Lacrime

in simile tempo tetro

figura di pioggia

battente sul vetro

entità tangibile di paura

dai ascolto

alla voce sicura

che ti avvolge

con un mantello di mani

e sarai più sereno domani

svegliandoti con al mio collo

le tue piccole braccia

farò in  modo

che pure il silenzio taccia

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Nostalgia, in queste strade del mio quartiere.
Nostalgia, nel non poter più vedere te.
Nostalgia , per quello che ero io
per l’infanzia mia che non tornerà più.
Nostalgia per quel povero ragazzo che ero
io, quando mi ammalai
Nostalgia, per quella mia
dolce ragazza innamorata
per il tuo dolce sguardo
per me
Nostalgia per i ragazzi ancora soli, privi
di un amore
ma con tanta dignità
Dignità

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Gente che passa
vicino alla pelle, ti sfiora
percepisci la svolta in brividi
che salgono, confondendoti
l'alchimia, non conosce distanze
non chiede connotati o il colore dei capelli
si attanaglia al cuore
blocca il respiro e la ragione
ti fà sognare in mari, spazzati da anime
che il girotondo della terra
ha fatto incontrare

il fato
il caso
la chimica

nessuno spezzerà questo legame
nemmeno la terra, ricoprendoci
a potere su questa unione
solo noi
uccidendo la realtà
cerchiamo riparo
nella riflessione
nella pausa

messere
il tuo addio
non è il mio
bacialo vento
io non esisto.
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Quanto è il vuoto

il letto senza te.

 

E quanto non so che farne

del freddo

senza avere il tuo lato da scaldare.

 

Al pari del volubile fumo

delle tue Philip Morris

in assenza di te mi dirado

 

e non sempre consola

leggere e rileggere,

come fosse scritto in braille

scorrendo con il dito

il tuo cuscino

“…che in uno o in due noi siamo solo una cosa…”

 

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Profilo Autore: Nes  

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Amara.

Come il sapore alterato
della albicocca col verme.

Come le ciliegie
a San Silvestro.

Come la liquirizia pura.

“In notti comete,
nel caldo silenzio
del quinto sbadiglio,
sentirò le tue unghie
carezzar le mie braccia,
sentirò il vuoto strozzarmi la gola
e la lama insinuarsi nel polso,
dolcemente,
disperdendo nel mondo
l’amaro della vita,
in tutte le sue tonalità
e graduazioni”.

 

Dolce.

Come la fragranza botanica
del tuo collo di donna.

Come una coppa gelato
alla gianduia.

Come il muschio bianco,

“In pomeriggi sbarazzini,
nel soffuso vociare
della marina già alticcia,
sentirò le tue labbra
sfiorarmi una guancia,
sentirò il sorriso invadermi il viso
e la mia mano intrecciare la tua,
dolcemente,
diluendo nel vino
il dolce della vita,
in tutte le sue sembianze
forme e posizioni”.

 

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Profilo Autore: Charlie  

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La donna immobile 

 

La donna immobile

sul letto stava

ed il piacere la penetrava.

L'intero suo corpo

dominava,

con le sue dita languide

la carezzava.

La perversione

la esaltava.

Il desiderio i suoi papaveri

incendiava,

rendendola

calda come il fuoco,

nuda come la terra,

libera come il vento,

tempestosa come l'acqua,

potente

come lo spirito creatore.

A lei dedico

questa romantica e perversa

canzone d'amore


 

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Profilo Autore: Francesco Sabatino  

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La notte e il vento
mi portano malinconia
di te ho un ricordo dolcissimo
che tenerezza che emani
e anche se non ti conosco
riconosco che sei speciale.
La notte e il vento
mi portano tristezza nell’animo
ma sulla spiaggia
il sole asciuga ogni tristezza
e nostalgia.
La notte e il vento mi portano
nostalgia

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Aclà voleva il mare
Ma discese nello zolfo di Floristella

Come Aclà si scende all'inferno

Incroci danteschi
Alle fermate di bus e metrò attendono bombe innescate
Bestemie e invettive dalle auto prigioniere di ingorghi
Lavavetri all'attacco su parabrezza già puliti più volte
Pedoni iracondi attraversano senza cautela
sfidando chi guida con occhi agguerriti

Poveri diavoli rovistano in cassonetti in cerca di sporchi tesori
Clochards cercano un posto per una notte sopra cartoni
Per compagnia vino in cartone
Sogneranno stanotte diavoli di cartone

Finito lo stress delle ferie
la città si perde nel troppo e nel nulla schiava di un sempre
Le scuole riaperte la gente al lavoro
Ancora fa caldo ma il mare è lontano
Non è Floristella
niente zolfo
ma smog nei polmoni

La condanna di Aclà
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Profilo Autore: Rebecca  

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Ho lasciato la finestra aperta, questa notte,
ho lasciato le lenzuola sussurrarti nomi,
le dita sfogliare calendari e fiori,
le tue pose divorarmi gli occhi.

Ho scagliato fischioni nel cielo,
svegliato gli amici di un tempo,
ho causato il naufragio dei sensi
mentre offrivo una seggiola a mamma e papà.
Eri a cavallo di un gladiolo, quella notte,
eri bellissima, quando ti ho sognata,
quando volavi pensando al battesimo.

Eri felice, presumo,
perchè il peggio era passato.

Ma ancora mi mancano quattro monete
per comprarti un destino migliore,
per associare due denti a un sorriso,
per vestire il mio scheletro a nozze.

Ancora ho bisogno di falce e martello,
di un paio di libri che mi facciano piangere,
di un paio di schiaffi per farmi pensare.
Soltanto un minuto, ti prego,
soltanto un minuto poi portami via,
soltanto un minuto con gli occhi socchiusi:
quando abbraccio il cuscino
ma
è a te che penso.


 

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Profilo Autore: Charlie  

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Sfumature a tinte pastello
colori caldi e campane che ridono
un po’ vita, un po’ giardino,
laddove i ricordi emergono
e nell’aria si respira il pane.

Sei come Genova che pranza,
la magnolia al suo primo fiore
una donna affacciata sui vicoli,
ma sei anche un suono sommesso
la pace infinita della costiera
la mia via del sale
il treno locale

Camogli e San Rocco.

Sei la certezza del rosso scarlatto
una strada sola, l’unica via transitabile.

Se ci sediamo ti parlo dei monti che guardano il mare,

del vecchio che pesca,
di un bambino che esce da scuola.

Adesso ricordo:

per un attimo, nell’apparenza della confusione,
ho trovato l’odore del cielo
la tua pelle olivastra
e il dannato celeste del vuoto.

Il matrimonio casuale delle parole
una piccola scossa di malinconia.

Tutto li`, nient’altro,
un ultimo pensiero soltanto,
prima che le pupille si allarghino
a questo giorno di forma insensata.


 

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Profilo Autore: Charlie  

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All’Arma

(Ode a Salvo D’Acquisto)

 

All’alba di un nuovo giorno

cavalcando l’immortal  sospiro

in cuor mio fui preso da rabbia e dolore,

colpito e deriso con ferocia

dall’’ignobile e vendicatrice mano nemica.

Con immutato orgoglio

colto da moto di sacro furore

risollevai le mie lacere membra

sulle gloriose bande rosse

e li rimasi immobile.

servendo con la fedeltà la patria mia

per molti lustri in ogni angolo d’Italia,

fui uso obbedir tacendo

e tacendo donai l’ultimo respiro

per la salvezza dell’italico popolo,

elevando a Dio e a voi fratelli

la mia anima e il mio cuore di carabiniere

 

Urgnano 19.08.2011

 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Non dimentico

l’armonia dei suoni

le immagini in volo

l’energia della vita

 

Che senza recinti

incrocia il corpo

nel rogo della pena

privo di vesti

 

Finché ricompare

il taglio profondo

dietro il malincuore

in tristi fonti

 

Allora decorerò

quei visi mai usati

con storie diverse

in nuovi albori

 

E senza obliare

il navigato trascorso

li guiderò tra le nuvole

culla dell’amore

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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E tu sei quella mia felicità
quell’ansia andata via
quell’arcobaleno dopo il temporale
quella voglia vitale
quella voglia di sincerità
di una domenica pomeriggio

l’eternità del Paradiso


 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Nel mezzo del cammin di nostra vita

incontrai una donna focosa

e ardita.

La carezzai dolcemente

con le mie perverse dita

ed ella s'agitava gaudiosa

e pervertita.

Gemeva così forte,

che fuggì la morte

ed entrò dolce

amore.

Ahi! Com'era bello e focoso

entrar il mio membro gioioso

in esta selva selvaggia,

aspra e forte.

Cantava la femmina il suo perverso

e gaudioso canto.

Non immaginava il membro esser

sì maestoso e giganto.

Si conclude nella dolce inedia

questa romantica e perversa

commedia.   



 

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Profilo Autore: Francesco Sabatino  

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Oggi osservo il cielo  e vedo

che la giornata è bella

penso e ripenso alla manovella.

La porto in tasca e mentre cammino

La faccio girare pianino pianino.

Che piacere vederla girare

Quando si muove comincio a godere,

gira e rigira la manovella

Spesso si ferma e diventa più bella

e quando la mano comincia a girare

con la manovella riprendi a godere.

Ma se alla fine ti senti sfinire

Ingrana la retro che stai per venire.-

 

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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