

Ancora più sotto,
qualche lucciola dai
denti a sciabola
vagamente illumina
 l'inabissata campagna desolata,
 verdastro sogno d'amore,
le morte sirene.


(2011)

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Madonna dei garofani blu
è il cielo senza stelle,
solamente pensieri
dopo il tramonto.

Hai posato là il tuo cesto
intrecciato di silenzi...

Da una torre le colombe
si alzeranno verso la luna.
E intanto si piegano stanche
le fioraie
coi loro dolci bambini.


(2011) 

 

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Sta al vento, alla pioggia
stare in silenzio
davanti a te,
d'oscuri muschi
pensando...

Al tuo nome trasformato
in idillio caduto
stiamo blu felci di luna
avvinghiati cavallucci.


(2006) 

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Non puoi non capire -
tutte le ombre
sono tue, a terra
accanto al prato...

Sono salite al silenzio
mentre ancora cercavo -
umide foglie e
profumo di un opposto mare
che stasera cadeva.


 (2007)

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Persiane rigate d'ombra.
La vanità del sogno
vi respira attraverso e
cade nell'angolo
un'ala sbiancata...

Per noi due due battiti,
la nuvola vuota
che porta l'alba.


(2006) 

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Fare
carnevale
un'ebbrezza la linea spezzata
zigzag al neon
colpo di fulmine

Vale
o non vale
Scherzo infinito dal mio dito

Zzz


(1984)


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Bellezza è
quando la porta
apro degli occhi
sul tuo tesoro.

Le lacrime che
non ho mai visto,
un nome pronunciato
come fossero foglie,
tesoro di
tristezza.


(2004) 

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Stanza esagonale in cui sprofondo
vortice muto come scala incurabile,
rugginose asce e
la legna da ardere
giù alle pareti
di ceppi spezzati.

Sta da un'eternità senza un volto,
certo là sotto ancora vi si nasconde
una statua alata.


(2011) 

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Non voglio
questo sole
obliquo
crudele
e impudente,
e non sogno
la neve,
accecante sevizia.

Nell'animo
sento invece la pioggia
così
passa la voglia
di tutto e di niente.

Nell'attimo
così
qualcosa si sfoglia.


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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Ho teso la mano per rubarti un sorriso
ascoltando quel cuore pulsare ancora
gocce di speranza.
 
Ho teso le mie speranze al cielo
aspettando quel raggio di sole
che scaldasse di nuovo
le mie membra.
 
Ho posato sul terreno,
trascinando i piedi,
questo corpo
cercando terreno da coltivare
lasciandomi dietro solo orme
di un tempo passato.
 
Chiudo gli occhi
lasciando speranze
scorrere nella fantasia,
aspettando di sorridere
di nuovo
in questo mondo
di lacrime.


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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Cammino al bordo della strada

assorta in pensieri prepotenti

Non vorrei immergermi in tristezza gratuita

La strada mi scorre sotto i piedi come una linea scontata

Il buio mi avvolge senza pietà

E io continuo a camminare senza meta

Finalmente un bagliore mi ridona speranza

Un bagliore vitale nella notte vivida

Il cuore esulta

Si aggrappa a quella luce come un bimbo alla vita

Sul viso tenebroso un accenno di un sorriso

E il passo si fa prepotente

Quasi a raggiungere un alito di vento ristoratore

Quel lampione timido mi rigenera la memoria

E tutt’a un tratto pensieri dolci e miti si impadronisco della mente stanca

Quella luce pur se fioca mi giunge come un bel volto radioso di fanciulla

e mi rassicura comunicando teneramente la sua vitale energia

e tutto torna a sorridermi intorno

e il percorso si abbrevia.

Quella dolce signora mi illumina la via.

Aspetterò il giorno avviluppato da quel timido bagliore

appoggiata a quel lume di speranza

e mi godrò il sorgere del nuovo giorno.

Scrollandomi di dosso quel torpore benefico

riprenderò il cammino verso i miei pensieri certi

che giorno per giorno affollano la mia vita.

 

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Profilo Autore: mary  

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Inerme su un ramo complice.

È lì,  raccolta nella sua preghiera omicida

Pronta allo scatto felino

I suoi uncini mortali si apprestano ad afferrare la preda

ignara del suo triste destino.

E avviene tutto in un attimo.

L’insetto cannibale si adatta al suo albero ospite

Colorandosi di tradimento infame

Una dolce formica si adopra nel suo compito vitale

Trascinando il cibo prezioso verso la sospirata casa

Quel mobile capo vile si gira verso la preda

le zampe si uniscono in un falso atto di fede

quasi a pronunciare la fine dell’operosa malcapitata

in un attimo si conclude l’efferato volere

le zampe si allungano e ritraggono veloci,

certe di aver compiuto il loro compito mortale

e la preghiera continua indefessa

mentre si consuma il delitto scontato

la signora elegante nasconde una mente perversa

nessun amore si nasconde in lei

famelica e basta. Non risparmia nessuno,

perfino il maschio è preso a vittima

finisce il suo compito procreatore

ed un ringraziamento infame lo attende:

la malvagia ammaliatrice lo divora ingrata

incurante dell’atto d’amore appena consumato

un atto che farà nascere altre dame immonde

che si nasconderanno dietro una preghiera di morte


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Profilo Autore: mary  

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I riccioli ribelli le coronano il viso

Due occhi furbi fanno capolino da quella cornice

come fiori che si schiudono alla vita.

Un ovale morbido è da sfondo a due labbra rosa

che hanno scelto loro malgrado il silenzio

ed un nasino minuto,

canale di profumi inebrianti

si distacca da quella uniformità di base.

La pelle vellutata invitante alla carezza

riflette una luce eterea,

come solo una fragile e preziosa porcellana può fare

E quell’odore di latte puro

rende ancora più indelebile il suo ricordo,

quel ritratto cosi nitido e delicato,

fonte di teneri pensieri

è l’espressione di un amore immenso che solo una madre ti sa dare

e la perdita immane brucerà per tutta la vita,

perché quel sogno presente,

quel ricordo tanto lontano eppure tanto nitido

ti pesa sul cuore

come un mattone cattivo

che si è posato eterno sul tuo seno

e mentre ammiri quel viso amato

ti fa mancare il fiato dal dolore.

Una parte della mia vita si è fermata in quel ritratto

Una parte della mia vita vive per i miei cari

Una parte della mia vita è nata in quell’amore

Una parte della mia vita troverà pace quando la rivedrà


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Profilo Autore: mary  

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