Ruba una lacrima al mondo

Posala sul piatto di cristallo

Guardala espandersi tristemente

Ignara del destino che l’aspetta

Nobile vetro che ospita

Quella liquida sofferenza immensa

Quale immane fardello sostiene

Sì racchiuso in formula chimica

Basterebbe un sol dito più umano

Che asciugasse cotanto dolore

E la lacrima triste tornasse

A godere un più roseo futuro



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Profilo Autore: mary  

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Hai fatto di me un niente
Mi hai tolto la mente
la bellezza della mia persona
Non ho più parole
Non so più che dire
uomo insensibile
e io donna stupida,
legata, ingarbugliata e vuota
che sono diventata
La mia mente svuotata
non sa più che dire
Rimango esterrefatta
e sempre incredula
..... come mi hai chiamata ieri
e così mi stai trattando
e io,
soggiogata, te lo lascio fare.
Niente più orgoglio
niente più amor proprio
Senza più parole nella mia mente...

 
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Profilo Autore: anna maria  

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Tossico

è l'eco del ricordo.

Tossico

Narciso e il suo candor.


E io schiavo,

a lacerar nel tuo regno

st'indomabili abissi!

Ma son solo pozze....

sotto incessante tempesta

che c'oscura e c'abbaglia

con indelebili saette

infettate nel tuo remoto.


Benché seducenti

s'appellano le vesti

tu non rinunci

Maculata sirena...

E l'ingenuo barcarolo

alla salvezza dello scoglio

dove costruiste il vostro faro.



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Profilo Autore: lukha  

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Balla ebbra la vita

rincorrendo raggi di sole

distendendo le forti braccia

al soffuso sguardo della luna

 

E fluisce sangue

nei frazionati orizzonti

tra imbrogli e falsi lemmi

cantilene regolari di dolenza

 

Verrà l’annuncio

che spezzerà il sogno

e cadrà dal trono il lupo

che sacrifica docili agnelli

 

E gocce d’azzurro

grideranno al miracolo

nel germoglio del vero amore

dopo la tormenta di un mare d’odio

 

- forse -

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Vibra l'emozione
quando mi sei accanto
mi sembra di volare
annientare risvolti inaspettati
non facili da portare
pensando a quel lettino
che ospita boccoli neri
stanchi, di ritrovarsi, chiusi
ad aspettare, sentenze
non gravi
ma che emettono ansiosi respiri
travolti dagli intrusi
lingue impulsive
curiose di vegliare l'andamento
di una stanchezza
che cerca soluzioni
girando
abbracciandosi a me
come una figlia
e una madre
che controlla
la notte
piccina



 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Dio non è morto
lo vedi in tutto
quello che c’è.
Lo vedi quando l’erba
prega svuotata dal vento.

Dio non è morto
è nei pensieri
della gente
quando in massa
cammina
in una piazza.

Dio non è morto
è nelle chiese
è negli ammalati
è nei derelitti
nelle persone sole
ed angosciate.

Dio non è morto
è nel calore del sole
nelle onde del mare
fra i monti e le pianure.

Dio non è morto
è in tutto quello che vedi
anche nelle stelle
lo trovi nella tua anima
quando piangi e quando ridi.

Dio non è morto
è l’essenza di ogni cosa

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Cadon le foglie,

ma non le mie voglie.

Svaniscono le certezze,

ma non quella del mio amore.

Vorrei inebriarmi

di malvasia

che sgorga

dalla tua bocca.

Vorrei bere

acqua pura

che nasce

dalle tue cosce:

sorgente di vita

e di piacere.

Sazia la mia fame

insaziabile.

Placa la mia sete

implacabile.

Fammi godere

di passione

selvaggia,

accendi il fuoco del mio desiderio,

amami una notte intera,

e ritornerà gloriosa

Primavera.


 

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Profilo Autore: Francesco Sabatino  

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Aspettavamo con ansia quel momento.

Il naso schiacciato sul vetro,

gli occhi scrutavano

tra la gente infreddolita.

Nulla,ancora niente.

Riprendevamo la penna,

ma non riuscivamo a scrivere.

Ancora sulla punta dei piedi

A rigare il muro,

a cercare in quel vetro opaco.

Nulla.

Un nervosismo,una gioia

Soffocati dalla delusione.

Finalmente! “eccolo”.

I visi chini sui quaderni.

Il silenzi, .....    l’attesa

“buongiorno”

“ciao papà-hai portato..”

Un momento. Un momento.

Vediamo i quaderni”

La paura di dover ancora attendere,

poi la mano apre la scatola i giocattoli…   Il mio giocattolo

Lo prendevo ringraziando.

                                L’osservavo

Non sapevo se amarlo

                                  o rimproverarlo.

Lo guardavo,

lo credevo migliore.

Ma no!.era bello.

Già correva sul davanzale,

sul mobile.

Urtava una statuina,

rompeva un vaso,

strisciava il pavimento.

Lo sentivo mio.

La gioia ,l’affetto,

s’ingigantivano

sotto gli sguardi curiosi.

Le parole di ammirazione.

Ma ecco che improvvisamente

Non correva più.

Si era fermato.

Mi guardava immobile.

“e’ inutile ripararlo,

si è rotto “

Mi guardava,

come implorando.

L’osservavo

Con la delusione nel cuore,

poi un calcio

e finì in un angolo,

schiacciato,contorto.

Guardavo dalla finestra

I bambini che giocavano felici.

Avevo aspettato tanto

quel momento…

Quel momento  … Quel giocattolo.  

 Guardavo dalla finestra

E già né desideravo un altro.


 

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Profilo Autore: gimgiamba  

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La lingua del serpente

va dove il falso moralismo non vuole.

per questo eccita

e non duole.

La lingua del serpente

va dove la passera vuole,

dandole piacere

e ardore.

 

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Profilo Autore: Francesco Sabatino  

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Semplicemente
i tuoi occhi scorrono
nella linea invisibile
cerco l'impossibile
il cuore è egoista
corre il tutto tuo
mai raggiungerò
le tue voglie
resterò lo spettatore assiduo

ogni giorno
in prima fila
attenderò
il posto migliore
per arrivare
a te.

 
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Profilo Autore: fabio brogini  

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Due creature magiche
vagano senza meta,
solitarie,
sopra un ruscello tenebroso.

Lei galleggia in una nube
di malinconia,
lui volteggia in una ragnatela
di chaos.

Disorientati
si scontrano,
facendo vibrare i loro sensi,
scoprendo le loro anime,
svelandole viziosamente.

Nell’impatto
precipitano,
e cadono
nelle acque gelide.

Affogando,
vinti dalla paura
e dall’oscurità,
rimangono vicini.

Con coraggio
lottano e si dimenano
contro la corrente,
e stretti l’un l’altro,
riemergono.

Abbracciati
si librano in volo
sulla stessa onda di vento,
verso un luogo da condividere,
come un proposito fermo.

Poi, danno un rapido sguardo
al ruscello -
ora limpido -
e salutano il loro
riflesso,
con un sorriso.


 

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Profilo Autore: Charlie  

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E ti ricordo ancora
nei meandri della mia mente
irriconoscente il tuo amore
per me.
Mi rimane dentro uno strano
brusìo, delle parole non dette
delle frasi non finite
dei battiti del mio cuore
ma questi resteranno per sempre
i nostri anni migliori
che rimpiangeremo un giorno
quando nel silenzio della nostra
malinconia riguarderemo quelle
nostre vecchie foto.
Il sorriso misto a pianto
ci avvicinerà a Dio.
Ne faremo di strada
ci siamo detti.

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Nei più profondi abissi,
al di sotto di onde agitate,
anno dopo anno,
giace una creatura solitaria,
un’ostrica silenziosa.

Sopportando quietamente
le percosse delle correnti,
il buio più assoluto,
l’isolamento più spietato,
è meravigliosamente ostinata.

La sua corazza  la difende
dal vorace appetito
delle bestie subacquee,
gli striscianti, furtivi,
sinistri parassiti possono solo
avidamente bramare.

La morsa si serra -
custodendo gelosamente
la sua perla perfetta -
Il premio delle sue doglie -
la sua linfa vitale e il suo destino.
La promessa di gioia di un amore fervente.

Risplendendo con ardore
nella beatitudine del suo nucleo -
in una nube di vitalità,
questa gemma squisita fiorisce,

al centro di un torbido mare.

 

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Profilo Autore: Charlie  

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- Parte Prima -

Sentieri si incrociano
e poi confluiscono -
confondendo i nostri passi,
fino a condurci
in questo labirinto
di cemento.

Al centro
riposa il lago –
la sua pelle che nasconde
tutto ciò che ama -
che protegge gentilmente i suoi figli,
cullandoli nel silenzio.

Sul suo margine,
conversando serenamente,
immersi nella pace
dell’aria invernale,
ci guardiamo teneramente.

Perse nella nebbia sopra di noi,
le stelle solitarie
ci sgridano e ci ricordano
che siamo appena partiti.

Poi, maternamente, ci guidano
verso il sentiero luminoso
che dobbiamo ancora
intraprendere.


- Parte Seconda -

Affrettati, amore mio,
verso il tenace legame
che unisce il golfo
fra i nostri spiriti.

Proteggiti, amore mio,
dalle spire glaciali del vento
di Maggio.

Il suo soffio deposita una brina
che penetra nell’anima.

Fai attenzione, amore mio,
ai sentieri dipinti di asfalto
ma fatti di ghiaccio.

D’un tratto si disintegrano,
e ti inghiottono.

Salta sul ponte, amore mio,
attraversa il cemento crepato del molo
con passi lunghi e tenaci.

Non guardare di sotto-
continua ad avanzare.

All’altra estremità ci sono io.
Che ti aspetto.


Carlo

 

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Profilo Autore: Charlie  

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Rido,

mostrando rughe mai viste,

ascoltando il vento, inseguire

le prigioni del tempo.

Rido,

dei sapori e dissapori

posti, sul baratro della pazzia

seduto su ali d’argento.

Rido,

dei Saggi e dei Poeti

che, pensano di mutare il mondo

con lacrime d’inchiostro.

Rido,

sgomento e solitario,

stanco di battaglie perse,

con un Dio, all’apparenza distante,

 

- CHE PIANGE -.

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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