Ho lasciato la finestra aperta, questa notte,
ho lasciato le lenzuola sussurrarti nomi,
le dita sfogliare calendari e fiori,
le tue pose divorarmi gli occhi.
Ho scagliato fischioni nel cielo,
svegliato gli amici di un tempo,
ho causato il naufragio dei sensi
mentre offrivo una seggiola a mamma e papà.
Eri a cavallo di un gladiolo, quella notte,
eri bellissima, quando ti ho sognata,
quando volavi pensando al battesimo.
Eri felice, presumo,
perchè il peggio era passato.
Ma ancora mi mancano quattro monete
per comprarti un destino migliore,
per associare due denti a un sorriso,
per vestire il mio scheletro a nozze.
Ancora ho bisogno di falce e martello,
di un paio di libri che mi facciano piangere,
di un paio di schiaffi per farmi pensare.
Soltanto un minuto, ti prego,
soltanto un minuto poi portami via,
soltanto un minuto con gli occhi socchiusi:
quando abbraccio il cuscino
ma è a te che penso.

Commenti
molto vissuta..
Il desiderio-bisogno di paternità.